Giochi di Carte Archives - ToyMagazine https://www.toymagazine.it/tag/giochi-di-carte/ La tua vetrina sul mondo dei Giochi e dei Giocattoli Tue, 19 May 2026 08:54:41 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0 Sette al Sette https://www.toymagazine.it/articoli/8841/sette-al-sette/ Thu, 07 May 2026 08:29:57 +0000 https://www.toymagazine.it/?p=8841 A chi posso suggerire questo Sette Al Sette? A tutti! La scatolina è super compatta, il mazzo di carte è resistente (telate), si può portare ovunque e giocare ovunque, noi lo abbiamo giocato letteralmente in piedi su un divanetto della palestra! Si può gicare su un telo da spiaggia senza problemi e soprattutto ci si […]

The post Sette al Sette appeared first on ToyMagazine.

]]>
A chi posso suggerire questo Sette Al Sette? A tutti!

La scatolina è super compatta, il mazzo di carte è resistente (telate), si può portare ovunque e giocare ovunque, noi lo abbiamo giocato letteralmente in piedi su un divanetto della palestra! Si può gicare su un telo da spiaggia senza problemi e soprattutto ci si gioca fino ad 11 giocatori!!! Io ho passato interi pomeriggi e serate a giocare con gli amici ad Uno, quando ero ragazza, e sono certa che accadrà lo stesso ai miei figli con Sette Al Sette o come scrive Dal Negro SE77E al SE77E.

  • Numero giocatori: 2-11
  • Età: 8+
  • versione recensita: Dal Negro
  • Autore: Riccardo Messina e Gianmarco Agostini
  • Ingombro sul tavolo: Minimo*

(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante, tavolo da 6+ persone).

Sette Al Sette è stato provato in un luogo un poco insolito: la palestra.

Appena arrivato ho pensato bene di portarlo con me in palestra; no, non sono io ad allenarmi, ci vanno i miei figli, e così nella saletta dove aspetto che finiscano inizio a leggere il regolamento… insomma finisce che coinvolgo la maestra di judo e la segretaria della palestra e facciamo le prime 3 partite di prova. Sì, avete letto bene: 3! Il perché è presto detto, questo gioco è super semplice da imparare e una partita tira l’altra; è piaciuto tantissimo a segretaria e maestra, tanto da chiedermi di riportarlo la volta successiva. Obbediente lo riporto e questa volta coinvolgo genitori, ragazzi di passaggio e naturalmente insegnanti: il successo è stato totale, i ragazzi hanno chiesto informazioni per comprarlo, altri genitori con figli che erano di corsa e non potevano provarlo mi hanno chiesto di riportarlo, insomma ho la sensazione che questo diventerà ufficialmente il gioco della palestra! Mio figlio grande lo ha portato a casa di amici e ci hanno fatto le ore piccole!

Ma adesso andiamo ad analizzare il gioco: Sette Al Sette è stato da tutti paragonato subito ad Uno. Certo, se prendi un gioco di carte con una grafica colorata e numeri, l’associazione è immediata! Ma il paragone non si impone solo per il livello grafico, ma soprattutto per le regole semplicissime da applicare e la rapidità con cui si mette in piedi una partita.

Le carte che formano il mazzo sono 55 e hanno valore da 1 a 7. Ci sono però anche carte -1; -3;-5 ed un’unica carta di valore 0.

Il fine del gioco è totalizzare con 4 carte, che metteremo via via da parte, una esatta di 7 punti (oppure, se fra le carte messe da parte c’è il 0 dovremo cercare di totalizzare esattamente 0 punti). Il gioco si svolge in 7 round in cui fondamentalmente svolgeremo due azioni:

  • scegliere dalla nostra mano di 5 carte 1 sola carta da tenere, e che porremo coperta davanti a noi, senza poterla più guardare; 
  • passare la mano al giocatore accanto a noi.

Queste due azioni verranno ripetute ad ogni round fin quando ciascuno avrà messo da parte 4 carte (ne avanzerà una sola nella mano). A questo punto il round è finito ed andremo a conteggiare la somma delle carte tenute da ciascuno.

  • Se la somma è 7 abbiamo fatto 7 al 7! ed un punto vittoria.
  • Se la somma è un risultato da 1 a 6, dovremo pescare una carta dal mazzo e sommarla alle nostre, se  in questo modo otteniamo 7 avremo un punto vittoria
  • Se abbiamo ottenuto 0 o un valore negativo, peschiamo 2 carte dal mazzo e se sommandole alle nostre otteniamo 7 avremo un punto vittoria
  • Se otteniamo più di 7 abbiamo sballato e non avremo punti
  • Se siamo riusciti ad ottenere esattamente 0 e tra le nostre 4 carte è presente anche la carta 0 otteniamo un punto vittoria. Tutti gli altri ottengono 0 anche se hanno fatto 7.
  • Se abbiamo tenuto la carta 0 ma non abbiamo fatto esattamente zero perdiamo il turno (senza pescare ulteriori carte).

Il primo giocatore che arriva ad avere 3 punti vittoria vince la partita di Sette Al Sette, altrimenti vincerà chi ha ottenuto più punti vittoria dopo 7 round.

Il gioco poi inserisce una variante, applicabile fino a 9 giocatori, che complica il round: si aumenta a mano iniziale a 6 carte e al termine dei 4 turni ciascun giocatore potrà scambiare una delle 4 quattro carte tenute con una delle due carte che gli verranno girate.

Naturalmente non potendo mai consultare le carte messe da parte, ad ogni turno dovremo scegliere attentamente quale delle 4 carte sostituire, cercando di ricordare l’ordine in cui le abbiamo disposte. E naturalmente possiamo anche scegliere di non sostituire carte.

Sette Al Sette è tanto semplice quanto nella pratica del gioco, risulterà complicato ricordare il punteggio del momento e scegliere quali carte mettere da parte. Con il passare dei turni, e a maggior ragione con il susseguirsi delle partite, diverrà facile confondersi con carte messe da parte in turni precedenti. Capiteranno poi sicuramente mani di carte veramente “brutte” che rovineranno i nostri calcoli obbligandoci a delle prese che rischieranno di farci sballare; e dal momento che non potremo essere certi quali carte arriveranno, saremo completamente in balia delle mani girate dagli altri.

