Raven Distribuzione Archives - ToyMagazine https://www.toymagazine.it/tag/raven-distribuzione/ La tua vetrina sul mondo dei Giochi e dei Giocattoli Tue, 12 May 2026 08:53:39 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 Rallyman: GT https://www.toymagazine.it/articoli/8901/rallyman-gt/ Tue, 12 May 2026 08:53:38 +0000 https://www.toymagazine.it/?p=8901 Mio figlio e mio marito hanno conosciuto Rallyman: GT ad un evento ludico, da allora è stata una richiesta continua di mio figlio… quest’anno abbiamo capito che ne avevamo abbastanza e lo abbiamo accontentato! Rallyman: GT è un gioco di corse molto ben ambientato della Holygrail Games e portato in Italia da Raven Distribution. I […]

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Mio figlio e mio marito hanno conosciuto Rallyman: GT ad un evento ludico, da allora è stata una richiesta continua di mio figlio… quest’anno abbiamo capito che ne avevamo abbastanza e lo abbiamo accontentato!

Rallyman: GT è un gioco di corse molto ben ambientato della Holygrail Games e portato in Italia da Raven Distribution. I giocatori potranno scegliere fra 6 macchine, con le relative schede gomme che descrivono il comportamento delle gomme nelle diverse condizioni meteo, ed 8 segnalini colorati con cui tenere conto dei cambi marcia nella pianificazione della traiettoria (indicanti i valori, 00, 0 e da 1 a 6).

  • Numero giocatori: 1-6
  • Età: 14+
  • Autori: Jean Christophe Bouvier e Loic Muzy
  • Versione recensita: Raven Distribution
  • Ingombro sul tavolo: Importante*

(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante, tavolo da 6+ persone).

Il regolamento di Rallyman: GT è molto chiaro e include un fascicolo che ci guida nella costruzione delle piste, cercando di ricreare i circuiti reali, forse più quanto al livello di difficoltà della guida che nel disegno effettivo del circuito. Questo titolo infatti non ambisce tanto ad una “simulazione” esatta delle corse Gran Turismo (GT) reali, quanto ad offrire l’esperienza di un gioco piuttosto competitivo, che si impara rapidamente e che ci tiene impegnati fino all’ultimo giro.

Troviamo inoltre una miriade di tessere esagonali (33) double face che useremo per dare forma ai nostri circuiti, le tessere rappresentano tre tipologie di “terreno” contrassegnate da bandierine colorate che ne segnalano il livello di difficoltà: facile-giallo medio-arancio e difficile-rosso. I tratti più difficili sono quelli che possono procurarci danni maggiori in caso di uscita fuori pista. Non mancano, naturalmente, una tessera di start e una tessera pit stop.

A completare la dotazione di gioco, un sacchetto in tessuto dal quale si pescheranno i segnalini danno, tessere quadrate che rappresentano differenti situazioni:

  • Danno Cambio Marce: il numero di dadi Marcia disponibili diminuisce di 1.
  • Danno Freni: il numero di dadi Frenata disponibili diminuisce di 1.
  • Danno Mantenimento: il numero di dadi Mantenimento disponibili diminuisce di 1.
  • Cambio Meteo: Tutti i giocatori girano la propria carta scheda gomme sul lato opposto a quello di partenza, per attivare gli effetti legati al cambiamento del meteo. Le nuove condizioni meteo, modificheranno il numero e il tipo di dadi disponibili, e il tipo di i effetti dei innescati dai risultati pericolo.
  • Bandiera Gialla: verrà posizionata a fianco della macchina incidentata ed impedisce agli avversari di effettuare sorpassi. Si possono sorpassare solo vetture con velocità 0 o 00. Si rimuove non appena l’auto ricomincia a muoversi.
  • Bandiera Verde: nessun effetto.

Infine abbiamo, 6 dadi marcia neri, 2 dadi mantenimento bianchi e 3 dadi frenata rossi, tutti a 6 facce; Segnalini focus.

Le componenti sono in generale molto buone; solo le macchine possono far storcere il naso perché sono piuttosto piccole e non molto dettagliate. Mio figlio mi dice che nelle versioni precedenti erano decisamente migliori.

