Il verme è tratto ce lo hanno fatto conoscere Francesco e Luisa, una sera, a cena da noi. Tommaso era piccolo, anzi piccolissimo, ma ha visto la quantità di dadi che stavano nella scatola, e i simpaticissimi vemiciattoli… fu amore a prima vista !
- Numero giocatori:2-7
- Età: 8+
- versione recensita: regenwormen della 999 games
- versione italiana: giochiuniti
- Autori: Reiner Knizia, Doris Matthaus
- Ingombro sul tavolo: Minimo*
(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante: tavolo da 6+ persone)
Il verme è tratto è un gioco in una scatolina veramente piccola, che oltre al regolamento deve contenere soltanto 8 dadi a 6 facce (con un bel vermiciattolo al posto del 6) e delle tesserine simil-domino numerate dal 21 al 36, nella parte superiore, e da un certo numero di vermiciattoli in quella inferiore.

Il gioco si spiega presto: tireremo i dadi finché ne avremo voglia, scegliendo ogni volta di rimuovere tutti i dadi recanti un certo numero (o un verme), e ritireremo tutti quelli rimasti. Dopo il nuovo lancio, dovremo fare lo stesso, non essendoci però possibile rimuovere i dadi recanti un risultato già scelto in precedenza. L’obiettivo sarà ottenere, dalla somma dei dadi messi da parte, un numero equivalente ad una delle tesserine disposte sul tavolo, così da appropriarci dei vermiciattoli rappresentanti nella sua parte inferiore (da 1 a 3, secondo il valore del numero conseguito). Se la tessera del numero corrispondente al risultato raggiunto è già stata presa da un altro giocatore, potremo rubarla al proprietario (fin quando è visibile in cima alla sua pila personale, tipo “rubamazzo”) oppure dovremo accontentarci di prendere dal tavolo una tessera di numero inferiore.
Saremo noi a decidere ogni volta se lanciare i dadi rimasti o accontentarci del risultato ottenuto. Naturalmente dovremo cercare di ottenere un risultato perlomeno superiore al 21 (altrimenti non potremo guadagnare nessuna tessera), cercando tuttavia di non “sballare”, di trovarci cioè nella situazione di non poter mettere da parte nessun dado perché i valori usciti sono già stati presi.
Inoltre, non potremo prendere tessere dal tavolo, se fra i dadi messi da parte non ve ne è almeno uno con la faccia del verme (che nel conteggio dei risultati vale come fosse un 5).
In tutti i casi in cui non saremo in grado di prendere tessere dal tavolo, dovremo restituire l’ultima tessera eventualmente presa, rimetterla a disposizione sul tavolo, girando però la tessera presente col valore più alto, che in tal modo diverrà indisponibile fino alla fine della partita (è fondamentale per porre un termine al gioco!).

Il verme è tratto esige una certa capacità di calcolo strategico. E’ fondamentale capire quando fermarsi o rilanciare, per non sballare e perdere così tessere preziose; si punta tutto sulla eventualità statistica che escano i numeri che mancano. Naturalmente però la fortuna sarà determinante: se siete come Tommaso e Francesco, potreste ottenere 4 vermi con un solo tiro (da prendere ad occhi chiusi); se siete fortunati come me, sballerete con 2 tiri di dadi. Il gioco finisce quando viene presa l’ultima tessera disponibile e vincerà il giocatore che ha catturato il maggior numero totale di vermi.
Il verme è tratto è un giochino divertente che ha forse come unica pecca la possibilità di diventare un po’ troppo lungo, soprattutto quando non viene giocato a pieno numero. Alcune tessere hanno un punteggio molto alto, per ottenerle occorrerà un tiro moolto fortunato e aspettare che questo accada quando si gioca in 3 rischia di essere logorante.
Dopo quella famosa sera, Tommaso ha chiesto di prendergli Il verme è tratto per giorni e giorni. Ogni volta che capitavamo da Luisa e Francesco correva a cercarlo nella loro libreria e chiedeva di giocarci. Lui adorava prendere i vermi e tirare i dadi, che naturalmente dovevamo contare noi, visto che all’epoca non sapeva farlo…

Alla fine il gioco è arrivato anche nella nostra libreria, e anche se è cresciuto Tommy continua a giocarlo con gusto: arrivato alle elementari, anzi, questo gioco è stato un valido aiuto per imparare le addizioni a mente. Il gioco seppur leggero e semplicissimo nelle regole è un piccolo gioiellino: qui naturalmente il merito va all’ideatore, che è specializzato in questo genere: Knizia (autore anche di Callisto) è un autore importante e capace. Il materiale è buonissimo, con i dadi in legno e le tessere in plastica dura resistentissime. Inoltre, è giocabilissimo indipendentemente dalla lingua: basti pensare che noi lo abbiamo comprato nella versione tedesca.
Che dire? Se piacciono i giochi di fortuna e con i dadi, o semplicemente se si vuole un filler divertente e rapido, questo gioco fa il caso vostro!
Il commento di mio marito: GIOCATO CON BAMBINI MOLTO PICCOLI, FINIRà PER DIVENTARE UNA CACCIA AL VERME, SENZA CONTEGGI TROPPO SOFISTICATI











