ToyMagazine https://www.toymagazine.it/ La tua vetrina sul mondo dei Giochi e dei Giocattoli Tue, 14 Jul 2026 12:50:22 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 Spiel des Jahres 2026, I Vincitori https://www.toymagazine.it/news/9367/spiel-des-jahres-2026-i-vincitori/ Tue, 14 Jul 2026 12:49:44 +0000 https://www.toymagazine.it/?p=9367 Si è conclusa domenica notte al Conference Center di Berlino la cerimonia di premiazione del Spiel des Jahres 2026, il più importante premio tedesco del gioco da tavolo, edizione 2026. Congratulazioni vivissime a tutti i vincitori!!! Spie Des Jahres, il miglior gioco dell’anno rivolto a un pubblico ampio (neofiti ed esperti). Vince DITO! di Martin […]

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Si è conclusa domenica notte al Conference Center di Berlino la cerimonia di premiazione del Spiel des Jahres 2026, il più importante premio tedesco del gioco da tavolo, edizione 2026. Congratulazioni vivissime a tutti i vincitori!!!

Spie Des Jahres, il miglior gioco dell’anno rivolto a un pubblico ampio (neofiti ed esperti).

Vince DITO! di Martin Ang

I finalisti del 2026 erano:
DITO! di Martin Ang
COZY STICKER VILLE di Corey Konieczka
MORTY SORTY MAGIC SHOP di Markus Slawitscheck


Kennerspiel, il miglior gioco dell’anno per giocatori Esperti.

Vince REBIRTH von Reiner Knizia

I finalisti 2026 erano:
REBIRTH von Reiner Knizia
BOSS FIGHTERS QR di Michael Palm und Lukas Zach
MOON COLONY BLOODBATH di Donald X. Vaccarino


Ed infine la categoria dei giochi per i più piccoli, il Kinderspiel.

Vince DIE INSEL DER MOOKIES di Florian Sirieix

I finalisti 2026 erano:
DIE INSEL DER MOOKIES di Florian Sirieix
BUH PARTY di Florian Sirieix e Benoit Turpin
VERFLIXT VERZAUBERT di Thomas Dagenais-Lespérance

Congratulazioni vivissime a tutti i vincitori!!!

Aggiungiamo 2 note, Reiner Knizia, probabilmente il più famoso creatore di giochi tedesco, mette a segno l’ennesimo successo per un suo gioco, vincendo lo Kennerspiel des Jahres, mentre per lo Spiel des Jahres, è stato segnalato dalla giuria Toy Battle degli italiani Paolo Mori e Alessandro Zucchini, un gioco a prima vista molto semplice ma che in realtà ha una notevole strategia di gioco, ne parleremo presto qui su ToyMagazine.it visto che ci è piaciuto moltissimo.

Lo Spiel des Jahres, è il più importante premio tedesco del gioco da tavolo, probabilmente il più influente in tema di marketing al mondo. Il premio si divide in 3 categorie Spiel des Jahres, letteralmente Gioco dell’Anno in tedesco, Kinderspiel des Jahres, Gioco per Bambini dell’Anno, un premio speciale riservato ai giochi per bambini e Kennerspiel des Jahres, Gioco per Esperti dell’Anno, dove vengono premiati i giochi che hanno una logica più complesse per giocatori che vogliono uno step in più rispetto ma che non significa che sono solo per esperti. Oltre ai 3 giochi in nomination vengono suggeriti una serie di giochi che la giuria ha trovato particolarmente interessanti.

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Spielwarenmesse2027 aperte le iscrizioni per la Game Inventors Convention https://www.toymagazine.it/news/9325/spielwarenmesse2027-aperte-le-iscrizioni-per-la-game-inventors-convention/ Thu, 18 Jun 2026 13:47:51 +0000 https://www.toymagazine.it/?p=9325 Da oggi fino al 15 dicembre sono aperte le iscrizioni per la Game Inventors Convention 2027, che venerdì 5 febbraio 2027 giunge alla sua 5 edizione. La Game Inventors Convention è un evento che si svolge durante la Spielwarenmesse e permette agli ideatori di giochi di mettersi in contatto con i grandi editori. Da quest’anno […]

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Da oggi fino al 15 dicembre sono aperte le iscrizioni per la Game Inventors Convention 2027, che venerdì 5 febbraio 2027 giunge alla sua 5 edizione. La Game Inventors Convention è un evento che si svolge durante la Spielwarenmesse e permette agli ideatori di giochi di mettersi in contatto con i grandi editori.

Da quest’anno viene aggiunta una nuova funzionalità, la partnership con Pubblo, una piattaforma digitale progettata per rendere la comunicazione tra game designer e case editrici ancora più efficiente.