La scatola di Rallyman: GT è abbastanza capiente, peccato che manchino elementi che aiutino ad organizzare il materiale al suo interno, in questo modo si eviterebbe che i pezzi finiscano per essere sballottolati qua e là durante il trasporto.

Rallyman: GT è il frutto dell’esperienza maturata negli anni: la sua storia comincia con il primo titolo Rallyman uscito addirittura nel 2009, poi seguito dall’espansione: Rallyman dirt (da non confondere con Rallyman Dirt uscito nel 2022). I due titoli erano però accomunati dallo stesso difetto: per creare i tracciati utilizzavano quattro grandi plance da accostare fra loro; inoltre non permettevano di effettuare gare in circuito, ma solo prove speciali di velocità. La versione attuale, presenta invece una molteplicità di tessere esagonali variamente combinabili, che aumentano di molto la possibilità di diversificare le piste

Il gioco prevede un primo circuito “demo” che aiuterà a prendere dimestichezza con le regole.

Ogni giocatore prende l’auto di un colore e le relative schede delle gomme: una per tipologia di gomme montate (asciutto-bagnato), ciascuna stampata su due lati che descrivono il comportamento delle gomme nelle diverse condizioni dell’asfalto (che può essere a sua volta asciutto o bagnato). Su ciascun lato di queste schede saranno indicati il numero e la tipologia di dadi marcia a disposizione del pilota, le condizioni di innesco del fuori pista o del testa coda, nonché la tipologia di danni che ne conseguono in base alla velocità di marcia, e alle caratteristiche del tratto percorso: il tutto chiaramente indicato in tabelle che mettono in relazione la velocità di marcia con il livello di difficoltà del tratto percorso, indicato dalle bandierine rappresentate sulla tessera che stiamo percorrendo.

Si mettono sul tavolo anche i gettoni “Focus” ed il sacchetto di stoffa da cui pescare le tessere “Danno”. Per determinare l’ordine di partenza, ciascun giocatore pescherà a caso uno dei propri segnalini “marcia”, posizionandosi di conseguenza sulla griglia, a cominciare dal più alto.

Il giocatore di turno decide come muovere la sua auto, dichiarando la traiettoria che intende seguire, e la sequenza dei cambi marcia, collocando i propri dadi marcia nelle caselle del tracciato davanti a lui, i dadi dovranno essere collocati in maniera da rispettare una sequenza di marce progressiva e considerando che

– Ogni dado di marcia (nero) può essere utilizzato una volta sola.

– Si può salire o scendere di una marcia alla volta (dalla prima alla seconda, dalla quarta alla terza, ecc.);

– Si può scalare di più di una marcia si deve affiancare al dado nero con uno o due dadi frenata (ciascun dado rosso fa scalare di una marcia: così che ad es. procedendo in quarta si può passare alla seconda aggiungendo un dado rosso, o direttamente alla prima aggiungendone due).

– I dadi bianchi consentono di mantenere la marcia attualmente inserita.

– Alcuni dei tratti di pista in curva presentano dei limiti di marcia obbligatori in entrata o in uscita, violando questi limiti si subiranno uno o due danni

– nel definire la traiettoria non si può superare un veicolo che non proceda ad una marcia inferiore alla nostra

– Ciascun dato può restituire un certo numero di risultati “pericolo”, che possono innescare effetti di fuori pista o di testa coda. La probabilità di ottenere risultati “pericolo” aumenta nelle marce più elevate e quando si utilizzano i dadi frenata.

Dopo aver dichiarato la traiettoria si collocheranno i segnalini marcia in corrispondenza dei dadi neri, per tenere memoria della marcia in cui si procede in ciascun tratto, dopodiché si potrà procedere a raccogliere i dadi e tirarli.