Un gioco di carte è per definizione basato sull’alea della pesca, ma in questa caso resa ancora più “cattiva” dal passaggio delle mani fra i giocatori. Il feeling che trasmette Sette Al Sette è molto simile a quello di una partita ad Uno e per questo condivido le reazioni delle persone che hanno provato il gioco con me. Ma in molti hanno apprezzato anche l’aspetto del calcolo che a detta di molti rende il gioco interessante.

Ho notato una certa differenza di approccio nei casual gamer e nei giocatori seriali: mentre i primi tendono a concentrarsi sul fare 7 e quasi dimenticano il potenziale dello zero, i secondi cercano se possibile di ottenere la carta zero per sfruttare il malus che possono affibbiare agli altri.

Anche l’età, ahimè, conta e modifica l’approccio, perché più si è giovani e più si conserva la memoria (eccettuato mio marito che ricorda pure il colore dei vestiti dei partecipanti alla sua comunione), anche se dopo un buon numero di turni e partite, anche quelli più forti di memoria inizieranno a fare confusione, mentre il gioco tenderà a farsi sempre più caotica e meno controllabile. A questo punto, cambieremo approccio: cercheremo di essere cauti, cercando di ottenere al meno un risultato inferiore al 7. Oppure ci butteremo sull’azzardo puro, che può essere comunque molto divertente.

Nonostante questa differenza di approcci tendenzialmente Sette Al Sette è piaciuto ad entrambe le categorie di giocatori e non è mai capitato che qualcuno dopo la prima partita volesse metterlo via; al contrario solitamente si innesca sempre una catena partite e rivincite, proprio come accadeva con Uno quando lo giocavamo da giovani.

Una nota dolente c’è. Capisco le politiche di risparmio green sulla carta, e la conseguente riduzione del packaging al minimo sindacale, ma il regolamento non è fisicamente presente nella confezione. Troverete solo un Qrcode sulla scatola (che nel tempo potrebbe rovinarsi) che rimanda rimanda ad un pdf on line, costringendoci ad usare il cellulare per poter consultare le regole (e non è che questa tecnologia inquini poco), sperando che il campo non ci tradisca. Se poi sceglierete di stampare il regolamento, vi avverto di fare attenzione a selezionare bene le pagine, altrimenti rischiate di stampare insieme tutto il regolamento, sia in inglese che in italiano.

A parte questa piccola nota, non ho trovato nulla che non funzioni o che meriti una critica. Sette Al Sette mi piace e oramai ha un posto fisso nella mia borsettina minuscola con cui esco ogni giorno.

La scalabilità è garantita da piccole varianti che introdurremo in base al numero dei giocatori. La meccanica cambierà leggermente, soprattutto fino a 3 giocatori, ma non modifica la sostanza del gioco: il flusso continua ad essere veloce e semplice da gestire, le partite rimangono molto contenute nei tempi a qualsiasi numero di giocatori. Certamente i pensatori seriali sono dietro l’angolo, ma in questo caso sarebbe subito richiamato all’ordine da tutto il gruppo, ansioso di vedere come va a finire

Questo meccanismo sociale assicura la tenuta dei tempi di ogni round. Una volta presa confidenza con il gioco, inizieremo anche ad apprezzare l’arte della manipolazione, inizieremo a parlare per confondere gli altri, godendo nel vederli soffrire mentre cercano di tenere amente i punteggi. Dopotutto il regolamento non lo vieta, e un gruppo affiatato e tendenzialmente cattivo non si farà certamente sfuggire questa possibilità con Sette Al Sette.

Certo magari si rischia l’autosabotaggio…

Il commento di mio marito: “ molto carino!”

The post Sette al Sette appeared first on ToyMagazine.

]]>
UNO Braille https://www.toymagazine.it/news/8230/uno-braille/ Fri, 19 Dec 2025 11:30:00 +0000 https://www.toymagazine.it/?p=8230 Mattel introduce una nuova e particolare versione del loro famoso gioco di carte UNO, la versione UNO Braille, questa nuova edizione dell’iconico gioco di carte è stata realizzata in modo che anche i giocatori ciechi o con bassa visione possano godere appieno del classico gioco che ha riunito le generazioni per oltre cinque decenni. UNO […]

The post UNO Braille appeared first on ToyMagazine.

]]>
Mattel introduce una nuova e particolare versione del loro famoso gioco di carte UNO, la versione UNO Braille, questa nuova edizione dell’iconico gioco di carte è stata realizzata in modo che anche i giocatori ciechi o con bassa visione possano godere appieno del classico gioco che ha riunito le generazioni per oltre cinque decenni.

UNO Braille è già disponibile presso la maggior parte dei negozi di giocattoli e punta a rafforzare l’impegno di Mattel nel rendere il gioco accessibile a tutti.

The post UNO Braille appeared first on ToyMagazine.

]]>
Pikit https://www.toymagazine.it/articoli/5610/pikit/ Wed, 12 Feb 2025 08:41:17 +0000 https://www.toymagazine.it/?p=5610 Pikit si gioca pure sul pouf! Una scatolina capace di sorprendere… il tutto sta in una scatolina veramente contenuta, molto resistente e dalla grafica accattivante, la scatola semi lucida, è un ulteriore dettaglio apprezzabile. Un gioco veloce e divertente per tutta la famiglia. (*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante, tavolo da […]

The post Pikit appeared first on ToyMagazine.

]]>
Pikit si gioca pure sul pouf! Una scatolina capace di sorprendere… il tutto sta in una scatolina veramente contenuta, molto resistente e dalla grafica accattivante, la scatola semi lucida, è un ulteriore dettaglio apprezzabile. Un gioco veloce e divertente per tutta la famiglia.

“luccica, sbrilluccica[…]splende!” cit.
  • Numero giocatori: 2-4
  • Età: 8+
  • Casa Editrice recensita: Asmodee
  • Autori: Corentin Brand
  • Tempo di gioco: 20′
  • Ingombro sul tavolo: Minimo*

(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante, tavolo da 6+ persone).

Nella scatola di Pikit troviamo: 2 dadi numerici e colorati a 6 facce, un mazzo di carte composto da mostri chiamati Kaijū (怪獣)  e 6 carte robot giganti chiamate Mecha (メカ), inoltre abbiamo 6 talloncini in cartone double face; da una parte troviamo il disegno dei due dadi con uguale numero e dall’altra l’indicazione del punteggio di fine partita (sempre 15! Ho apprezzato molto il fatto che qualunque punteggio extra sia 15, si ricorda facilmente!).