La Convention Game Inventors si svolgerà nelle sale di Bruxelles e Monaco, al livello 1 di NCC Mitte. L’evento di networking consolidato, organizzato in collaborazione con il Bayerisches Spielearchiv Haar, è stato completamente prenotato nella sua edizione più recente, attirando 156 partecipanti provenienti da 22 paesi. Offre ai game designer l’opportunità di presentare i loro prototipi e concetti a editori, agenzie di giochi e altri contatti del settore. L’attenzione si concentra sull’interazione personale, sul feedback prezioso e sulla possibilità di creare nuove connessioni commerciali. I game designer possono ora registrarsi qui.

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Quartermaster General 1914 https://www.toymagazine.it/articoli/7106/quartermaster-general-1914/ Mon, 15 Jun 2026 07:36:00 +0000 https://www.toymagazine.it/?p=7106 Paolo mi si è appassionato ai giochi di guerra, Antonio non li vuole vedere nemmeno da lontano! Quartermaster General 1914 è arrivato come regalo, trovato dopo un po’ di ricerca, ma in versione inglese, lo abbiamo preso ugualmente perché Paolo non ha problemi e ci traduce tranquillamente tutto! La prima partita l’abbiamo fatta insieme ad […]

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Paolo mi si è appassionato ai giochi di guerra, Antonio non li vuole vedere nemmeno da lontano!

Quartermaster General 1914 è arrivato come regalo, trovato dopo un po’ di ricerca, ma in versione inglese, lo abbiamo preso ugualmente perché Paolo non ha problemi e ci traduce tranquillamente tutto! La prima partita l’abbiamo fatta insieme ad un nostro amico ed a Tommaso che aveva 8 anni, e Tommy è riuscito più o meno a seguire tutto, questo perché effettivamente i testi non sono poi così atroci, ma soprattutto è un gioco che si gioca in squadre per cui è stato possibile aiutarlo.

  • Numero giocatori: 2-5
  • Età: 12+
  • Casa editrice recensita: versione inglese (2016) PSC Games
  • Autori: Ian Brody e Nicholas Avallone
  • Altre versioni ed espansioni: Quartermaster general 1914 (versione italiana 2022 ergo ludo); Quartermaster general WW2 total war; Quartermaster general the cold war; Quartermaster general; Quartermaster general east front (versione Italiana 2025 Asmodee).
  • Ingombro sul tavolo: Importante*

(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante, tavolo da 6+ persone).

I componenti di Quartermaster General 1914 sono buoni, abbiamo le truppe e le navi in plastica dura, che ricordano i classici soldatini in piombo che, nella versione italiana, sono stati sostituiti da omini e navi in legno, a mio gusto son più belle però non mi restituiscono il fattore tempo, come posso spiegarlo meglio? Il tema è il 1914 ed i soldatini in piombo sono qualcosa che associo a quell’epoca molto più del meeple in legno che si usa oggi nei giochi, perciò il fatto di avere componenti che ricordano i soldatini di piombo, mi restituisce meglio il fatto di esser ambientato nella prima guerra mondiale, naturalmente questa è una mia soggettivissima percezione che non influisce assolutamente sulla bontà del gioco.

Non si tratta di un wargame classico ma di un gioco di strategia fondamentalmente di carte. Ogni Grande Potenza coinvolta nella prima guerra mondiale (Germania, Austria/Turchia, Russia, Francia/Italia e Regno Unito/USA) ha un mazzo con un numero di carte e di eventi diverso dagli altri. I giocatori devono invadere il maggior numero di zone in cui è divisa la mappa per fare Punti Vittoria, ma allo stesso tempo cercano di costringere gli altri giocatori ad utilizzare le carte del proprio mazzo per ridurre la loro capacità di movimento e soprattutto perché se una nazione resta senza carte la sua “Fazione” rischia di perdere molti Punti.

La preparazione di Quartermaster General 1914 è molto veloce: si mette la mappa sul tavolo, si posizionano Armate e Flotte due per ogni Potenza e si consegna il relativo mazzo ad ogni partecipante. Se i giocatori sono meno di cinque qualcuno di loro prenderà anche uno o due mazzi extra perché le 5 Potenze devono essere sempre TUTTE presenti in campo.

Particolare è il fatto che alcune nazioni condividano uno stesso mazzo (Regno Unito ed USA- Francia ed Italia- Austria e Turchia). Si dà, infine, ad ogni giocatore una scheda riepilogativa che spiega numeri e quantità di carte per tipo; ed illustra la sequenza di gioco.

Quartermaster General 1914 è uno strategico che richiede un’ottima padronanza di tutte le carte, pertanto nelle prime partite ci sarà un po’ di confusione da parte di tutti i giocatori.

La complessità di Quartermaster General 1914 sta proprio nel comprendere esattamente quali sono le carte più importanti e quando giocarle nel corso della partita.

Essendo un gioco che vuole tutte le fazioni in ogni partita, se si gioca in due si avranno parecchi mazzi da gestire e questo lo rende abbastanza complicato; di contro se si gioca a pieno numero (situazione ottimale) sarà inevitabile parlare durante il gioco e quindi svelare ciò che si intende fare anche ai nostri avversari che potranno discutere come contrastarci. Questo permette però un certo bluff, si può cercare di far credere agli avversari di preparare un attacco che invece non vogliamo assolutamente fare, ma con l’intento di innervosire ed ottenere che si brucino carte.

