Tambù Archives - ToyMagazine https://www.toymagazine.it/tag/tambu/ La tua vetrina sul mondo dei Giochi e dei Giocattoli Wed, 29 Apr 2026 13:41:23 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 Whakaari https://www.toymagazine.it/articoli/8663/whakaari/ Thu, 30 Apr 2026 07:40:00 +0000 https://www.toymagazine.it/?p=8663 Whakaari di Tambù è un gioco che ci regala un’atmosfera da party game, vincitore della Italian Game Jam al Comicon di Napoli 2022, a noi ha fatto molto ridere ma non lascia sicuramente pacifici alla fine del gioco, anzi saremo portati a rosicate e cattiverie. Ad ogni turno, i giocatori sfruttano le carte per determinare […]

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Whakaari di Tambù è un gioco che ci regala un’atmosfera da party game, vincitore della Italian Game Jam al Comicon di Napoli 2022, a noi ha fatto molto ridere ma non lascia sicuramente pacifici alla fine del gioco, anzi saremo portati a rosicate e cattiverie. Ad ogni turno, i giocatori sfruttano le carte per determinare la distanza che possono saltare cercando di raggiungere la roccia successiva senza cadere nella lava. Tuttavia, le piattaforme crollano e si spostano, rendendo il gioco sempre più impegnativo e imprevedibile.

  • Numero giocatori: 3-8
  • Età: 8+
  • Versione recensita: Tambù
  • Autori: Stefano Tristano e Sonia Musollino
  • Ingombro sul tavolo: Medio*

(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante, tavolo da 6+ persone).

In Whakaari abbiamo una scatola molto contenuta adatta anche ad esser trasportata con facilità, dentro troviamo le 8 plance giocatore (tribù) sulle quali è raffigurato il nostro personaggio, ed indicato il livello di potere, rappresentato da un certo numero di fiamme. Inoltre abbiamo una carte personaggio sulla quale sono descritte le abilità specifiche, pedine e totem checkpoint (la sua “base”).

In Whakaari ogni personaggio ha proprie ed uniche caratteristiche, il che rende il gioco asimmetrico. Una volta selezionato il colore della pedina, si abbina il personaggio, il checkpoint e il totem dello stesso colore.

I checkpoint devono essere posti a distanze uguali rispetto al vulcano posizionato al centro del tavolo. A questo scopo, la scatola del gioco può essere utilizzata come “metro” per posizionare correttamente i vari elementi sul campo di gioco. Abbiamo poi 34 piattaforme che verranno sparse sul tavolo attorno al vulcano tridimensionale, formato da un cartoncino con standee.

Lo scopo di Whakaari è raggiungere il checkpoint avversario saltando sulle piattaforme. Le Piattaforme tonde, con disegnato sopra un masso crepato, rappresentano piattaforme instabili; quelle quadrate, rappresentate da una pietra levigata, sono stabili ma potrebbero diventare instabili durante il gioco. In ogni turno, i giocatori pescano una carta azione tra le 70 che formano il mazzo, le carte definiscono le azioni che potremo fare.

Ogni carta azione, permette infatti di:
muovere: usiamo gli angoli della carta, colorati in grigio: un angolo della carta viene posto sulla piattaforma dove si trova la nostra pedina e possiamo raggiungere solo una piattaforma che viene toccata dall’altro angolo colorato della carta
danneggiare una Piattaforma occupata da un altro giocatore, o comunque a lui utile, girandola dal lato stabile al lato instabile; oppure rimuovere dal gioco una piattaforma già instabile, costringendo chi la occupava a tornare al proprio Check Point
aggiungere piattaforme in qualsiasi punto dell’area di gioco;
trascinare una Piattaforma: spostando tutte quelle che sono nella sua traiettoria tenendo conto della distanza stabilita dagli angoli  dalla carta
lanciare le coccobombe ( ne avremo 3 in ogni partita) su una piattaforma vicina tenendo conto della distanza stabilita dalla carta(se un giocatore entra in contatto con essa, salta in aria e torna al suo check point)
saltare su una Piattaforma a nostra scelta;

Se si finisce su una piattaforma instabile, si pesca una delle 30 carte evento presenti nella scatola che innescheranno eventi vari.

Infine abbiamo 8 segnalini potere speciale “fiamma” che utilizzeremo per avanzare di una fiamma sulla nostra plancia ogni volta che saremo costretti a tornare al nostro Check Point. In base al nostro livello di fiamma possiamo attivare specifiche abilità del nostro personaggio.

Una volta a partita possiamo sostare il nostro check point su una piattaforma in cui siamo arrivati questo permette di avanzare la base di partenza Inoltre potremo utilizzare il potere speciale il numero di volte  permesso dalla nostra plancia,pagandolo con i segnalini fiamma a nostra disposizione.

Vince Whakaari la Tribù il cui segnalino riesce ad arrivare nella plancia dell’avversario a lui opposta..


Per noi Whakaari è stato una bella sorpresa, il gioco è molto semplice. Una volta che capiamo come utilizzare gli angoli delle carte che sono forse l’unico elemento con cui dovremo prendere confidenza, non sarà solo l’elemento fortunoso della pesca delle carte a determinare la nostra partita: dovremo ragionare anche in termini strategici. Sarà necessario essere cattivi con gli avversari, cercando di metterli in difficoltà e spedirli al checkpoint il più spesso possibile. Questa politica, sicuramente divertente, tenderà però ad allungare notevolmente la partita, soprattutto se giochiamo a pieno numero. In effetti ritengo che perla tipologia di gioco forse la durata è un pelino più lunga del necessario, ma tutto dipende in realtà da quanta interazione attiveranno i giocatori: maggior interazione, maggior durata e soprattutto più forti rosicate!

La rigiocabilità di Whakaari c’è, sicuramente le azioni tenderanno ad esser sempre le stesse; il che fa sì che se giocato con una certa frequenza potrebbe risultare alla lunga un poco piatto. Io trovo che sia un ottimo gioco per una famiglia, sicuramente se si hanno bambini potranno giocarlo anche in autonomia senza problemi e lo troveranno soddisfacente, ma non assicuro la pace in casa a fine partita!

Il commento di mio marito: “ ah! scotta!”

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