Abbiamo anche una serie di segnalini malus -3 sempre in cartone, e 4 carte riepilogative da distribuire ai giocatori. Completa il tutto un organizer che sfileremo dalla scatola: questo, oltre ad offrirci un setup di gioco già pronto, ci consentirà di utilizzare la scatola come vassoio per il lancio per i dadi. Qui troverete un dettaglio veramente top: essendo concepita come vassoio per il lancio dei dati, la scatola è disegnata anche internamente (con rappresentazioni di un ambiente di città); inoltre, sul fondo (prima coperto dall’organizer), ospita un pratico ed elegante tappetino nero che aiuterà a gestire il lancio dei dadi. Una volta terminato il gioco, l’organizer consentirà di riporre ogni cosa in buon ordine, pronto per essere nuovamente sfilato ed iniziare subito una nuova partita. Insomma, cura editoriale veramente ottima!

Pikit mi ha sorpreso; pensavo potesse piacere ai miei figli ed è il motivo per cui ho voluto prenderlo, ed in effetti li ha conquistati già alla prima partita. Non pensavo fosse un titolo per i miei gusti ed invece lo trovo molto piacevole e carino, è uno dei pochissimi giochi che ha messo d’accordo tutti e 4 a casa.

Il tema dei fumetti è assolutamente azzeccato e ci piace moltissimo: la grafica è veramente molto bella, i mostri ed i robot hanno tantissimi dettagli e mio figlio (il più grande) continua a ripetere che sono fighi!

Pikit è un ottimo filler family! Velocissimo e capace di mettere al tavolo età diverse senza creare squilibrio nella meccanica di gioco.

Il materiale è molto buono, le carte sono spesse e resistenti i dadi sono molto belli.

Ma ora veniamo al setup: si posizionano al centro del tavolo le carte mecha e 8 carte pescate dal mazzo comune. Ogni giocatore pescherà carte fino ad averne una quantità la cui somma sia pari o superiore a 10. Si può iniziare la partita! al nostro turno, tireremo i dadi che potremo utilizzare in 3 modi diversi:

  1. possiamo decidere di prendere dal tavolo fino a due carte, una per ogni risultato del dado. (1 e 5; sul tavolo prendo la carta di valore 1 e la carta di valore 5)
  2. possiamo sommare il valore e prendere la carta dal tavolo che ha stesso valore. ( 1+5=6 prendo il 6 dal tavolo)
  3. possiamo sottrarre il valore e prendere la carta risultante. (1-5=4 prendo il 4 dal tavolo)

Sempre prima di prendere una qualsiasi carta dal tavolo abbiamo la possibilità di utilizzare una carta che teniamo in mano per applicarne gli effetti.

Le carte possono permetterci di rubare una carta ad un altro giocatore, pescare la prima carta dal mazzo comune, bloccare l’effetto di una carta giocata contro di noi etc. etc. Naturalmente ogni volta che utilizziamo una carta la andremo a scartare e quindi andremo a perdere i punti che il valore di quella carta ci danno.

Ogni volta che i dadi ci daranno lo stesso risultato, per esempio 1 e1 potremo, se ancora sul tavolo, prendere la carta mecha corrispondente dal tavolo, se invece, la carta è già in mano ad un altro giocatore, potremo rubargli una carta (sperando di prendere un mecha); Ogni carta che andiamo a rubare la metteremo nella nostra mano, con l’unica eccezione per la carta numero 3, che se rubata, andrà scartata e preso un segnalino malus -3.

Finito il turno si pescano nuove carte da posizionare sul tavolo al posto di quelle prese. Alla fine del gioco chi ha la somma delle carte in mano, più alta, vince.

In Pikit c’è evidentemente molta alea nel tiro dei dadi, ma tutto è ben equilibrato sia dal fatto che potremo decidere come utilizzare i risultati, sia dal fatto che possiamo scegliere di scartare le carte per ottenere gli effetti. La possibilità di rinunciare a un dato punteggio per attivare un certo effetto, trovo sia veramente un punto a favore della meccanica e rende la partita più interessante: saremo portati a valutare di volta in volta cosa vale la pena fare ed in alcuni casi, se ad esempio i dadi non ci permettono di raccogliere carte in alcun modo, potremo sempre tentare di applicare qualche effetto speciale per sbloccare la situazione. Un altro stratagemma utile consisterà nel riempirsi di 3, e così sperare di riempire gli altri di malus.

Si potrebbe pensare che alcune carte di Pikit siano troppo forti rispetto alle altre. Ad esempio si può immaginare che, non essendo specificato il contrario, un giocatore potrebbe accumulare dei 7 (ci fanno scegliere il risuitato di un dado) per scartarli negli ultimi turni per fare incetta di mecha ancora sul tavolo, assicurandosi ogni volta 15 punti (contro 7).

Questo scenario è tutt’altro che facile da realizzare: in primo luogo occorrerà prendere i 7, cosa già di per sé non facile e poi in secondo luogo basterà che gli avversari siano un po’ attenti ed abbiano tenuto dei 6 da giocare come contro misura. L’unica carta veramente sbilanciata, secondo me, è l’8, perché i suoi effetti non si attivano scartando ma al momento della pesca, e quindi non può essere contrastata. Potrebbe capitare un turno molto fortunato in cui si riescano a prendere anche 32 o più punti con un solo lancio di dadi. Dopo tutto è sempre un gioco di fortuna! Inoltre agli avversari resterà comunque la possibilità di farvi più male possibile (E lo faranno, ne sono certa).

Pikit è un gioco in cui potenzialmente l’interazione è molto bassa – ad esempio nel caso in cui nessun giocatore scelga di sacrificare le carte per danneggiare gli altri, preoccupandosi solo di fare punti; non credo però che ci sia veramente un giocatore che non si lasci tentare da questa possibilità.

Pikit ha una longevità molto alta, data dal fatto che le partite sono sempre diverse fra loro: impossibile avere tiri dei dadi e pesca delle carte identici. Pikit è un gioco veloce e divertente: sicuramente dà il meglio di sé con il giusto gruppo di giocatori, ma credo sia anche un titolo che si può far provare con successo praticamente a tutti.