Il commento di mio marito: ” altro che risiko!”

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“La Cucaracha” di Ravensburger vince Gioco per sempre Kids Award 2026 https://www.toymagazine.it/news/9318/la-cucaracha-di-ravensburger-vince-gioco-per-sempre-kids-award-2026/ Fri, 12 Jun 2026 14:57:13 +0000 https://www.toymagazine.it/?p=9318 Ieri 11 giugno si è svolta la Giornata Mondiale del Gioco istituita nel 1998 dalle Nazioni Unite, per l’occasione Assogiocattoli indice il concorso Gioco per sempre Kids Award, giunto quest’anno alla suo 5 edizione, dove tutti i bambini sono invitati ad eleggere il proprio giocattolo preferito. Il concorso dalla durata di un mese quest’anno ha […]

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Ieri 11 giugno si è svolta la Giornata Mondiale del Gioco istituita nel 1998 dalle Nazioni Unite, per l’occasione Assogiocattoli indice il concorso Gioco per sempre Kids Award, giunto quest’anno alla suo 5 edizione, dove tutti i bambini sono invitati ad eleggere il proprio giocattolo preferito.

Il concorso dalla durata di un mese quest’anno ha eletto come vincitore “la Cucaracha” di Ravensburger, con oltre 1230 voti su 5000 votanti.

“Già vincitore di prestigiosi riconoscimenti internazionali, tra cui il German Game Prize nel 2013 come Miglior Gioco per Bambini, il titolo ha trionfato con 1230 voti su un totale di circa 5.000 preferenze. Il segreto del suo successo è la capacità di mescolare divertimento adrenalinico e ingegno: il protagonista assoluto è un vero scarafaggio elettronico – un robot BRUSHBUG® – che guizza fulmineo da un angolo all’altro della plancia, cercando di farsi strada in un labirinto di posate per mettere le zampe su squisite pietanze. A colpi di dado, i giocatori devono girare rapidamente forchette, coltelli e cucchiai per modificare le pareti del labirinto e deviare il percorso della blatta, facendola cadere dritta in trappola.”

Noi di ToyMagazine.it facciamo i nostri migliori auguri a Ravensburger per la vittoria conseguita.

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Bloom Town https://www.toymagazine.it/articoli/7110/bloom-town/ Fri, 12 Jun 2026 06:17:00 +0000 https://www.toymagazine.it/?p=7110 Ho un debole per i giochi che ci fanno costruire le città, (forse perché sono laureata in architettura?) e mi ero invaghita di un titolo oramai non più prodotto che è quadropolis, mentre cercavo questo titolo e sentivo tutta la frustrazione di non trovarlo manco per sbaglio tra i venditori anche dell’usato, è uscito Bloom […]

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Ho un debole per i giochi che ci fanno costruire le città, (forse perché sono laureata in architettura?) e mi ero invaghita di un titolo oramai non più prodotto che è quadropolis, mentre cercavo questo titolo e sentivo tutta la frustrazione di non trovarlo manco per sbaglio tra i venditori anche dell’usato, è uscito Bloom Town che utilizza nelle sue meccaniche anche le meccaniche di quadropolis e perciò mi ci sono fiondata!

(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante, tavolo da 6+ persone).

Bloom Town l’ho voluto perché adoro il piazzamento tessere!

Bloom Town è un piazzamento tessere quasi introduttivo con disegni molto belli e regole semplici, non posso scrivere lo stesso del regolamento, ma almeno è corto!

Lo scopo del gioco è quello di creare la città più bella.
Al centro del tavolo viene posta la Plancia comune sulla quale si trova, da una parte, il mercato, dal quale ad ogni turno verranno pescate le varie Tessere Edificio che serviranno a costruire la città, e dall’altra, la Zona della Comunità, dove andremo a posizionare le tessere speciali durante la partita. Ogni giocatore riceve una propria Plancia Città (double face) dove posizionerà le tessere prese dal mercato.

Esistono 5 tipi di edifici, facilmente riconoscibili in base al colore della tessera e che permettono di accumulare Punti Sviluppo in maniera diversa (uffici, metro, case, centri commerciali, parchi)
Oltre alle Tessere Edificio esistono anche 10 Tessere Comunità che conferiscono punti bonus. Le tessere comunità sono 2 per ogni categoria di edificio e quando si pescano vengono posizionate nella zona comunità, nel momento in cui si pesca la seconda tessera di uno stesso tipo tutti i giocatori andranno a contare i punti associati a quella categoria; poi si riprende a giocare come al solito.

