I miei figli, sono stati portati al lato oscuro dal padre, io ho cercato poi di farli appassionare a Star Trek, ma oramai il danno era fatto!

la scatola

Amando molto Pandemia dopo pochissimo dall’uscita di Star Wars – The Clone Wars, che riprende il pandemic system (e si sulla scatola si trova scritto cosi) non si poteva non prenderlo, infatti mio marito non se lo è fatto scappare e da tantissimo tempo è giocato da tutti noi con molta soddisfazione.

  • Numero giocatori:1-5
  • Età: 14+
  • Casa Editrice Recensita: Asmodee
  • Autori: Alexandar Ortloff e Atha Kanaani
  • Ingombro sul tavolo: Medio*

(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante, tavolo da 6+ persone).

tutto al suo posto dentro la scatola

Partiamo dai materiali perché Star Wars – The Clone Wars è strapieno di miniature (piccoline) belline belline, ci sono 7 Jedi, che andremo ad interpretare, ed i 4 cattivi Sith e poi una vagonata di droidi e 3 navi.

Le miniature sono in plastica forse un filino delicate se giochiamo con bambini, diciamo che se maneggiate male potrebbero fare la fine dei classici soldatini di plastica a cui mancano sistematicamente arti vari.

In realtà tutto il materiale è ottimo, il tabellone è spesso e fa scena, ogni Jedi ha un suo mazzo di carte ed ogni Sith ha una scheda ed un suo mazzo di carte, inoltre c’è un mazzo delle missioni poi ci sono i mazzi classici di pandemia che in questo caso sono: carte invasione e carte squadra, avremo vari segnalini in plastica resistente e molto belli da vedere oltre ad un dado a 10 facce. Se avete letto la recensione di Pandemia (altrimenti la trovate qui) avrete già capito che in realtà questo gioco ha parecchie varianti ed è questo che ne giustifica l’esistenza in una libreria che contiene Pandemia.

l’effetto sul tavolo

Star Wars – The Clone Wars si gioca in due fasi, proprio come Pandemia, prima gioca il Jedi che avrà fino a 4 azioni a disposizione, poi gioca il Sith che avrà condizioni diverse a seconda del cattivo scelto. I Jedi possono, oltre ad usare una propria capacità specifica:

  • spostarsi, in questo caso volare da un pianeta ad un altro,
  • rinforzarsi prendendo carte squadra,
  • attaccare i nemici adoperando il dado e le nostre carte in mano,
  • tentare una missione, anche qui useremo il dado e le carte in mano,

naturalmente essendo un cooperativo se ci saranno più Jedi su uno stesso pianeta si potranno usare le carte di tutti i Jedi presenti e questo è fondamentale nel gioco in quanto spesso le richieste di carte sono superiori a quelle che possiamo avere in mano (solo 7).

Nella seconda fase gioca il Sith che non è altro un sistema automa un po’ più complesso.

Si pesca 1 carta dal mazzo del malvagio, risolvendone l’effetto e scartandola a faccia in su nella pila degli scarti del malvagio poi si rivela dalla cima del mazzo delle invasioni un numero di carte invasione pari all’attuale livello di invasione (mostrato dall’indicatore di invasione, proprio come in pandemia); per ogni carta rivelata, si colloca 1 droide sul pianeta corrispondente e si scarta a faccia in su la carta nella pila degli scarti delle invasioni. Se il droide da piazzare è il quarto si verifica una occupazione (il segnalino minaccia avanza di 1 casella e sul pianeta occupato viene posizionata una nave d’assedio).

La minaccia può avanzare anche quando si deve collocare un droide o una nave da assedio e non ne è rimasto alcuno nella riserva, oppure se un giocatore deve avanzare il segnalino invasione ma non ci sono ulteriori caselle.

Se il segnalino minaccia arriva nella casella in fondo all’indicatore di minaccia, i giocatori perdono immediatamente la partita! (come in pandemia)

Quando i giocatori completano l’ultima carta missione, girano immediatamente la scheda del malvagio e risolvono tutti gli effetti “Preparazione Del Finale” su di essa; ogni scheda del malvagio indica cosa i giocatori devono fare per completare quel finale e vincere la partita.

In buona sostanza vincere a Star Wars – The Clone Wars è molto complicato, non è che in pandemia sia più semplice in effetti!

Inoltre i 4 Sith hanno gradi di difficoltà crescenti perchè è oggettivo che un Sith che si chiami Assajj Ventress (i miei figli l’hanno ribattezzata ventresca…) non possa essere cattivo e quindi difficile da battere quanto il Conte Dooku. Unica nota un po’ deludente è la mancanza dei cattivi più cattivi e cioè Darth Vader e l’imperatore Palpatine (magari prima o poi arriveranno). Se non bastasse il gioco prevede un numero di missioni crescente per innalzare il livello di difficoltà (ma davvero qualcuno ne sente il bisogno?)

partita in corso

Star Wars – The Clone Wars è bello in maniera imbarazzante perché, a parte l’effetto sul tavolo pazzesco, le meccaniche di pandemia sono usate ed adattate in maniera magistrale e si sente tantissimo il tema di Star Wars, riuscendo a ridare ai Jedi ed ai Sith le capacità giuste che aiutano ad immergersi nelle battaglie di Star Wars, insomma anche io (team star trek) sono capitolata con questo gioco.

miriadi di oggetti

L’età definita sulla scatola a mio avviso è un po’ troppo alta, Star Wars – The Clone Wars proprio perché cooperativo permette di essere giocato anche da bambini dai 9 anni, certamente come in tutti i cooperativi c’è il rischio dell’alpha player, e cioè di qualcuno che definisca le strategie da usare in maniera troppo preponderante, così da inibire gli altri giocatori. Se siete amanti di Star Wars questo titolo è perfetto, se siete amanti di Pandemia, questo titolo è perfetto, se amate Star Trek, facciamo class action e chiediamo che venga prodotto un Pandemic Star Trek! Nel frattempo credo potrà piacervi lo stesso giocare questo titolo.

Il commento di mio marito: “Tommaso, sono tuo padre!”