Appena arrivato il corriere, Tommy si è lanciato ad aprire il pacco, ha preso A Sky of Star e subito lo ha intavolato!

A Sky of Star è, credo , l’unico gioco ad essere stato giocato entro i 10 minuti dall’arrivo del pacco, e lo abbiamo giocato senza bisogno di leggere il regolamento…

la scatola
  • Numero giocatori: 3-6
  • Età: 8+
  • Casa Editrice recensita: GateOnGames
  • Autori: Guido Albini, Roman Kuteynikov
  • Ingombro sul tavolo: Minimo*

(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante, tavolo da 6+ persone).

tutto in ordine

A Sky of Star ha una scatola contenuta, bellissima nell’illustrazione, in cui troviamo molto ben alloggiato tutto il materiale che ci servirà, e cioè: 6 plance giocatore con disegnato un cielo stellato, e un riquadro per registrare il punteggio dei 3 round che compongono una partita; poi un dado a 12 facce, 6 mazzi personali di 5 carte ed un mazzo comune con le parole da disegnare/indovinare (dalla grafica bellissima: in ogni carta è disegnata una diversa costellazione); due pacchetti di 6 pennarelli bianchi cancellabili (apprezzatissimo il fatto di far trovare già inclusi dei pennarelli di riserva). Il regolamento è cortissimo, e molto chiaro, anche perché le regole sono semplicissime. Tommaso, poi, adora il fatto che la scatola sia liscissima (ognuno ha le sue griglie di valutazione…)

partita in corso

Fatto sta che, appena arrivato A Sky of Star, abbiamo dovuto intavolarlo subito e poiché Antonio non c’era e il numero minimo di giocatori è di 3, Tommy ha sapientemente fatto leva sul senso di colpa del padre per convincerlo a giocare con noi. Abbiamo giocato 3 partite di seguito… questo fa già capire quanto il gioco sia veloce, e come a ciascuna partita venga subito voglia di aggiungerne altre… in effetti, quel giorno siamo riusciti a fermarci solo perché ad un certo punto Antonio usciva da scuola e dovevamo andare a prenderlo.

A Sky of Star è, tecnicamente, un Roll & Write, cioè: “tiri il dado e scrivi”, e con questo abbiamo già coperto gran parte delle regole, e secondo me è un buon party game.

le carte

Il gioco si articola in due fasi: Disegno e votazione. Nella prima fase ciascun giocatore pescherà dal proprio mazzo personale una carta, che terrà nascosta, indicante un numero da 1 a 5. Poi si girerà una carta dal mazzo comune, nella quale sotto il disegno di una costellazione reale, troveremo 5 parole (contrassegnate da altrettanti numeri). E ovviamente ciascuno dovrà cercare nella fase successiva l’oggetto descritto dalla parola corrispondente al numero pescato. Bello che la lista degli oggetti da disegnare presenta oggetti molto molto simili, fatto che aumenta di molto le difficoltà di interpretazione dei soggetti disegnati.

le plance

A questo punto ciascun giocatore sceglie sulla propria plancia una stessa, dalla quale inizierà a disegnare. Poi, ad ogni turno si tirerà il dado a dodici facce, il quale indicherà ogni volta a quale tipologia di stella potremo collegare la nostra stella iniziale. Con la stessa procedura cercheremo via via di collegare le stelle presenti sulla plancia, creando così la costellazione rappresentante il soggetto individuato nella fase di pesca. Si continuerà fin quando uno dei giocatori, ritenendo di aver sufficientemente raffigurato il proprio soggetto, non chiamerà lo stop, decretando per la fine della fase disegno (gli altri potranno solamente tracciare un’ultima linea, collegando una stella a piacere).

Tommy prova subito i pennarelli

Ora si apre la fase di votazione: ciascun giocatore sottoporrà la costellazione disegnata al giudizio degli altri, che dovranno capire quale dei cinque oggetti abbia cercato di rappresentare. Ogni giocatore guadagnerà poi un certo punteggio determinato e dalle costellazioni altrui che avrà saputo indovinare e dal numero degli altri giocatori che saranno riusciti ad indovinare la sua.

Si procederà ripetendo queste fasi alla stessa maniera anche nei seguenti due turni. Attenzione però: le costellazioni già disegnate nei turni precedenti non saranno cancellate, così che il margine di scelta sulla plancia si andrà via via restringendo; se non si presta attenzione, al terzo round ci si potrebbe trovare in seria difficoltà a disegnare qualsiasi cosa.

Al termine della partita vincerà chi avrà conseguito un maggior numero di punti nel totale dei tre turni. Ci sono poi dei bonus maggioranza in base al numero di stelle dello stesso colore utilizzate nel disegno di ciascuno giocatore.

i pennarelli

C’è un però: i pennarelli risultano difficili da cancellare, bisogna strofinare parecchio per cancellare i segni fatti, e già dopo la prima partita Tommy, che forse aveva calcato troppo si è ritrovato a disegnare su di una specie di nebulosa. Ci siamo allora dovuti inventare un rimedio, che in effetti abbiamo trovato, creando una specie di copertina di plastica trasparente (avevamo appena finito di foderare i testi scolastici…) su cui i pennarelli scrivono benissimo e si cancellano altrettanto bene. Se dunque intendete giocare con bambini abbastanza piccoli, vi consiglio di utilizzare questo escamotage, che aiuterà sicuramente ad allungare la vita delle plance di A Sky of Star.

l’escamotage

Ci siamo alzati dal tavolo piacevolmente colpiti dalla semplicità e dal divertimento che questo titolo produce. I risultati dei nostri tentativi di disegno sono quasi sempre esilaranti e ovviamente, nella fase votazione, la fantasia interpretativa si sbizzarrisce. L’età indicata la trovo azzeccata anche perché facendo giocare bambini più piccoli si rischia che calcando troppo, rovinino i pennarelli; ma soprattutto perché un bambino troppo piccolo non ha sufficienti capacità astrattive per individuare un disegno coerente secondo le indicazioni del dado…oddio, anche noi adulti non è che siam riusciti così bene… Io ho già deciso che A Sky of Star si aggiungerà alla borsa che di solito portiamo in giro durante le feste. Infatti è perfetto per tutti, neofiti, nonni, zii e passanti.

Il commento di mio marito: non andare via, non ci abbandonare, stella steeeella miaaaa…