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Ad ogni turno un giocatore posiziona su una casella vuota della propria Plancia Città una tessera edificio che ha in mano, calcola i Punti Sviluppo accumulati posizionando la tessera e prende una nuova tessera dal mercato della Plancia comune. La pesca dal mercato avviene secondo una regola di piazzamento molto intrigante. Ogni volta che piazziamo una tessera sulla nostra plancia andremo a occupare uno spazio contrassegnato con un simbolo, gli stessi simboli li ritroviamo nel mercato perciò potremo prendere la tessera associata al simbolo coperto dall’ultimo piazzamento. Il piazzamento delle tessere sulla nostra plancia sarà quindi guidato, sia dal cercare di rendere più performante la tessera, quindi posizionandola dove ci darà più punti, ma anche dal tipo di tessera che vorremo prendere dal mercato e quindi cercando di posizionarla sul simbolo giusto, non sempre questi due criteri di scelta sono concomitanti e si dovrà valutare quale criterio sia meglio seguire di volta in volta.

Io adoro questo gioco ma vince sempre Paolo che riesce ad ottimizzare sempre molto bene le sue scelte, il gioco ha bisogno di un round per capire appieno le regole se si è alla prima volta, ma poi ci si rende conto che la causa-effetto è molto più semplice di quel che sembra, alla fin fine: piazzi, verifichi i punti e prendi una nuova tessera, al limite potrebbe diventare un poco monotono se si giocano parecchie partite di seguito, cosa che noi non facciamo. Per ovviare la monotonia la plancia giocatore presenta un lato A più semplice ed un lato B più complicato. C’è da dire che la pesca delle tessere sarà per ogni partita sempre differente, come anche la pesca delle tessere comuni che potrebbero uscire molto presto come mai durante la partita.

Bloom Town è veloce e scala molto bene da 2 a 4 giocatori perché nel setup andremo a togliere tessere a seconda del numero di giocatori presenti, questo rende le partite molto ben bilanciate, il gioco terminerà lasciandovi una sensazione di incompiuto perché è più veloce di quel che ci si aspetti, il gioco termina al terminare di un tot di colonne edificio a seconda del numero di giocatori e queste termineranno molto velocemente, proprio quando si ha la sensazione di aver costruito un buon motore per i punti. Bloom Town contiene sia un fattore altamente strategico nella posizione delle tessere, sia un fattore aleatorio nella comparsa sul mercato delle tessere, ma non lo definirei un gioco fortuito assolutamente.

Bloom Town trovo che sia un gioco buono, sicuramente non è per tutti, a Tommaso piace mentre Antonio non si siede manco al tavolo se lo giochiamo, Paolo lo gioca senza troppo entusiasmo, non perché sia brutto (perché non lo è, anzi) ma perché non è nelle loro corde.

Il commento di mio marito: ” l’urbanistica non è il mio forte!”

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International Day of Play 2026 https://www.toymagazine.it/news/9301/international-day-of-play-2026/ Thu, 11 Jun 2026 12:25:00 +0000 https://www.toymagazine.it/?p=9301 Oggi 11 Giugno si celebra la Giornata Mondiale del Gioco istituita nel 1998 dalle Nazioni Unite per difendere e proteggere il diritto al gioco dei bambini in quanto elemento fondamentale per l’apprendimento, il benessere e lo sviluppo cognitivo del bambino. Tema 2026: Proteggere il gioco, proteggere l’infanzia Per tutto giugno, l’UNICEF promuoverà sul suo sito […]

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Oggi 11 Giugno si celebra la Giornata Mondiale del Gioco istituita nel 1998 dalle Nazioni Unite per difendere e proteggere il diritto al gioco dei bambini in quanto elemento fondamentale per l’apprendimento, il benessere e lo sviluppo cognitivo del bambino.

Tema 2026: Proteggere il gioco, proteggere l’infanzia

Per tutto giugno, l’UNICEF promuoverà sul suo sito i consigli di esperti ed indicazioni per i genitori su tutto il mondo del gioco, dalla scienza alle attività divertenti per tutta la famiglia. Riconoscendo che oggi il gioco è sempre più legato alle attività online, UNICEF sta lavorando alla sensibilizzazione dei genitori con guide e spiegazioni su come aiutare a mantenere le esperienze online dei loro figli sicure e positive.

Tutte le indicazioni sul sito UNICEF International Dai of Play 2026

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Minikin City https://www.toymagazine.it/articoli/9259/minikin-city/ Thu, 11 Jun 2026 08:33:23 +0000 https://www.toymagazine.it/?p=9259 Minikin City di Cranio Creations è un gioco strategico in cui ogni carta giocata ha un duplice uso. Mi sono subito innamorata delle piccole pedine Minikin! Ma anche la grafica delle carte è deliziosa! I colori e i valori ti danno ricompense in ogni round, mentre le icone e gli effetti ti serviranno per il […]

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Minikin City di Cranio Creations è un gioco strategico in cui ogni carta giocata ha un duplice uso. Mi sono subito innamorata delle piccole pedine Minikin! Ma anche la grafica delle carte è deliziosa! I colori e i valori ti danno ricompense in ogni round, mentre le icone e gli effetti ti serviranno per il punteggio finale, ma solo se riempi la carta con i Minikin!