Pikit è l’esempio perfetto per dimostrare che non servono regolamenti complicati per ottenere giochi divertenti, cattivi, con una buona miscela di ragionamento e fortuna.

Il commento di mio marito:”non prendetela sul personale, è un gioco di dadi…”

The post Pikit appeared first on ToyMagazine.

]]>
Disney Lorcana in Italiano nel 2024 https://www.toymagazine.it/news/3964/disney-lorcana-in-italiano-nel-2024/ Wed, 11 Oct 2023 13:52:33 +0000 https://www.toymagazine.it/?p=3964 Il gioco di carte collezionabili Disney Lorcana sarà finalmente disponibile in lingua Italiana a partire dalla prima metà del 2024. Lanciato originariamente negli Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Irlanda, Francia, Italia, Germania, Austria, Svizzera, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo all’inizio di quest’anno dove ha riscosso un incredibile successo tanto da avere grossi problemi di reperibilità, […]

The post Disney Lorcana in Italiano nel 2024 appeared first on ToyMagazine.

]]>
Il gioco di carte collezionabili Disney Lorcana sarà finalmente disponibile in lingua Italiana a partire dalla prima metà del 2024.

Lanciato originariamente negli Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Irlanda, Francia, Italia, Germania, Austria, Svizzera, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo all’inizio di quest’anno dove ha riscosso un incredibile successo tanto da avere grossi problemi di reperibilità, Disney Lorcana sarà presto disponibile anche in 10 nuovi paesi; Spagna, Portogallo, Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia e Messico.

L’italiano sarà invece la quarta lingua ufficiale del gioco dopo inglese, francese e tedesco, ma a quanto pare solo dal 3 set del gioco, non è chiaro se ci sarà una ristampa dei primi 2 set anche nella nostra lingua. Ravensburger ha inoltre annunciato una completa ristampa dei primi 2 set e saranno disponibili in Europa a partire dalla prima metà del 2024.

Restiamo in attesa di ulteriori notizie anche se probabilmente molti annunci usciranno alla Spielwarenmesse 2024 di fine gennaio.

The post Disney Lorcana in Italiano nel 2024 appeared first on ToyMagazine.

]]>
Lorcana il gioco di carte della Disney https://www.toymagazine.it/news/2690/lorcana-il-gioco-di-carte-della-disney/ Wed, 31 Aug 2022 12:25:33 +0000 https://www.toymagazine.it/?p=2690 Dopo l’ottimo successo ottenuto con il gioco da tavolo Disney Villainous, che uscito nel 2018 ha ora all’attivo quasi 30 celebri cattivi provenienti da tutti gli universi Disney, Marvel e Star Wars, la casa di Topolino prova di nuovo a sfondare nel campo dei giochi da tavolo con Disney Lorcana, un gioco di carte collezionabili […]

The post Lorcana il gioco di carte della Disney appeared first on ToyMagazine.

]]>
Dopo l’ottimo successo ottenuto con il gioco da tavolo Disney Villainous, che uscito nel 2018 ha ora all’attivo quasi 30 celebri cattivi provenienti da tutti gli universi Disney, Marvel e Star Wars, la casa di Topolino prova di nuovo a sfondare nel campo dei giochi da tavolo con Disney Lorcana, un gioco di carte collezionabili (TTG), in piena “sfida” con Pokemon e Magic: The Gathering.

Disney Lorcana, prodotto in collaborazione con Ravensburger, vedrà i propri giocatori creare squadre dei propri personaggi Disney preferiti, i quali si muoveranno in un posto fiabesco dove sono custodite tutte le storie, le canzoni ed i personaggi della Disney chiamato Great Illuminary.

Disney non ha divulgato altri dettagli sulle meccaniche di gioco o sull’artwork, si sa solo che Disney punta ad un prodotto fruibile da diverse età di gioco e quindi non estramamente competitivo come può essere Magic. Per avere altri dettagli occorrerà aspettare il 9 settembre data di presentazione del gioco presso la D23 Expo in California, mentre il gioco dovrebbe essere disponibile nel 2023 (probabilmente avremo più notizie durante la Spielwarenmesse 2023).

The post Lorcana il gioco di carte della Disney appeared first on ToyMagazine.

]]>
Happy Salmon https://www.toymagazine.it/articoli/2108/happy-salmon/ Tue, 14 Jun 2022 12:50:10 +0000 https://www.toymagazine.it/?p=2108 Paolo, perché non portiamo i bimbi a “Roma Est in Gioco“? Così è iniziata la nostra avventura con Happy Salmon!! Arrivati alla fiera troviamo tantissimi giochi e soprattutto la possibilità di prendere in prestito un gioco e farselo spiegare per poterlo provare. (*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante: tavolo da 6+ […]

The post Happy Salmon appeared first on ToyMagazine.

]]>
Paolo, perché non portiamo i bimbi a “Roma Est in Gioco“? Così è iniziata la nostra avventura con Happy Salmon!!

Arrivati alla fiera troviamo tantissimi giochi e soprattutto la possibilità di prendere in prestito un gioco e farselo spiegare per poterlo provare.

  • Numero giocatori: 3-6
  • Età: 6+
  • Versione recensita: dvGiochi
  • Autori: Ken Gruhl, Quentin Weir, Linda DeSantis e Matthew Inman
  • Ingombro sul tavolo: minimo*

(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante: tavolo da 6+ persone)

La scatola

Ora avendo portato i miei figli, all’epoca due bambini di 4 e 6 anni, i ragazzi di GdT Roma Players si dimostrano super disponibili, ed entusiasti all’idea di farli giocare e così iniziano a tirar fuori tutti i possibili giochi adatti a loro. Tra questi c’era appunto Happy Salmon

Tommaso ne è rimasto folgorato, tanto da metterci in croce per un anno intero perché non era stato possibile portarselo a casa alla fine della giornata. L’anno successivo, tornati a Roma Est in Gioco, è andato subito a cercarlo! Insomma, dopo un anno e mezzo di stalking, abbiamo ceduto e il gioco è arrivato anche a casa nostra!

