Questo gioco mi ha incuriosita appena ho visto le prime immagini girare in rete. Cresciuta con un Super Cluedo che adoravo (e che purtroppo ho visto devastare dalle versioni moderne), sono da anni alla ricerca di un degno sostituto (anche perché il Super Cluedo che giocavo da piccola nel frattempo si è perso nelle pieghe del tempo). Intent to kill di Ghenos Games è ciò che cercavo, anche se non c’entra molto con Cluedo! E sono felice come da bimba.
- Numero giocatori: 2-4
- Età: 16+
- Autori: Arthur Hodzhikov e Owl Agency
- versione recensita: Ghenos Games
- Ingombro sul tavolo: Importante*
(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante, tavolo da 6+ persone).

Intent to kill è un deduttivo di quelli che ti fanno veramente utilizzare la testa, seguendo ragionamenti che si intrecceranno e che ti porteranno ad incartarti da solo!
Iniziamo dall’aspetto grafico, che naturalmente è soggetto al gusto, ma che mi ha conquistata subito: grafica dal sapore anni 60, pulita, con colori contrastati veramente belli, iconografia chiara e decifrabile senza problemi, vari elementi informativi che aiutano durante il gioco, sia in forma di carte riepilogative sia in appositi slot stampati sul tabellone. Il tutto rende sempre chiaro il flusso di gioco, fugando ogni dubbio e coprendo eventuali momenti di blackout. Il materiale in generale è molto buono: il cartoncino robusto, le tessere solide, le carte resistenti.
Intent to kill consente due approcci diversi secondo la modalità che sceglieremo in fase di setup: logica o intuitiva. il materiale che andremo ad utilizzare varierà secondo la scelta. A seconda del nostro ruolo potremo cercare la vittoria ottenendo:
- di uccidere 5 persone seguendo il nostro movente, se siamo l’assasino;
- riuscire ad individuare killer e movente prima del 5° omicidio, se siamo il detective;
Semplice, ma non facile! Non facciamoci ingannare dai ruoli, pensando che essere il killer sia avvantaggiante, perché non è così!
Chi interpreta il killer dovrà rispettare vincoli stringenti nel commettere gli omicidi e cercherà di confondere le acque sfruttando piccoli escamotage. Il detective dovrà porre domande e girare sulla mappa in modo tale da poter sfruttare al meglio luoghi, personaggi e situazioni, districandosi tra indizi e moventi, e muovendosi fra personaggi sospetti, potenziali informatori, e perfino complici del killer.

Entriamo un po’ più nel vivo del gioco: spiego grossolanamente la modalità logica in due giocatori:
Il killer dovrà pescare 20 personaggi casuali e tra questi estrarne 2: il primo sarà l’identità del killer; il secondo sarà l’identità della persona segnalata. Si rimescolano i 20 personaggi e si posizionano sulla mappa seguendo le regole del setup.
Ogni giocatore prende un taccuino e una matita. Poi si pescano 6 moventi (sono carte doppie, una copia per giocatore) e si posizionano davanti a sé. Il killer prima di posizionarle davanti a sé le mescolerà e pescherà una carta, questa sarà il movente che lo guiderà nelle uccisioni. Si posizionano quindi le 5 scene del crimine negli appositi slot e si dispongono i segnalini edificio sulla mappa.
Il killer prende le tessere gruppo sociale e ne pesca 3, tra queste ne sceglie una e la tiene a faccia in giù davanti a sé: tutti i civili che fanno parte di quel gruppo sociale saranno alleati dell’assassino. Le altre due tessere rimaste le posiziona nella scatola senza farle vedere al detective, le restanti tessere vengono messe coperte sull’apposito slot della mappa. Il detective prende il segnalino sorveglianza e colloca il segnalino detective sulla mappa dove vuole.
Ogni partita si conclude dopo 5 o 6 round ed ogni round segue 3 distinte fasi di gioco:
Fase dell’assassino
Intimidazione e omicidio = per prima cosa l’assassino sceglie 2 civili e li gira sul lato in bianco e nero: vuol dire che sono intimiditi e finché restano in questa condizione non possono essere interrogati dal detective. Come seconda azione, poi, uccide un civile rispettando alcuni vincoli:
- deve corrispondere al suo movente,
- non deve trovarsi nello stesso quartiere del detective
- non deve essere è l’assassino
Quindi prende la prima scena del crimine utile e la posiziona nel quartiere dove è avvenuto l’omicidio, spostando sullo slot corrispondente la persona assassinata

Fase del detective
Risposta iniziale e indagine = per prima cosa il detective sposta il suo segnalino nel quartiere dell’omicidio e se ci sono civili decide di spostarli nei quartieri adiacenti. Poi inizia l’indagine spendendo fino a due punti movimento, si muoverà tra i quartieri svolgendo due azioni diverse tra:
- Interrogare tutti i civili presenti in un quartiere che non siano sul lato b/n formulando una domanda tra le 11 disponibili. In tal modo acquisirà informazioni sulle caratteristiche dell’assassino: genere, età, corporatura etc etc. A queste domande il giocatore che interpreta un killer deve rispondere con un si o un no, e non potrà mentire a meno che la domanda non sia stata posta all’assassino stesso, alla persona segnalata oppure ad un civile alleato dell’assassino.
- azioni legate agli edifici, queste azioni sono varie e permettono di interrogare civili in quartieri adiacenti, piazzare il segnalino sorveglianza, rassicurare un civile intimidito riportandolo al lato colorato etc etc
Fase della città
Calmare il pubblico e muovere i civili = per prima cosa se ci sono civili intimiditi nel quartiere del detective vengono rassicurati e rigirati sul lato colorato. Poi l’assassino e successivamente il detective pescano una tessera gruppo sociale a testa e possono spostare tutti i civili che ne fanno parte come vogliono sulla mappa.
Fine del round se alla fine del round in corso è stato ucciso il 5° civile finisce il gioco altrimenti inizia un nuovo round.
L’assassino può decidere di non commettere l’omicidio una sola volta per partita. Se dovesse rinunciare due volte, perde immediatamente.