  • Numero giocatori: 2-5
  • Età: 10+
  • Versione recensita: Cranio Creations
  • Autori:  Simone Luciani e Matthieu Verdier                                               
  • Ingombro sul tavolo: Minimo*

(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante, tavolo da 6+ persone).

Minikin City si svolge in 8 round seguendo l’andamento delle carte ricompensa messe sul tavolo, ogni carta ricompensa indica quale colore sarà prevalente in quel round (un pò come una briscola). Ciascun giocatore a giro giocherà una carta dalla propria mano, quando tutti avranno giocato una carta si stilerà la classifica: le carte del colore prevalente per quel round vincono sugli altri colori, e a parità vincono i numeri di valore maggiore.

Stabilito così l’ordine delle carte giocate, ciascuno giocatore piazzerà il proprio segnalino di ricompensa sullo spazio presente nella carte in corrispondenza con la sua posizione in classica, ottenendo il premio ad essa associato (un Minikin da piazzare su una della proprie carte in gioco, particolari bonus, etc..). 

A turno poi ogni giocatore (in senso inverso di classifica) va a scegliere una nuova carta dal mercato e la mette nella sua mano.

Finiti gli 8 round di Minikin City si verificano le carte in mano ad ogni giocatore, sommando i valori di tutte le carte del colore indicato nella tessera finale. In questa maniera si stilerà una ulteriore classifica che attribuirà ulteriori punti. Si può così passare allo scoring finale sommando tutti i punti accumulati con le carte ricompensa, gli effetti attivati con i Minikin e i vari bonus. 

Le carte potranno, se saremo stati bravi (ma anche fortunati), fare delle combo fra loro ed attivare numerosi moltiplicatori per il punteggio finale.

Il fattore aleatorio è parte integrante di Minikin City, perchè le carte verranno sempre pescate dal mazzo e posizionate nel mercato comune, sarà nostra cura volgere la fortuna a nostro favore pensando una giusta strategia, valutando le carte della nostra mano e quelle che mano a mano i nostri avversari rivelano.

Ho trovato molto bello il fatto che una carta per essere attivata debba esser popolata dai Minikin, e che entrare in possesso di questi buffi folletti sia abbastanza difficile.

La grafica di Minikin City è piaciuta a tutta la famiglia, i Minikin sono molto simpatici e gli edifici sono disegnati con mille dettagli ,carinissimi!

Io avrei preferito pedine leggermente più grandi, mentre mio marito invece le ha trovate perfette, perchè secondo lui la dimensione dei materiali aiuta a mantenere ordinato il proprio spazio di gioco, e le pedine una volta posizionate sulle carte non vanno a coprire il disegno della carta.

La velocità di gioco rimane molto simile da due giocatori come a pieno numero, grazie al numero di round fisso, sicuramente aiuta ad invogliare a fare più partite di seguito! Insomma Minikin City è un gioco leggero ma assolutamente non banale, che ci saprà stupire partita dopo partita!

Ringraziamo Cranio Creations per averci fornito la copia Minikin City del gioco

Il commento di mio marito: “molto bello!”

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Operation: Mata Hari https://www.toymagazine.it/articoli/9238/operation-mata-hari/ Thu, 04 Jun 2026 12:31:42 +0000 https://www.toymagazine.it/?p=9238 Mata Hari, nacque in Frisia nel 1876, fu ballerina nelle Indie Olandesi, per poi divenire nel 1908 una spia al soldo dei servizi tedeschi. Questa è l’ambientazione che il nome del gioco richiama. Un gioco di deduzione con una punta di bluff, ambientato nel cuore dell’Europa del primo Novecento. In Operation: Mata Hari, i giocatori vestono i […]

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Mata Hari, nacque in Frisia nel 1876, fu ballerina nelle Indie Olandesi, per poi divenire nel 1908 una spia al soldo dei servizi tedeschi.

Questa è l’ambientazione che il nome del gioco richiama. Un gioco di deduzione con una punta di bluff, ambientato nel cuore dell’Europa del primo Novecento. In Operation: Mata Hari, i giocatori vestono i panni di spie astute e senza scrupoli, pronte a tutto pur di ottenere prove incriminanti, oggetti ed equipaggiamenti necessari per portare a termini la loro missione segreta. Prioritario sarà non compromettere la propria copertura, restando in incognito fino al termini della missione. Il Maestro dell’Inganno sarà solo colui che saprà giocare bene le proprie carte e smascherare le mosse degli avversari.

  • Numero giocatori: 3-7
  • Età: 12+
  • Versione recensita: Tambù
  • Autori: Dario Massa
  • Ingombro sul tavolo: Minimo*

(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante, tavolo da 6+ persone).

