Eriantys è arrivato in periodo pre Natalizio e facendo scegliere a mio marito cosa prendere, vedi che a Natale siamo tutti più buoni!
Eriantys è un gioco di maggioranze che si gioca in due o tre giocatori oppure in 4 giocatori ma in squadra, è un gioco altamente strategico, abbastanza semplice nelle regole ma da non sottovalutare perché risulta più profondo e strategico quando lo si gioca rispetto alla sensazione che la spiegazione può dare. Io e Paolo lo abbiamo giocato da subito coi nostri figli perché oramai sono ampiamente nell’età definita dalla scatola, direi che la sensazione è quella di un gioco che mal si presta ad asser proposto a bambini più piccoli dell’età consigliata.

- Numero giocatori: 2-4
- Età: 8+
- Casa Editrice Recensita: Cranio creations
- Autori: Leo Colovini e Alessandro Costa
- Ingombro sul tavolo: Medio*
(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante, tavolo da 6+ persone).

Eriantys è una versione riveduta e ampliata di un gioco sempre di Leo Colovini che è Carolus Magnus, ma in questa versione avremo degli studenti (draghetti, fatine, folletti, unicorni e ranocchi) che si presentano alle porte delle scuole, con la speranza di essere ammessi nella grande sala e poter ammirare i famosi professori del proprio regno.


Noi saremo una delle 4 scuole che concorre per avere più studenti e quindi assoldare i professori e costruire più torri sulle isole celate dalle nuvole.
Per poter vincere ad Eriantys occorre sia pianificare con attenzione le proprie mosse che cercare di indovinare quelle dei nostri avversari e questo ho notato che mio figlio di 8 anni lo faceva con un po’ di difficoltà, perciò un bambino più piccolo non credo riuscirebbe a farlo.

Eriantys ha componenti molto belli e curati, le carte (di non particolare robustezza) sono illustrate magnificamente, abbiamo poi dei cartoncini molto robusti che definiscono le isole e le nuvole, poi troviamo una miriade di elementi in legno sagomati e colorati, tutti stupendi a partire dalle torri di tre colori (le nere e le bianche sono più delle grigie, non c’è errore, ma io appena aperta la scatola prima di leggere il regolamento ho avuto un attimo di scoramento pensando di dover chiedere i componenti mancanti) abbiamo poi gli studenti che sono pedine piccoline sagomate bellissime e poi 5 pedine professore leggermente più grandi.
Per non parlare del token grandissimo di madre natura. Le plance giocatore le trovo bellissime fatte su due livelli di cartoncino per avere l’alloggiamento dei vari token senza che si possano muovere durante il gioco. Ci sono infine monete in cartoncino, tessere divieto ed un bellissimo sacchetto in tessuto.

Eriantysè un competitivo che, se giocato in 4, sarà a squadre e quindi ogni giocatore avrà i suoi studenti e le sue maggioranze ma potrà contare anche le maggioranze del suo partner nel momento in cui si costruiscono le torri.

Il round di gioco in Eriantys inizia con il mettere degli studenti pescati dal sacchetto sulle tessere nuvola e poi ogni giocatore sceglierà dal proprio mazzo una carta assistente da giocare in quel turno: questa riporta due valori, l’ordine di gioco e lo spostamento di Madre Natura. Stabilito l’ordine di gioco, si passa alla fase azione, in cui si inizia spostando tre studenti in attesa sulla nostra plancia. Possiamo scegliere di spostarli nella nostra sala, mettendoli al nostro tavolo, o su una delle isole.
Nel primo caso dovremo controllare se il tavolo accoglie più studenti di quel tipo rispetto agli altri giocatori, in tal caso ci aggiudichiamo anche il professore corrispondente. Nel secondo caso invece faremo aumentare il numero di studenti dell’isola, incrementando anche l’influenza su quel colore di studente.

Fatto questo si muove Madre Natura: la sua pedina si sposta sempre in senso orario e di almeno una casella, ma al massimo del numero riportato dalla carta assistente. Una volta spostata si controlla cosa accade sull’isola di arrivo: se sull’isola non ci sono ancora Torri, il giocatore con influenza maggiore (chi ha più studenti sull’isola del colore corrispondente al professore che controlla) ne può costruire una.
Se invece Madre Natura atterra su un’isola già controllata, allora bisogna verificare che l’influenza non sia cambiata nel frattempo, e in quel caso cambiare il colore della Torre costruita.
Infine si controlla se le isole adiacenti hanno già una Torre dello stesso giocatore: in quel caso le isole si attraggono e uniscono diventando un agglomerato di tessere con una torre ciascuna. Una volta unite, le tessere non si possono più dividere e per quanto riguarda il movimento di Madre Natura, vengono considerate come una tessera unica ed al prossimo passaggio di Madre Natura, se l’influenza dovesse essere cambiata, tutte le Torri verranno sostituite contemporaneamente.

Il turno termina scegliendo una Tessera Nuvola da cui prendere gli studenti in attesa per collocarli davanti al portone della scuola e così si ricomincia.
I turni sono molto rapidi ed il gioco termina se rimangono solo tre gruppi di isole unificate o se terminano gli studenti dalla riserva o ancora quando finiscono le carte assistente. A quel punto non resta che controllare quale giocatore ha più Torri costruite e decretarlo quindi vincitore.
Eriantys è un gioco che troviamo piacevole, i miei figli devono abituarsi a questo tipo di meccanica che per loro è nuova perciò lo guardano ancora con un misto di diffidenza e fascinazione che il tema esercita su di loro.
Il commento di mio marito: “strategico e non banale”