A questo punto il Giocatore di Rallyman: GT potrà scegliere fra:

  • Tirare tutti i dadi insieme, ottenendo così un numero di segnalini focus equivalente al numero totale di dadi lanciati.
  • Oppure lanciando i dadi uno per volta, valutando eventualmente se e fino a che punto continuare il percorso o invece arrestarsi al punto e alla marci in cui si trova. Questa opzione consentirà di gestire l’eventualità che in presenza di troppi risultati pericolo, si inneschi un fuori pista o testacoda. In questo caso, inoltre, si potrà inoltre scegliere di spendere segnalini focus prima del lancio di un dado, per evitare il lancio, e ottenere immediatamente un risultato positivo.

In qualsiasi caso, sia che si lancino i dadi tutti assieme, sia che si sia scelto di tirarne uno per volta, si conterà il numero di risultati pericolo ottenuti. Se ne avremo ottenuti 3 (o un numero minore in altre condizioni meteo e le gomme montate) innescheremo un testacoda, oppure usciremo di pista, secondo la velocità di marcia:

In caso di testa coda, posizioneremo la macchina girata nella casella corrispondente al dado che ha restituito l’ultimo risultato pericolo, e collocheremo accanto il segnalino di marcia 0. Il prossimo turno sarà sprecato per rigirare la macchina, potremo ripartire al turno ancora successivo.

In caso di fuori pista collocheremo la macchina sul terreno adiacente alla pista, affiancata dal segnalino 00, dovremo aspettare due turni e ripartiremo solo al terzo turno successivo.

E naturalmente in base alla velocità in cui si procede e al tipo di incidente prodotto dovremo pescare un certo numero di danni che ci renderanno ancora più difficile proseguire (riducendo il numero di dadi a nostra disposizione, o la possibilità di superare altri veicoli, o simili). Tuttavia, soprattutto quando corriamo le gare più lunghe potremo scegliere di saltare due turno per andare al pit stop e liberarci di tutti gli effetti dei danni subiti, o per cambiare le gomme montate (perdendo un solo turno).

Se invece saremo riusciti a completare la traiettoria senza uscire di pista (senza cioè ottenere 3 risultati “pericolo”), posizioneremmo l’auto sull’ultima casella, collocando accanto ad essa il segnalino che indica la velocità di marcia attuale.

Rallyman: GT è possibile giocarlo anche in solitario, le ultime due pagine del regolamento sono dedicate proprio a questa modalità di gioco, per il quale sono fornite apposite tabelle che tengono traccia dei turni. Le regole sono praticamente le stesse del gioco standard, con due importanti eccezioni:

(1) – Non si può usare il Pit Stop;

(2) – Ogni turno va registrato sull’apposita scheda (mettendo una crocetta sulla velocità finale usata). A fine partita si moltiplica il numero di crocette di ogni riga per il tempo indicato sulla colonna di destra e si sommano i risultati per trovare il “tempo” massimo utilizzato per un giro di pista, sottraendo 1 secondo per ogni gettone Focus rimasto. Ovviamente dovremo cercare poi di superare il record precedente.

Le tabelle possono poi essere scaricate dal sito della holygames, in caso dovessimo averle usate tutte.

Attenzione agli esagoni mentre si gioca perché si potrebbero spostare un poco. Io non ho mai amato particolarmente i giochi di corse perché li associo al gioco dell’oca; di questo Rallyman: GT devo dire invece che mi è piaciuto perché, consente una pianificazione dl movimento semplice da gestire e dei turni veloci, sia che si lancino i dadi tutti insieme, sia che si scelga la modalità di lancio separato. E poi il tema automobilistico a me piace

L’immedesimazione c’è, ed è data soprattutto dalla pianificazione della traiettoria, con la gestione delle marce e delle frenate; occorrerà analizzar il percorso davanti a noi e trovare la maniera di arrivare al turno successivo con la velocità più alta, o comunque quella che poi ci consentirà di ottimizzare il lancio di dadi nel turno successivo.

Il gioco è molto più avvincente di quanto ci si aspetti; naturalmente l’alea la fa da padrona, soprattutto per l’effetto dei dadi, effetto solo parzialmente moderato dalla possibilità di ritirare un dado per volta e di fermarsi prima del previsto. D’altra parte l’azzardo è senza subbio premiato dall’ottenimento degli utilissimi segnalini focus che potremo successivamente sfruttare per una volata finale in tutta sicurezza.