La scatola è compatta, facilmente trasportabile e perfetta come filler da viaggio. Contiene 100 carte ben realizzate ed illustrate; grafica essenziale, ma che svolge pienamente la sua funzione. il mazzo di carte è suddiviso in:

  • 63 Carte Risorsa: rappresentano gli oggetti che i giocatori devono raccogliere o scambiare per completare le loro missioni.
  • 18 Carte Partner: introducono alleati segreti con abilità speciali.
  • 9 Carte Obiettivo: ciascun giocatore riceve una missione segreta da portare a termine, e indicano il colore delle carte che conteranno come malus a fine partita (indicato da un teschio colorato in fondo alla carta).
  • 10 Carte Copertura: determinano le condizioni della copertura di ciascuna spia: con il lato Incognito e Compromesso.
  • 1 Regolamento: non molto chiaro alla prima lettura

Distribuiamo a ciascuno una quantità di carte risorsa variabile in base al numero dei  giocatori; ogni giocatore inizierà avendo una carta obiettivo che terrà coperta. 

Il gioco si articolerà in due fasi;

Dichiarazione: il giocatore di turno seleziona da 1 a 3 carte dalla propria mano e le posiziona coperte davanti a sé, formulando una dichiarazione veritiera sul contenuto del gruppo di carte giocate: ad es “contiene una carta verde”, oppure “non ci sono carte rosse”. 

In questo modo egli metterà in palio un set di carte, aprendo una asta fra i suoi avversari.

Questi  potranno a loro volta fare una controfferta proponendo un numero di carte equivalente a quelle messe in palio, convincendo il giocatore di turno a scambiare con sé le proprie carte. In tale occasione potranno di fare una dichiarazione sul contenuto delle carte. Nel caso in cui più di un avversario si dimostri interessato, il giocatore di turno sceglierà con chi effettuare lo scambio..

In questo gioco di aste di Operation: Mata Hari, il giocatore di turno potrà scegliere di vincolare le controfferta in maniera più o meno stringente. Potrà ad esempio dire che in cambio delle carte messe in palio desidera carte di un certo tipo, utilizzando la formula “vorrei” (ad es. Vorrei un 5 verde), oppure imporre condizioni più restrittive, usando la formula “esigo”; in quest’ultimo caso le controfferta degli altri giocatori dovranno necessariamente soddisfare  la richiesta, 

Quanto agli altri giocatori, nel promuovere la propria controfferta potranno anche ricorrere a dichiarazioni non vere. Ma qualora lo scambio sia stato vincolato attraverso la formula esigo, e in mancanza di carte speciali, la richiesta deve essere comunque soddisfatta. 

Questa è la meccanica base di Operation: Mata Hari, che però integra anche alcune variabili rappresentate dalla possibilità di giocare carte partner che modificano  leggermente le regole di ingaggio.

Ve ne sono di 3 tipologie:

Doppiogiochista: permette di mentire sul contenuto delle carte offerte nella dichiarazione, è una carta che non può essere mai rivelata, ma passa di mano in mano (anche nel caso di una contrattazione vincolata dalla formula “esigo”) . 

Sicario: può essere giocato nelle contro-offerte, ma se il giocatore di turno, pensa che un avveresario lo stia utilizzando può denunciarlo prima di guardare le carte ricevute. Se il sospetto è verificato la carta sicario viene rivelata e chi l’ha giocata oltre ad aggiungere davanti a sè una carta copertura sul lato compromesso, deve soddisfare se può una richiesta di carte specifica da parte del giocatore di turno.

Mata Hari: può essere utilizzata dal giocatore di turno, posizionata tra le carte della dichiarazione, ma i suoi effetti si attivano solo nel caso in cui nessuno degli altri giocatori faccia una contro-offerta. In questo caso, il giocatore di turno potrà girare tutte le sue carte copertura dal lato Compromesso al lato Incognito e, in aggiunta, osservare il mazzo Operazione e prendere fino a due carte a propria scelta!

Risoluzione il giocatore di turno è libero di scegliere una delle contro-offerte ottenute dagli altri giocatori ed ufficializzare lo scambio. Se il giocatore di turno rifiuta tutte le offerte o non ne vengono proposte, allora dovrà pescare due carte dal mazzo operazione e prendere una carta Copertura sul lato Compromesso.

La partita di Operation: Mata Hari termina quando:

  • un giocatore raccoglie tutte le carte con lo stesso numero e le rivela: vince immediatamente come Agente Visionario!
  • Viene pescata l’ultima carta dal mazzo Operazione o viene pescata l’ultima carta Copertura. Chi possiede più carte Copertura sul lato Compromesso viene identificato come spia ed eliminato dal conteggio, e si procede poi a controllare gli obiettivi degli altri giocatori,  che matureranno punti positivi in base alle carte in proprio possesso corrispondenti al suo obiettivo, nonchè per le carte copertura sul lato incognito, e punti negativi per ogni carta del colore del teschio rappresentato nel suo obiettivo.

