Gli Ultimi Giorni di Mu è il gioco più particolare della nuova linea lanciata da Lisciani: Rainy Days che guarda ad un pubblico di età maggiore rispetto al suo standard. È un gioco in solitario che ci proporrà sfide sempre nuove: nel corso degli scenari dovremo impedire il declino della civiltà di Mu in modi sempre diversi.

Io non disdegno il solitario, soprattutto se avvincente e devo dire che in Gli Ultimi Giorni di Mu ho trovato pane per i miei denti!

  • Numero giocatori: 1
  • Età: 12+
  • Versione Recensita: Lisciani giochi
  • Autori: Maria Chiara Bagli
  • Ingombro sul tavolo: Medio*

(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante, tavolo da 6+ persone).

In Gli Ultimi Giorni di Mu abbiamo una scatola non piccola in cui trovano alloggiamento vari mazzi di carte oltre a due fascicoli: un regolamento e gli scenari. I mazzi di carte sono raggruppati in un mazzo Mu, il più corposo, e poi 7 piccoli mazzi individuati da un dorso diverso per ogni scenario.

La lettura del regolamento non è immediata, anche se devo dire che dopo un breve approfondimento le piccole incertezze si dissipano abbastanza velocemente. Il materiale è abbastanza buono, e anche se dovremo maneggiare parecchio le carte non ritengo sia necessario imbustarle tutte, mi limiterei solo al mazzo Mu, che sarà quello sempre in gioco.

La partita tipo di Gli Ultimi Giorni di Mu, ha più o meno questa scaletta:

Setup del gioco, abbastanza veloce: posizioniamo la carta che definisce gli spazi di gioco sul tavolo, poi posizioniamo le carte regione, il mazzo Mu e le carte dello scenario, seguendo le indicazioni della carta stessa. Le carte dello scenario e le indicazioni di vittoria vengono descritte dal fascicolo degli scenari. Solitamente si tratta di popolare tutte le carte regioni, e/o di soddisfare specifiche richieste di produzione nella fucina, o cose simili. In ogni caso non useremo mai tutte le carte, ma solo una parte, così che anche a voler rigiocare lo stesso scenario, avremo carte sempre potenzialmente diverse.

Effettuato il setup, il gioco si articola in due fasi che si ripeteranno fino ad arrivare alla fine della partita, con una vittoria od una sconfitta.

La fase Decisione: si pescano 2 carte Mu e si sceglie come utilizzarle: a seconda di quale metà della carta andiamo ad attivare (superiore o inferiore), potremmo:

  • popolare: mettere la carta sotto ad una regione dal lato civiltà
  • usare un effetto: utilizzando la metà con lo sfondo più scuro possiamo attivare l’effetto della carta, ad esempio abbassare il valore popolazione di una carta posta sotto ad una regione, oppure permettere di eliminare carte, vedere carte dal mazzo, etc etc

Possiamo inoltre accumulare cristalli di energia posizionando la carta accanto alla fucina: la carta fucina dirà quali e quanti cristalli possiamo accumulare ed attiverà azioni (le invenzioni) extra una volta soddisfatte le richieste specifiche. Utilizzare le invenzioni della fucina è un’azione che possiamo fare in qualunque momento nella fase decisione, ma in questo caso, naturalmente, scarteremo le carte utilizzate per attivare l’invenzione.

La fase il tempo scorre: si rivela una carta Mu e si scarta nella pila del tempo, quando nella pila del tempo avremo scartato un certo numero di carte (diverso in base agli scenari), le scarteremo e riveleremo una nuova carta scenario applicandone gli effetti.

Nel popolare le carte regione dovremo soddisfare specifici requisiti, spesso molto stringenti, e solo quando avremo soddisfatto esattamente le richieste potremo girare la carta regione sul lato completata: a questo punto potremo aggiungere carte senza limiti, e attivare specifiche azioni extra che potremo sfruttare.

La partita di Gli Ultimi Giorni di Mu termina quando:

  • sono state completate le 4 regioni ed abbiamo raggiunto gli obiettivi dello scenario,
  • dobbiamo rilevare una nuova carta scenario ma sono terminate,
  • dobbiamo pescare dal mazzo Mu ma sono terminate.

La grafica delle carte di Gli Ultimi Giorni di Muci restituisce la sensazione di decifrare un linguaggio arcaico, tramite una iconografia abbastanza chiara ma alla quale sicuramente alla prima partita dovremo abituarci. Questo contribuisce in effetti all’ambientazione del gioco che quanto a meccanica è piuttosto astratto, e ci porterà a concentrarci sui simboli molto più che sulla storia. Il gioco è a mio parere molto avvincente, gli scenari sono di difficoltà sempre maggiore e assolutamente non facili da superare, in particolare, per uno scenario che richiede ad ogni carta svelata condizioni diverse di popolamento, ho trovato che la pesca fortuita delle carte influisca tantissimo nella possibilità di riuscita, perciò il fattore aleatorio non è assolutamente marginale.

Una strategia a lungo termine non può esserci, perché tutto è determinato dalla pesca momentanea delle carte, e tenderemo ad elaborare e rielaborare la tattica più volte, cercando di ottimizzare le carte disponibili momento.

In Gli Ultimi Giorni di Mu la pesca delle carte unita alla possibilità di inserire carte non utilizzate in una partita precedente assicura una elevata rigiocabilità, e consente di provare più volte uno stesso scenario: cosa che vorremo sicuramente fare, soprattutto se non abbiamo raggiunto gli obiettivi fissati.

A chi lo suggerisco? A chi non disdegna di giocare in solitario, con una punta di alea nella pesca delle carte e cerca una sfida non facile.

Io ho giocato alcuni scenari in coppia con mio marito: infatti il meccanismo di gioco non impedisce la possibilità di un gioco in squadra, valutando le opzioni e definendo la strategia insieme. Se poi il vostro compagno di gioco dovesse risultare troppo prepotente potrete sempre tornare al gioco in solitario.

Il commento di mio marito: ” popoliamo!”