I componenti

Happy Salmon si presenta subito benissimo: perché la scatola è un astuccio a forma di salmone. Nell’astuccio troveremo 6 mazzi di carte dal dorso di colore diverso. Ogni giocatore prende un mazzo e semplicemente dovrà capovolgere la prima carta del mazzo urlando…eh sì, è un gioco super caciarone… dicevo, urlando l’azione che vi si trova scritta. Le azioni descritte saranno: “Batti pugno”, “Dammi il 5”, “Scambio” (cambiare posto con un altro giocatore) ed “Happy Salmon” (mimare con le mani un colpo di coda). I giocatori potranno scartare la carta che stanno urlando solo matchandola con un altro giocatore (trovando cioè un altro pazzo che in quel momento urla la stessa cosa, ed eseguendo l’azione prescritta insieme a lui), altrimenti dovranno spostarla in fondo al mazzo e scoprirne una nuova. Vincerà il primo che si troverà senza carte in mano.

Ora, il gioco non è rapido, di più! Ma assolutamente da non intavolare se si vogliono tenere tranquilli i bambini, perché ha un potenziale caotico altissimo. Giocato con il giusto spirito è divertentissimo, e capisco perché mio figlio ci sia andato in fissa così tanto. Noi lo portiamo al mare, ai picnic, insomma all’aperto perché appunto la caciara si gestisce un filino meglio e poi è veramente nulla ingombrante. Mi spiace solo che, essendo un party game, cioè un gioco che per essere goduto appieno richiede un discreto numero di giocatori, Tommaso non riesce a giocarlo tanto quanto vorrebbe.

Dettaglio dei mazzi

Insomma è un giochino che mi sento di proporre ad occhi chiusi. Volete fare un regalo ad un compagno di scuola? Ecco andate sul sicuro con questo gioco!

Il commento di mio marito: Battipugno, Battipugno, Battipugnoooo!!!

Trovi il gioco qui

The post Happy Salmon appeared first on ToyMagazine.

]]>
Rhino Hero https://www.toymagazine.it/articoli/1722/rhino-hero/ Thu, 09 Jun 2022 13:21:00 +0000 https://www.toymagazine.it/?p=1722 Rhino Hero è un simpatico supereroe che si arrampica sui palazzi mettendone a dura prova la statica… Dopotutto, è pur sempre un rinoceronte! Ma pregate che non crolli al vostro turno. Un gioco tascabile di abilità, che riprende il concetto del castello di carte, rendendolo eroico! (*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; […]

The post Rhino Hero appeared first on ToyMagazine.

]]>
Rhino Hero è un simpatico supereroe che si arrampica sui palazzi mettendone a dura prova la statica… Dopotutto, è pur sempre un rinoceronte! Ma pregate che non crolli al vostro turno.

Un gioco tascabile di abilità, che riprende il concetto del castello di carte, rendendolo eroico!

  • Numero giocatori: 2-5
  • Età: 5-99
  • Versione recensita: Haba  (multilingua)
  • Espansione: Rino Hero Super Battle i miei primi giochi: Rhino hero junior
  • Autori: Steven Strumpf e Scott Frisco
  • Ingombro sul tavolo: minimo*

(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante: tavolo da 6+ persone)

Scatola

Scopo di Rhino Hero è terminare le carte nella propria mano senza far cadere il palazzo. Le carte rappresentano i diversi piani che andremo ad ammassare sul nostro edificio: a turno dovremo posizionare le pareti del palazzo, seguendo le linee prescritte dalla carta piano, che il giocatore precedente avrà posizionato, e sulle pareti dovremo a nostra volta posizionare una delle nostre carte.

Il gioco è un divertente mix tra il castello di carte ed il gioco Uno, in quanto le carte piano, oltre a definire le linee guida per il posizionamento delle pareti determinano degli effetti speciali: “salta un turno”, “cambio giro”, “posiziona due carte”, “aggiungi una carta alla tua mano”, “posiziona Rhino Hero sul piano”.

Componenti

Il gioco scorre bene, è veloce e divertente, a tratti caciarone: i bambini acquisiscono delicatezza di mano e fermezza di polso, necessarie per non far cadere le carte.

Rhino Hero impone al bambino la pazienza ed il rispetto dei turni di gioco. Naturalmente è necessario intavolarlo senza vento, su un tavolino che non traballi e che i bambini siano attenti a non urtare; spesso Tommy respira tanto forte da far cadere le carte, è un modo divertente che ha escogitato per far crollare il palazzo, perché anche se perde, si diverte molto anche nel vederlo cadere; della serie: “pazienza se perdo, tanto poi facciamo subito una partita per la rivincita!”

Dettaglio partita

Il target è giusto, le carte sono plastificate ed anche se il mazzo di carte parete deve essere piegato, non è facile rovinarlo. La nostra copia ha ormai la sua età, eppure è come nuova.

I bambini lo portano spesso fuori casa, ci hanno giocato aspettando il papà uscire dal lavoro, al mare, in campagna, con zii e nonni, insomma un titolo facile da proporre e giocare; i miei figli hanno scoperto che esiste l’espansione, che può essere giocata anche da sola: Rhino Hero Super Battle; e mi hanno chiesto di scriverla nella letterina di Natale (se iniziano a compilarla da ora… a Babbo Natale ci vorrà un viaggio solo per le loro richieste!).

I bambini giocano…

L’espansione non l’abbiamo provata ma so che aggiunge un livello ulteriore al gioco, introducendo nuovi personaggi che innescheranno battaglie con dadi, nonché e delle carte più grandi che si possono appunto mixare al base. Credo proprio che prenderemo sul serio la richiesta dei bambini, visto che le premesse sono promettenti!

Il commento di mio marito: massimo divertimento se giocato con bambini che ancora non sanno dire la erre…

The post Rhino Hero appeared first on ToyMagazine.

]]>
Pandemia https://www.toymagazine.it/articoli/1978/pandemia/ Wed, 18 May 2022 08:04:12 +0000 https://www.toymagazine.it/?p=1978 Scrivere questo articolo dopo la Pandemia di Covid è veramente strano… Pandemia è un cooperativo, il che significa che si gioca tutti insieme contro il gioco. Questo tipo di meccanica l’abbiamo per tanto tempo snobbata, credendo non potesse piacerci. Un giorno siamo stati ad un evento ludico della nostra città ed un gruppo di ragazzi […]

The post Pandemia appeared first on ToyMagazine.