Operation: Mata Hari è un gioco consigliato a chi ama il confronto diretto, l’inganno intelligente e le esperienze di gruppo dinamiche. È ideale per chi desidera un titolo capace di coniugare leggerezza e profondità, dalle regole semplici ma con strategie che tendono ad affinarsi con l’esperienza. 

Inoltre, è un gioco immediatamente accessibile anche a chi non ha esperienza con i giochi da tavolo, rendendolo perfetto per introdurre nuovi giocatori a dinamiche di bluff e deduzione.

Ogni giocatore è chiamato a mantenere segreta la propria mano mentre tenta di completare il proprio obiettivo e a sabotare gli avversari; per farlo, dovrà mentire con convinzione, interpretare le mezze verità altrui e decidere con astuzia quando fidarsi e quando colpire.

Il motore del gioco sono lo scambio e la negoziazione: si offrono carte, si lanciano promesse, si creano false alleanze per poi tradirle al momento opportuno. 

La durata di una partita di Operation: Mata Hari è sempre contenuta, Non c’è mai una partita identica all’altra, perché cambiano i ruoli, cambiano gli approcci e, soprattutto, cambia il modo in cui ci si guarda. 
Leggendo il regolamento, l’obiettivo non è chiarissimo da subito e la sequenza delle regole andrebbe strutturata meglio. Sembra semplice e monotono, senza senso. Ma questa è una sensazione dell’’inizio, quando non si e’ ancora entrati nel gioco: dopo diverse partite, acquista spessore. Tutto prende più senso e il gioco comincia a scorrere in modo più fluido. Il vero divertimento arriva quando i giocatori entrano nella parte e iniziano a bluffare con convinzione, alla fine Operation: Mata Hari è un rispettabile party game. Ringraziamo Tambù per averci fornito la copia demo.

Il commento di mio marito: “molto carino!”

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Play 2026: un’edizione da record in costante crescita https://www.toymagazine.it/news/9235/play-2026-unedizione-da-record-in-costante-crescita/ Thu, 28 May 2026 16:14:23 +0000 https://www.toymagazine.it/?p=9235 Play 2026, un’edizione che ha lasciato tutti contenti? Sembra proprio di si, a leggere cosa scrivono sui social molti espositori (grande fatica a parte), Play 2026 è stata un’edizione super. Tantissimi anche i commenti del pubblico, rimasto decisamente soddisfatto della location e dell’offerta. Noi di ToyMagazine.it non possiamo che confermare, ci siamo stati venerdì e […]

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Play 2026, un’edizione che ha lasciato tutti contenti? Sembra proprio di si, a leggere cosa scrivono sui social molti espositori (grande fatica a parte), Play 2026 è stata un’edizione super. Tantissimi anche i commenti del pubblico, rimasto decisamente soddisfatto della location e dell’offerta. Noi di ToyMagazine.it non possiamo che confermare, ci siamo stati venerdì e sabato, ed anche se i padiglioni erano pieni siamo riusciti a provare tanti giochi nuovi, a fare 2 chiacchiere con gli espositori, a ritrovare amici che non vedavamo da tempo e tanto altro (per non parlare dell’ottima cucina Emiliana). Confermiamo anche la notevole presenza delle scuole in fiera, segno che finalmente si inizia a capire come il gioco da tavolo aiuta il ragazzo a concentrarsi ed a migliorare le proprie capacità cognitive. Ora non ci resta che aspettare l’annuncio delle date di Play 2027, pare che siano ancora TopSecret

Di seguito il comunicato stampa di chiusura

Per il Festival del Gioco una crescita di pubblico, cultura e impegno civile. La 17ª edizione di Play si trasforma in un manifesto di inclusività; grandissima soddisfazione di editori e associazioni, tutti i padiglioni sold out.

Per il secondo anno nella sua nuova casa bolognese, Play ha confermato la sua attrattiva: con oltre 35mila visitatori unici ha registrato un incremento dell’affluenza (+2,95%) rispetto alla già eccezionale edizione del 2025, confermandosi come l’appuntamento leader del settore in Italia e punto di riferimento internazionale.

Se i numeri consolidano il successo strutturale della manifestazione (con 43mila mq coperti, 4 padiglioni e oltre 3.000 tavoli di gioco gratuiti), a caratterizzare in modo indelebile l’edizione 2026 è stata la sua forte impronta culturale e di impegno civile. Il festival ha infatti scelto di celebrare una ricorrenza storica fondamentale: l’80° anniversario del diritto di voto alle donne in Italia. Da qui la nascita dell’hashtag #LaPLAY, un vero e proprio manifesto per un’edizione declinata al femminile che ha messo al centro le autrici, le innovatrici e le game designer che stanno lasciando un’impronta decisiva nell’industria ludica mondiale.