Set up e modifiche in modalità intuitiva:
Si utilizza ulteriore materiale:
- carte assassino: si mescola il mazzo e si mettono 2 carte sotto ogni tessera scena del crimine
- carte detective: si mescola il mazzo e si pescano 3 carte che saranno le carte disponibili
- gettoni prova
- si utilizzano 8 carte movente invece di 6
Ogni volta che l’assassino compie un omicidio deve seguire le solite regole ed inoltre assicurarsi che la vittima non abbia effetti di protezione attivi su di essa. Poi prenderà le due carte che aveva posizionato sotto la tessera scena del crimine e ne potrà scegliere una da tenere. Ogni carta definisce come e quando utilizzarla durante la partita e gli offrirà diverse opportunità di azione. Inoltre il detective ottiene un gettone prova pescato a caso che potrà esser scambiato con una carta detective durante la partita.
Scartando un gettone prova il detective può prendere una carta disponibile oppure pescarla dal mazzo. Il detective può giocarla subito o tenerla. Anche in questo caso la carta attiva particolari azioni di protezione o di indagine.
Nella fase detective si aggiunge un’azione ispezione della scena del crimine: il detective prenderà cioè due gettoni prova e ne terrà uno. Questi gli permetteranno di ottenere nuove carte o attivare alcune di quelle in suo possesso.

Nella fase città si aggiunge l’azione di sostituzione di una delle carte detective attive.
Ulteriori varianti di Intent to kill sono pensate per arricchire la partita anche a fronte di tantissime partite e esperienza acquisita. Avremo infatti la possibilità di modificare la difficoltà di gioco, inserire scenari di gioco vari come gli agenti del ministero del tesoro, terreno pericoloso, l’emblema del male etc etc, insomma abbiamo fino a 8 scenari diversi!
Cresciuta con una madre patita di gialli, ho letto tutto di Agatha Christie, son passata per la signora in giallo all’ora di pranzo, il tenente Colombo a metà pomeriggio e Perry Mason a cena. Poi nel tempo sono subentrati Monk, e il maresciallo Rocca, insomma mia madre non se ne perdeva uno. Ed io ultimamente mi son “ingarellata” con High potential perché la mela non cade lontano dall’albero ed infatti pure i miei figli stanno a ruota con questo gioco, che sembra portarti proprio all’interno di un’investigazione televisiva.
Il tema è l’elemento decisivo per il successo di Intent to kill: l’ambientazione si sente, anche se l’azione investigativa acquista oggettivamente un carattere astratto. Tutta la grafica, dalla mappa alle carte, restituisce l’impressione di essere nell’ufficio di un detective americano intento a riposizionare indizi, foto segnaletiche sulle famose lavagne (fichissime) che fanno vedere in tv! Controlli e ricontrolli le carte movente, guardi e riguardi le caratteristiche e la posizione delle vittime, confronti i dati e cerchi di combinare le risposte ottenute durante l’interrogatorio per riuscire a eliminare sospetti, confermare idee e verificare falsi indizi. Se invece interpretiamo il killer, cercheremo di sviare i sospetti uccidendo in modalità che possano essere interpretate diversamente per tenere aperti diversi possibili moventi, utilizzando l’intimidazione per confondere le acque e rendere gli alleati più difficili da individuare.

Certamente Intent to kill è adatto a chi non si stanca presto di imparare un regolamento, perchè necessita della conoscenza di tutte le regole per esser giocato appieno. Un giocatore che avesse una lacuna nella conoscenza di una regola o meccanismo renderebbe il gioco molto meno equilibrato e potrebbe sancire la vittoria dell’ avversario.
Cruciale è anche il timing: il gioco è estremamente breve in ogni round faremo tante cose, ma non abbastanza. Cinque turni passano veloci e se non sapremo fare le domande giuste alle persone giuste come detective avremo fallito. D’altra parte, se il detective riuscirà ad imboccare la via giusta cinque turni potrebbero essere sufficienti per incastrare l’assassino. Insomma il gioco non sarà mai tranquillo, al contrario risulta sempre molto stretto e la tensione resta alta fino alla fine.
Le partite a Intent to kill saranno sempre diverse, grazie alla grande quantità di variabili casuali che determinano il setting. Senza parlare poi dell’ulteriore casualità e variabilità introdotta dalla modalità intuitiva e dai vari scenari possibili. Insomma, stra-rigiocabile!
Il commento di mio marito: “ …quest’ultimo omicidio fa pensare che tu sia un terrorista; ma sarebbe troppo facile, quindi è ragionevole pensare che tu sia un fanatico religioso. D’altra parte sai che sono intelligente ed avrei fatto questo ragionamento, quindi dopotutto è probabile che tu sia il terrorista. Ma forse avevi previsto anche questa considerazione….”