]]>
Scrivere questo articolo dopo la Pandemia di Covid è veramente strano…

Pandemia è un cooperativo, il che significa che si gioca tutti insieme contro il gioco. Questo tipo di meccanica l’abbiamo per tanto tempo snobbata, credendo non potesse piacerci. Un giorno siamo stati ad un evento ludico della nostra città ed un gruppo di ragazzi accanto a noi ha intavolato Pandemia: la cura e… Ci siamo appassionati anche solo a vederlo giocare !!!! Cosi, tornata a casa, ho iniziato la ricerca e abbiamo preso la versione base: una vera scoperta. Ma quanto piace a tutti!!!!

  • Numero giocatori: 2-4
  • Età: 8+
  • Versione recensita: Pandemia (versione base) Asmodee (2008)
  • Varianti ed espansioni: Pandemia: in laboratorio; Pandemia: contagio; Pandemia legacy season 0/1/2; Pandemia: la caduta di Roma; Pandemia: Iberia; Pandemia: la cura; Pandemia: alta marea.
  • Autori: Matt Leacock, Josh Cappel, Christian Hanisch, Regis Moulun, Chris Quilliams e Tom Thiel
  • Ingombro sul tavolo: Importante*

(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante: tavolo da 6+ persone)

La scatola

Il gioco ha avuto un grandissimo successo e non mi stupisce che molti lo conoscano nella versione base o che abbiano giocato almeno una volta ad una delle sue varianti. La meccanica è veramente ben concepita, funzionale e divertente: Pandemia risulta davvero immersivo, e non potrete evitare di sentire la pressione salire, man mano che il contagio inizierà a sfuggirvi di mano. Lo ho già proposto anche ai miei figli, che lo hanno adorato!

Scopo di Pandemia sarà trovare una cura per 4 virus che infestano il globo.

Si parte con un setting casuale: i giocatori scelgono un ruolo a caso tra quelli disponibili: medico, ricercatore e specialisti vari; poi vengono estratte 9 carte dal mazzo contaminazione che creano i ceppi epidemici di partenza. Ad ogni turno, potrete eseguire 4 azioni che possono essere di movimento, di ricerca in laboratorio, di contenimento del contagio, di creazione di infrastrutture per la ricerca. Eseguite le azioni, il giocatore di turno, pescherà due carte dal mazzo dei giocatori, che gli consentiranno sia di spostarsi sia di sviluppare cure per il virus, ma, attenzione, il gioco vi preparerà delle brutte sorprese. Da quello stesso mazzo, infatti, in maniera casuale uscirà un certo numero di Carte-Pandemia (definito dal livello di difficoltà che sceglierete), le quali origineranno nuovi centri di contagio, complicandovi molto le cose. Come ultima fase del turno, poi si dovrà pescare un certo numero di carte dal mazzo di numero contaminazione, che rappresentano l’insorgere di nuove infezioni in giro per il mondo. è in questa maniera che si genereranno focolai esplosivi: raggiunto un certo livello di infezione (rappresentata da cubetti di vetro colorati), ogni città rappresentata sul planisfero diffonderà infatti il proprio virus in tutte le città adiacenti innescando eventi a catena che sarà molto difficile controllare.

Durante il gioco i giocatori possono discutere le loro mosse cercando di coordinare al meglio le capacità specifiche dei propri personaggi nel tentativo di arginare il più possibile il propagarsi dei virus: cosa che, vi assicuro, nelle prime fasi di gioco sembrerà del tutto gestibile, ma che vi sfuggirà di mano senza che ve ne rendiate conto.

I componenti

Certamente, la componente aleatoria è molto forte… l’avanzata del virus è definita dal meccanismo casuale della pesca delle carte, e le vostre abilità strategiche e di previsione non saranno sufficienti. Questo potrebbe non piacere a qualcuno, che preferisce invece rimanere padrone del proprio destino. Per quanto mi riguarda, è proprio questo aspetto a rendere realistico il gioco: come il Covid ci ha insegnato, le pandemie si muovono ed agiscono a modo loro e per quanto riusciamo a comprenderne il meccanismo e in parte ad arginarle non saremo mai in grado di stabilire con certezza cosa si debba fare in ogni momento.

Setup in corso

Un altro aspetto di Pandemia, a mio parere molto positivo, è la sua forte componente cooperativa.

Ogni giocatore sarà responsabile delle proprie scelte, ma la capacità di definire una strategia comune di lungo termine sarà decisiva. Se c’è una chance di vincere , sarà solo concordando le mosse e discutendo le opzioni con gli altri. A mio parere questo aspetto è molto interessante, e ha un grandissimo potenziale in termini di team-building: immagino possibili applicazioni in progetti di educazione alla socialità rivolti a bambini, o perchè no, nella formazione professionale.

Giochi come questo, in effetti, soffrono molto la presenza di giocatori che vogliono imporre la loro strategia, o per converso giocatori completamente remissivi di fronte alle idee degli altri. Per questo motivo la sola attenzione che cerco di avere nell’intavolare Pandemia, è di miscelare quanto possibile i giocatori, per evitare che caratteri troppo decisionisti impongano la strategia di gioco senza ammettere contraddittori od opzioni alternative. D’altra parte, e questo forse dice qualcosa sul potenziale del gioco, mi ha colpito vedere come persone solitamente remissive o poco assertive, abbiano ad un certo punto iniziato a tirar fuori il carattere, prendendo posizioni nette anche di fronte a compagni molto decisi e piuttosto assertivi.

La partita

Pandemia è il gioco cooperativo per eccellenza. Per questo è consigliatissimo per chi vuole la cooperazione; chi vuole invece lo scontro o preferisce perseguire strategie personali, deve forse spostarsi su giochi di altro genere. Ma se piace il genere, quando lo si inizia a giocare è difficile non farsi prendere: l’esperienza insieme frustrante ed esaltante di arrivare a pochi passi dalla vittoria e poi mancarla di pochissimo, alimenta la voglia di ritentare e in alcuni può dare vere e proprie forme di dipendenza. Questa estate lo ho portato in campagna per farlo conoscere a fratelli, cognati e nipoti. Le partite andavano una dietro l’altra e sono rimasta molto sorpresa quando una sera qualcuno mi ha detto: “guarda, credo di dover smettere di giocare per un po a Pandemia, perchè ho iniziato a sognarmelo di notte!”

Che altro dire? La grafica è molto essenziale e la componentistica, fatta di cubetti colorati trasparenti simboleggianti i diversi virus, molto gradevole.