In questo contesto di crescita, spicca la straordinaria partecipazione del mondo della scuola: oltre 1.700 studenti e 210 insegnanti hanno preso parte alle attività del festival. Un pubblico giovanile e motivato arrivato non solo da Bologna e da tutta l’Emilia-Romagna, ma da tutta Italia, con intere classi che hanno organizzato vere e proprie trasferte e visite d’istruzione da città come Fermo, Campobasso e Benevento, a testimonianza del valore didattico e formativo ormai riconosciuto a livello nazionale della manifestazione.

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Al via PLAY – Festival del Gioco https://www.toymagazine.it/news/9225/al-via-play-festival-del-gioco/ Fri, 22 May 2026 06:35:00 +0000 https://www.toymagazine.it/?p=9225 Da oggi fino a domenica la Fiera di Bologna si riempirà di appassionati giocatori, inizia infatti Play Festival del Gioco, la principale fiera italiana dei giochi da tavolo. Play si sviluppa su quattro padiglioni: il padiglione 20 è interamente dedicato agli editori del mondo del gioco da tavolo, grandi e piccoli; il padiglione 18 è […]

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Da oggi fino a domenica la Fiera di Bologna si riempirà di appassionati giocatori, inizia infatti Play Festival del Gioco, la principale fiera italiana dei giochi da tavolo.

Play si sviluppa su quattro padiglioni: il padiglione 20 è interamente dedicato agli editori del mondo del gioco da tavolo, grandi e piccoli; il padiglione 18 è dedicato al gioco di ruolo e ai giochi di miniature; nel padiglione 15 trovano spazio le associazioni ludiche, i giochi scientifici e i giochi digitali con la grande Ludoteca, cuore pulsante del festival; il padiglione 16 è il grande spazio dedicato ai giochi per famiglie e ai giochi di carte collezionabili. Nell’ammezzato si possono intraprendere grandi avventure di gioco di ruolo multi tavolo in Sala Opera oppure avvincenti tornei di giochi da tavolo nell’ammezzato del Pad. 20; quattro sale sono riservate al ricco il programma di incontri e conferenze.

Le protagoniste: grandi ospiti internazionali

A Play sono presenti game designer di fama internazionale: figura di spicco è Tory Brown, attivista e visionaria game designer, ospite d’onore di questa edizione. E’ autrice del grande successo Votes for Women, pluripremiato gioco da tavolo che catapulta i partecipanti nel cuore del movimento per il suffragio femminile negli Stati Uniti, coprendo gli eventi storici dal 1848 al 1920 come annunciato dall’editore Devir, il titolo vedrà finalmente la luce in una versione tradotta in italiano nel corso del 2026. Questa operazione editoriale non solo arricchisce il panorama ludico nazionale, ma sottolinea anche la crescente rilevanza e centralità del mercato italiano nel contesto internazionale del gaming.
Avery Alder, designer queer canadese, da diciannove anni progetta giochi che esplorano le identità non conformi, le relazioni, la comunità, la precarietà e la fine del mondo. I suoi giochi, come The Quiet Year, mirano a decostruire l’idea dell’eroe solitario a favore di una narrazione
collettiva e trasformativa. Alder sottolinea l’importanza di creare sistemi che non solo divertano, ma sfidino i giocatori a riflettere sulle strutture di potere e sulle relazioni umane.
Tra le ospiti anche Banana Chan, pluripremiata game designer e fondatrice di Read/Write Memory, celebre per l’uso innovativo dell’orrore e del folklore come strumenti di indagine socioculturale. Nota per titoli rivoluzionari come Jiangshi: Blood in the Banquet Hall e per contributi a franchise iconici come Dungeons & Dragons, il suo stile fonde meccaniche sperimentali e temi d’identità. La sua visione trasforma il gioco di ruolo in un’esperienza tattile e profonda, premiata con prestigiosi riconoscimenti come i Dicebreaker e gli ENnie Awards.

Sempre più grande l’Area Scientifica

Oltre ai gamers, Play ospita chi i giochi li inventa, li realizza e li distribuisce, e anche chi ci lavora costruendo progetti di ricerca innovativi basati sul gioco, negli ambiti disciplinari più vari. A conferma del ruolo fondamentale del gioco nei processi di apprendimento e studio, anche
quest’anno Play conta su collaborazioni di importanti realtà scientifiche e istituzionali. Obiettivo dell’area è quello di consolidare il ruolo di Play come riferimento nazionale per il gioco inteso non solo come intrattenimento, ma anche come strumento educativo, culturale e di cittadinanza attiva. Tra gli enti e le università che hanno già confermato la loro partecipazione a Play 2026 si trovano nomi di grande rilievo: il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), Indire (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa), l’Istituto Nazionale di
Astrofisica (INAF), l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e realtà accademiche prestigiose come l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, l’Università di Modena e Reggio Emilia, l’Università degli Studi di Firenze, l’Università di Genova, l’Università degli Studi di Torino,
l’Università degli studi di Parma e la Scuola IMT Alti Studi Lucca, che fanno di Play un punto di forza della loro attività di Terza Missione.

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