Le partite variano moltissimo a seconda del circuito scelto ed il numero di giocatori al tavolo: una stessa pista può regalarci corse totalmente diverse con un numero diverso di giocatori.

Rallyman: GT non ha un setup velocissimo e sembrerebbe all’inizio più complicato di quel che effettivamente è: i codici identificativi delle diverse tessere sono un po’ difficili da leggere, e qualche volta si può perdere parecchio tempo a individuare il pezzo indicato nel regolamento.

D’altra parte le regole si assimilano già al primo turno e lo abbiamo proposto con molta facilità ai parenti durante le feste, il tema risulta molto accattivante ed aiuta a superare la prima diffidenza del neofita.

Anche se sono appassionata di F1, personalmente preferisco vedere i piloti reali sulle piste reali, piuttosto che imbarcarmi in una simulazione di gara; i giochi di corse non mi hanno mai appassionata. Ma in questo caso devo dire di essermi molto ricreduta, grazie al fatto che in questo gioco la strategia nella gestione della gare svolge un ruolo non indifferente, dandoci un senso di gestione della corsa che rende la partita più appagante.

Unico neo: uscire di pista e restare fermo fino a due turni può essere davvero un gap difficile da colmare, soprattutto su una partita a giro secco. Anche la sosta al pit stop, nonostante l’indubbia utilità, è abbastanza penalizzante in quanto, avendo molto probabilmente perso tempo già con l’uscita di pista, se ne perde ancora altro per sistemare la macchina. Il tutto ha perfettamente senso, perché in ogni gara automobilistica si perde tempo sia per le uscite di pista che per i pit stop, ma se in una corsa lunga perdite di tempo sono quasi ininfluenti, su una corsa invece a 2 o 3 giri pesano parecchio.

Per il solitario poi su BBG già si trovano nuove piste per Rallyman: GT, ed è possibile giocare con dei BOT, auto controllate da un sistema molto semplice di AI.

Attenzione: la recensione si riferisce al gioco retail, mentre quasi tutti i video o recensioni che trovate su internet fanno riferimento alla versione kickstarter, la quale differisce non poco da questa, per numero di tessere percorso e altri aspetti. Mio figlio aveva provato col padre la versione kickstarter tra l’altro implementata con scenari realizzati in 3d (sì, si trovano on line anche vari progetti gratuiti da stampare in 3d per ottimizzare e rendere più scenografico il gioco) e non avendo trovato tutto quello che si aspettava è rimasto un po’ deluso. Ad onor del vero bisogna dire però che tutto ciò che si trovava nella versione kickstarter può essere aggiunto a questa tramite le espansioni che sono uscite, le quali però non sono tutte facilmente reperibili.

Il commento di mio marito: “allora: metto la prima poi passo in seconda e terza poi freno…a no la seconda già l’ho usata!”

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Dungeon Drop https://www.toymagazine.it/articoli/2905/dungeon-drop/ Tue, 10 Jan 2023 13:12:10 +0000 https://www.toymagazine.it/?p=2905 Si può davvero dire che Dungeon Drop sia stato un acquisto forzato, non potevo di certo immaginare che sarebbe finita così. (*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante: tavolo da 6+ persone) Una domenica mattina decido di rilassarmi, restando a letto ancora un po’. Così mi metto a guardare su youtube la […]

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Si può davvero dire che Dungeon Drop sia stato un acquisto forzato, non potevo di certo immaginare che sarebbe finita così.

  • Numero giocatori:1-4
  • Età: 8+
  • Versione recensita: Raven distribution-uplay (ita)
  • Espansioni e nuove versioni : Dungeon Drop: Dropped to deep – Dungeon Walls- Tavern Tales:legends of Dungeon Drop (inglese) – Dungeon Drop Wizards e Spells (inglese)
  • Autori: Scott R. Smith
  • Ingombro sul tavolo: Medio* (ma dipende)

(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante: tavolo da 6+ persone)

Una partita in corso

Una domenica mattina decido di rilassarmi, restando a letto ancora un po’. Così mi metto a guardare su youtube la presentazione dei giochi in uscita quel mese. Nel frattempo arriva Tommy che, appena svegliato, ha voglia di coccole: così me lo tengo vicino e guardiamo insieme il video. Vengono mostrate delle immagini di Dungeon Drop: Tommaso mi chiede di vedere come si gioca, cosi io cerco un video dimostrativo, ne trovo uno mooolto lungo, che però spiega tutto nel dettaglio e mostra una partita in solitario. Dopo 10 minuti io avrei anche spento, in effetti sono andata a fare colazione, portandomi dietro Tommy che resta incollato al video fino alla fine (ripeto, un video lunghissimooooo).