Il tema, a mio parere avvincente. Devo ammetterlo, durante gli ultimi anni, causa le recenti vicende, ho riscontrato in alcune persone una certa resistenza a provare questo gioco, ritenendo il tema contagi e focolai poco attraente. Una resistenza che non capisco del tutto – perché non si abbiano le stesse remore a intavolare giochi di guerra, né si è smesso di giocare a monopoli nonostante le numerose bolle speculative degli ultimi tempi? – ma che rispetto.

In ogni caso è bene ricordare che una dinamica molto simile, e in alcuni casi anche migliorativa, si può trovare anche nelle espansioni del gioco, che prevedono ambientazioni diverse: ad esempio Pandemia: Caduta di Roma, che sostituisce al virus le ondate migratorie dei barbari all’epoca tardo imperiale, o Pandemia: Alta Marea, che spero di provare presto, nel quale dovremo contenere l’avanzata del mare verso i Paesi Bassi.

Il commento di mio marito: Era quasi credibile quando parlava di cooperazione e di team building…

Trovi il gioco qui

The post Pandemia appeared first on ToyMagazine.

]]>
Disney Villainous: la perfidia vi vincerà https://www.toymagazine.it/articoli/1785/disney-villainous-la-perfidia-vi-vincera/ Tue, 10 May 2022 07:34:00 +0000 https://www.toymagazine.it/?p=1785 Con Disney Villainous vinco facile! Si vince perché è Disney, perciò ho già convinto i ¾ di chi legge a cercarlo e provarlo. Il quarto restante di solito non ama Disney; perché tutto sto buonismo anni’50 è passato di moda. In Villainous impersoni il cattivo e devi farlo vincere: Ecco, ora anche quel quarto lo […]

The post Disney Villainous: la perfidia vi vincerà appeared first on ToyMagazine.

]]>
Con Disney Villainous vinco facile!

Si vince perché è Disney, perciò ho già convinto i ¾ di chi legge a cercarlo e provarlo. Il quarto restante di solito non ama Disney; perché tutto sto buonismo anni’50 è passato di moda. In Villainous impersoni il cattivo e devi farlo vincere: Ecco, ora anche quel quarto lo sta cercando!

  • Numero giocatori: 2-6
  • Età: 10+
  • Versione recensita: Disney Villainouis,Ravensburger (Malefica, Ursula, Jafar, Capitan Uncino, Principe Giovanni e Regina di Cuori)
  • Altre versioni(già in Italiano o in arrivo):Disney Villainous: wicked to the core (Ade, Dr Faciliter, regina cattiva)- Disney Villainous: Perfectly Wretched (Gambadilegno,Madre Gothel e Crudelia De Mon)- Disney Villainous: Evil comes prepared (Scar, Yzma e Rattigan)- Disney Villainous: Despicable Plots (Gaston, Re Cornelius e la Matrigna di Cenerentola) – Disney Villainous: Bigger and Badder (Lotso, Sindrome e Maga Magò)- Marvel Villainous: Infinite Power (Hela,Kill Monger, Thanos, Ultron e Taskmaster)- Star Wars Villainous: Power of the Dark Side (Darth Vader, Asajj Ventress, Kylo Ren, Generale Grievous e Moff Gideon)
  • Autori: Prospero Hall
  • Ingombro sul tavolo: medio*

(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante: tavolo da 6+ persone)

Potrei chiudere qui, ma vuoi mettere la soddisfazione di vincere a croquet come la Regina di Cuori? Paolo/Jafar aveva la vittoria in pugno, gli bastava solo iniziare un altro turno, io ero un poco incerta, ma mi ritrovo con la possibilità di provare il lancio e così vedo crescere sul volto beffardo di mio marito, prima la paura e poi l’amara delusione, beh…che dire, mi sono sentita veramente perfida!!!

Vabbé, come Capitan Uncino mi sono fatta battere da quel “Re fasullo d’Inghilterra” e Malefica non ha potuto vincere per un soffio… c’è da dire a mia discolpa che vincere a carte contro Francesco, il marito di mia cugina, è praticamente impossibile.

Disney Villainous è un gioco di carte “asimmetrico”: termine usato per dire che ogni giocatore farà cose diverse dall’altro, questo perché ogni storia Disney è diversa dall’altra. Potremo metterci nei panni di Malefica, Ursula, Jafar, Capitan Uncino, del Principe Giovanni o della Regina di Cuori, ciascuno con i suoi personali piani malvagi.

Dettaglio plancia Regina di Cuori

In Disney Villainous avremo a disposizione un mazzo che contiene tutto ciò che serve per arrivare alla vittoria: peccato che dovremo pescare solo 6 carte per volta, io per il gusto di scoprire le carte giocando ho pensato bene di non guardare mai il mazzo prima della  prima partita con un nuovo cattivo e così… ho perso con una frequenza di due volte su tre; non avevo idea di cosa potesse uscire, perciò non ho avuto modo di pensare alla strategia. Francesco, invece, che di carte se ne intende, ha pensato bene di spulciarsi prima tutto il mazzo. In realtà ciò non ha diminuito il divertimento, anzi avevo tantissima curiosità di scoprire cosa ci fosse!

Mentre noi dipaniamo il nostro piano malvagio, utilizzando alleati, oggetti e quant’altro, gli altri giocatori non perderanno occasione di “tirarci il fato” cioè pescare da un mazzo che contiene i famigerati, insopportabili, “eroi della storia”, e metterli in gioco contro di noi.

I componenti

Disney Villainous è veramente ben fatto: le azioni e le capacità di cattivi ed eroi sono ben delineate. Mentre si gioca e si leggono le varie carte si ha la sensazione che sia del tutto verosimile (vedi Crucco che è alleato del Principe Giovanni ma dà una penalità a tutti i suoi alleati, chiedendo ad altri giocatori se fosse un errore di battitura mi sono sentita rispondere: “guarda come tira le frecce nel cartone e capirai!”)

Alla fine della partita ti viene da dire: ho vinto, ma la storia poteva andare veramente così!

