Santorini è stato forse il primissimo gioco entrato in casa nostra; sicuramente è stato il primo scelto da Paolo.
Santorini è a tutti gli effetti un gioco scacchistico, nato da una campagna su kickstarter, alla quale dobbiamo la componentistica, semplicemente magnifica.

- Numero giocatori: 2-4
- Età: 8+
- casa editrice recensita: Spin Master
- Autori: Gordon Hamilton, Lina Cossette e David Forest
- Espansioni: Il vello d’oro
- Ingombro sul tavolo: Medio*
(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante: tavolo da 6+ persone)
Santorini ha una plancia che si monterà su un supporto di plastica, rappresentante una scogliera, molto scenografica come cosa, anche se assolutamente superflua ai fini del gioco… ma oramai chi mi legge sa che io adoro tutto ciò che può essere esteticamente bello da vedere anche se non serve.

Avremo 3 coppie di lavoratori che sono delle miniature di plastica rigida, ben fatte, magari il volto non è tra i più rassicuranti in giro, ma son sicura che chi di solito pittura le miniature avrà dei personaggi bellissimi, i nostri rimarranno sempre un po’ inquietanti.

Il pezzo forte di Santorini sono a mio avviso i palazzi, che si compongono di tre piani in plastica bianca più la cupola, in plastica blu. Finita la partita vi troverete davanti veramente una piccola Santorini costruita sulla scogliera! Infine Santorini contiene anche delle carte Divinità che non siamo costretti ad utilizzare, ma che introducono delle varianti di movimento durante la partita.

Il regolamento è semplicissimo e brevissimo, perché questo gioco si distingue per una meccanica tanto semplice quanto efficace.


Nel proprio turno, ogni giocatore deve obbligatoriamente muovere uno dei suoi due lavoratori in una delle otto caselle circostanti (purché libere da altre pedine) e poi costruire, sempre in una delle caselle intorno a sé un piano terra, oppure aggiungendo un nuovo piano su una casella già edificata; nel muoverci potremo anche scalare gli edifici esistenti, sempre salendo di massimo un piano (se abbiamo il nostro lavoratore a terra questo potrà, muovendosi, salire su un primo piano di un edificio ma non su un secondo o terzo). Potremo salire e costruire su qualsiasi palazzo, indipendentemente da chi abbia iniziato a costruirlo. Vincerà il primo che riuscirà a salire su un terzo piano, naturalmente possiamo impedire che questo accada costruendo la copertura a cupola. In realtà c’è anche una condizione di vittoria indiretta e cioè: il fatto cioè che nessuna delle pedine del nostro avversario sia più in grado nè di muovere nè di costruire.
Santorini è semplicemente una partita a scacchi tridimensionali, almeno finchè si gioca in due giocatori e senza usare le carte divinità!

Durante la partita cercheremo di costruire i nostri edifici, facendo arrampicata, ma allo stesso momento cercheremo di intralciare il più possibile il movimento dell’avversario cercando di intrappolare i suoi lavoratori, costruendo piani su piani sugli edifici che lo circondano. La strategia è variabile: dovremo valutare le le possibilità di movimento e costruzione del nostro avversario, anticipando gli sviluppi possibili del gioco. In questo una mente abituata agli scacchi sarà fortemente agevolata: a differenza però degli scacchi, che richiedono studio e applicazione notevole, per esser giocati appieno, Santorini è adatto a tutti e si gioca facilmente anche senza essere Karpov.

In due giocatori si possono introdurre le carte divinità, che diventano invece obbligatorie se si gioca in 4; e forniscono ai giocatori delle abilità aggiuntive che potranno essere usate durante il corso della partita. Ogni giocatore può usufruire di una sola carta divinità.
In una partita a 3 giocatori l’ultimo a rimanere in gara avrà vinto
In una partita a 4 giocatori ci si dividerà in squadre composte da 2 giocatori ,ognuno con una propria carta divinità. In questo caso la vittoria va assegnata alla squadra e non al giocatore.

La durata di una partita a Santorini che sia in 2 o in 4 rimane super contenuta, il che lo rende molto facile da intavolare. Mio padre lo ha apprezzato tantissimo: sicuramente aiuta il fatto che lui adora giocare a scacchi! Anche i miei figli lo trovano bellissimo, ed anche loro amano molto gli scacchi… io non li amo così tanto, perciò non sono entusiasta come loro, ma l’effetto scenografico che va via via componendosi nel gioco sopperisce la mia incapacità di entusiasmarmi, risultando veramente piacevole, a piccole dosi.

Il commento di mio marito: Bello bello. Ma sconsigliatissimo in 3.