Quando decide anche lui di fare colazione, così, sorseggiando il suo latte e cacao, mi dice di aver capito benissimo il gioco, e che deve assolutamente averlo per regalo di compleanno perché è in assoluto il gioco più bello che abbia mai visto! Io sono rimasta basita (“F4”, per gli intenditori).

la scatola

Il gioco è effettivamente assolutamente nuovo, lontano da qualsiasi altra cosa noi avessimo mai provato.  È un gioco di avventura, ma talmente astratto che i mostri, gli oggetti e, soprattutto, le stanze sono cubetti colorati. Il gioco sta in una scatola a forma di cubo (un gioco di cubetti in un cubo… la cosa ha fatto andare Tommy in brodo di giuggiole …soprassediamo, va’). Io lo trovo anche abbastanza spaventoso, non tanto per il tema, quanto per l’intavolamento iniziale che vuole un lancio di tutti questi cubetti sul tavolo in maniera casuale.

Ora devo fare una precisazione: in realtà esiste il Dungeon Walls, una struttura che può essere comprata a parte, consistente di 4 pareti che delimiteranno l’area di gioco, per impedire che i cubetti vadano per terra. In più esistono tavoli da gioco, dotati di bordi sufficientemente alti da scongiurare simili inconvenienti, ma noi siamo per il gioco ruspante, quello che “dove capita, va bene”.  Così ogni volta che giochiamo a Dungeon Drop devo praticamente spalmarmi lungo tutta la superficie del tavolo con le braccia tese ad angolo, per creare un argine naturale con il mio corpo. A parte questo aspetto iniziale, che in realtà è molto divertente, il gioco è favoloso e, nella sua astrattezza, molto efficace.

i componenti

 Andiamo ai componenti di Dungeon Drop. Oltre alla scatola, compatta e bellissima, e che è parte del gioco avremo delle Carte veramente ben disegnate e colorate, divise in 3 categorie: Carte RazzaCarte Classe e Carte Missione. Oltre ad essere molto divertenti da vedere, risultano anche estremamente chiare e leggibili. Queste, pescate casualmente (Tommy, naturalmente, se le sceglie…), definiranno i caratteri e le abilità del vostro personaggio, che potrà essere ad esempio un golem meccanico-furfante oppure un elfo dei boschi-ranger e tante altre possibili associazioni improbabili, e stabiliranno il criterio per calcolare i punti (le Carte Missione).

Infine, i famigerati cubetti, di 12 tipologie differenti, caratterizzate per colore, materiale e dimensioni. Ad esempio, i cubetti verdi rappresentano mostri (di valore diverso a seconda della dimensione…in realtà quello più cattivo è il drago, ed è il cubo più grande in assoluto di colore rosso), quelli argentati i Pilastri del Dungeon, quelli di plastica trasparente tre tipi di gemme preziose, e così via.
Dungeon Drop prevede tre modalità di gioco : competitiva, cooperativa ed esplorazione solitaria. In ogni caso, la preparazione del dungeon sarà la stessa: si separano i cubetti grandi da quelli piccoli, riponendo quelli più grandi all’interno della scatola (ci serviranno più tardi). I cubi piccoli, come ho già detto, dovranno essere lanciati sul tavolo di gioco e questa distribuzione casuale creerà il nostro dungeon. Starà a noi individuare le stanze del Dungeon, che dovranno essere formate da tre Cubi Pilastro scelti a formare un triangolo ideale, al cui interno ci potranno essere diversi mostri ma anche molti tesori.