I disegni, manco a dirlo, sono perfetti, ma le miniature sono divine, in plastica colorata e trasparente, sono bellissime stilizzazioni dei personaggi e molto robuste. I mazzi di carte sono abbastanza resistenti e c’è un calderone di plastica che è scenografico da morire, e che serve per contenere i gettoni potere (necessari per attivare le azioni), ma che, sinceramente, se voglio intavolare il gioco velocemente o se uso un tavolo piccolo, non tiro nemmeno fuori dalla scatola. Il calderone è il solo punto debole del gioco, non essendo gran che robusto…

Disney Villainous scala bene, in due come a pieno numero di giocatori: l’unico elemento che cambia è il tempo di gioco. L’interazione tra giocatori dipenderà molto dalle vostre effettive decisioni, da quanto cioè vorrete dar fastidio ai vostri avversari. Tirare le carte fato è un’azione non necessaria, ma è il solo modo per interferire direttamente con la strategia degli altri. Potenzialmente una partita potrebbe essere del tutto priva di interazione, sia che si giochi in 2 sia che si giochi in 6.

La partita

Il limite di Disney Villainous sta nel fatto che i mazzi sono immutabili, dunque, se lo si gioca spesso, si finirà per giocare in maniera più meccanica; ma questo è facile da superare, pensando a quanti cattivi la Disney abbia ancora da sguinzagliare! In Italia sono già uscite 4 espansioni (Wicked to the coreEvil comes preparedPerfectly WretchedDespicable plots), oltre naturalmente alla prima scatola base dall’universo Marvel. Per non parlare del fatto che sono state annunciate in America: l’espansione Bigger and Badder e la prima espansione dall’universo Star Wars (queste indicazioni fanno riferimento al momento della scrittura dell’articolo): potenzialmente è un gioco a produzione infinita! Da segnalare anche il fatto che ogni espansione in realtà può essere intavolata da sola, divenendo un gioco da tre giocatori a tutti gli effetti.

Altro punto dolente è il prezzo che, a mio avviso, è alto per le espansioni. Per quanto in effetti ogni espansione configuri di per sè un gioco standalone; ma onestamente c’è qualcosa che non va nel pagare l’espansione quanto il gioco base.

Disney Villainous l’ho voluto come regalo per il compleanno… sì, faccio parte della brutta schiera di persone che chiede i regali! Però dopo la prima partita, è Paolo che non perde occasione di proporlo a chiunque passi da casa! Il target di età lo trovo estremamente adatto e, diversamente che in altri casi, non mi sognerei di presentarlo a bambini più piccoli. Si tratta di un gioco molto particolare, dalla meccanica non immediata: e forse anche un adulto poco avvezzo non ne godrà pienamente alla prima partita, ma avrà bisogno un piccolo “rodaggio”. Questa caratteristica lo renderà appetibile o odioso alle diverse persone a cui lo proporrete… dipenderà moltissimo dal gusto del giocatore. Certamente il tema farà la differenza…Per il resto il mio è un si.

Il commento di mio marito: IN effetti, peter pan non mi è mai stato molto simpatico…

il gioco lo trovi a questo link

The post Disney Villainous: la perfidia vi vincerà appeared first on ToyMagazine.

]]>
Colt Express – Sceriffo e Prigionieri (Espansione) https://www.toymagazine.it/articoli/1711/colt-express-sceriffo-e-prigionieri-espansione/ Fri, 06 May 2022 07:33:00 +0000 https://www.toymagazine.it/?p=1711 *(Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante, tavolo da 6+ persone). All’edizione base di Colt Express, l’espansione Marshall & Prisoners (Sceriffo e Prigionieri) aggiunge un cavallo (che permetterà ai banditi di scendere dal treno e spostarsi parallelamente ai vagoni), e due personaggi: lo sceriffo ed una bandita (il numero di giocatori sale […]

The post Colt Express – Sceriffo e Prigionieri (Espansione) appeared first on ToyMagazine.

]]>
  • Numero giocatori: 3-8
  • Età: 10+
  • Autori: Christophe Raimbault, Jordi Valbuena
  • Edizione Recensita: Ludonaute Distribuito da Asmodee
  • Edizione Recensita: Asterion Press (2016) Asmodee (2018)
  • Ingombro sul tavolo: Importante*
  • *(Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante, tavolo da 6+ persone).

    All’edizione base di Colt Express, l’espansione Marshall & Prisoners (Sceriffo e Prigionieri) aggiunge un cavallo (che permetterà ai banditi di scendere dal treno e spostarsi parallelamente ai vagoni), e due personaggi: lo sceriffo ed una bandita (il numero di giocatori sale così ad 8), nonché il vagone prigione, da inserire in coda al treno. Lo sceriffo avrà un apposito meeple , un suo mazzo azione e due mazzi colpi; in questa versione lo sceriffo è un personaggio attivo che cercherà di catturare i banditi, ed avrà un suo obiettivo personale. Il meeple giallo, che nella versione base impersona lo sceriffo, rappresenterà il nuovo bandito aggiunto con i suoi mazzi azione e colpi.

    La scatola

    Anche i mazzi degli altri banditi vengono implementati con azioni che permettono l’evasione o l’aiutare ad evadere ed anche azioni per usare il cavallo.

    Colt Express viene arricchito notevolmente da questa espansione, che non toglie nulla al gioco base , anzi contribuisce a renderlo ancora più impegnativo. Lo sceriffo potrebbe sembrare un personaggio troppo complicato da portare a vittoria in quanto a pieno numero gioca contro 7 banditi: in realtà avrà a sua disposizione diverse possibilità di vittoria: per esempio scaricando almeno una delle due colt che ha a disposizione, oppure avendo colpito almeno una volta tutti i giocatori, oltre, naturalmente, all’aver imprigionato almeno tre banditi.

    Il regolamento è abbastanza corposo per essere un’espansione, in quanto modifica molto le dinamiche del gioco: sicuramente non si potrà aprire l’espansione ed intavolarla velocemente, come ha cercato di fare la sera stessa del suo compleanno, appena ricevuta, mio marito, per poi arrendersi e rimandare la prova alla sera seguente, dopo una più attenta lettura.

    I componenti

    Per l’espansione il mio è un sì in due casi: nel caso di un gruppo di giocatori che abbia giocato molto con il base e che potrà così applicare facilmente i cambiamenti previsti da Sceriffo e Prigionieri, oppure quando a voler giocare sono in più di 6: come numero giocatori, questa espansione rende il gioco supercaciarone e aperto a chiunque voglia menar colpi.

    The post Colt Express – Sceriffo e Prigionieri (Espansione) appeared first on ToyMagazine.

    ]]>