tutto in ordine nella micro scatola

Il gioco competitivo di Dungeon Drop si sviluppa in una durata di 3 turni, nei quali, in primo luogo aggiungeremo un tot di nuovi cubetti pescati alla cieca  e, casualmente lanciati (di nuovo?!) sul tavolo. Poi sceglieremo quale stanza saccheggiare; ovvero l’area compresa tra tre Cubi Pilastro di nostra scelta. Naturalmente dovremo cercare di raccogliere più tesori e meno mostri possibile. In questa fase potremo inoltre usare le abilità specifiche del nostro personaggio. Se nella stanza ci saranno – e ce ne saranno! – dei Mostri riceveremo ferite pari al loro valore di offesa, che eventualmente potremo curare utilizzando i cubetti-pozione in nostro possesso.

esempio di stanze possibili(la verde è vuota mentre la blu contiene una gemma)

Dungeon Drop prosegue in questo modo fino alla conclusione del terzo turno, al termine del quale si passerà a conteggiare il valore dei tesori raccolti, secondo le indicazioni delle rispettive Carte Missione. Il giocatore con il bottino più grande vince la partita.

In questa stanza ci sono 5 tesori ed un mostro

La modalità collaborativa – un po’ più complessa, ma ugualmente avvincente – vede tutti i giocatori impegnati nel tentativo di raccogliere contemporaneamente quanti più tesori possibili. I giocatori dovranno agire in modo coordinato posizionando il proprio meeple all’interno di una stanza, così da ottenere il maggior numero di punti totali per la squadra. Naturalmente occorrerà agire di concerto con gli altri in modo da non creare inutili sovrapposizioni con gli altri giocatori. Per quanto mi riguarda, confesso però che trovo questa modalità piuttosto caotica, e un po’ ostica per i bambini, che avranno difficoltà a comprendere le intenzioni degli altri giocatori. In effetti, i miei sono piuttosto restii a giocare in questa modalità.

La modalità solitaria, invece, è piuttosto interessante. Il gioco prevede infatti livelli successivi di dungeon e noi potremo decidere in quale momento salire di livello, tenendo conto dei tesori guadagnati e dei danni subiti. In ogni fase di gioco potremo vincere o salire di livello soddisfacendo delle condizioni differenti: quando dico “salire di livello” sto dicendo che andremo a raccogliere tutti i cubi e li rilanceremo sul tavolo! (Sì, lo so, questo gioco mi rema contro). L’aspetto più particolare di questa modalità è dato dal fatto che ad ogni passaggio di livello, in effetti potremo decidere di fermare il gioco, annotando il punteggio raggiunto. Questo conferirà longevità al gioco… potremo infatti far passare intere settimane prima di intavolare il livello successivo, sempre che si ricordi dove abbiamo messo il foglio riepilogativo.

Dettaglio di una partita in solitario

Dungeon Drop è un titolo adatto sia a giocatori casuali che a bambini, quest’ultimi idealmente dagli 8 anni in su: in realtà Tommy lo ha voluto per i suoi 6 anni (quando lo ha chiesto ne aveva cinque e poco più) e qui credo si capisca il mio essere basita (“F4”)! Ciononostante, ha potuto giocarlo fin da subito con una facilità estrema, probabilmente grazie alla spiegazione veramente chiara di Al4opiù su youtube.

Le diverse modalità di gioco aggiungono ulteriore varietà, permettendo così esperienze diverse e mai ripetitive.

Dungeon Drop può essere uno stimolo interessante per sviluppare la capacità di visualizzazione geometrica, e di immaginazione tridimensionale: per fare una stanza occorrerà visualizzare sul tavolo il triangolo più performante in quel momento (il dungeon è in evoluzione continua…ricordate il nuovo lancio ad ogni inizio turno?) e questo è un ottimo esercizio visivo. Al tempo stesso, trattandosi di un gioco così fortemente astratto, il bambino dovrà immaginarsi l’avventura, la stanza, il mostro, e così via…Insomma, la geometria diventa favola nel gioco.

Il commento di mio marito: dopo un paio di partite inizierete a dubitare che la geometria sia una scienza esatta

Trovi il gioco (in inglese) qui

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