Si può davvero dire che Dungeon Drop sia stato un acquisto forzato, non potevo di certo immaginare che sarebbe finita così.
- Numero giocatori:1-4
- Età: 8+
- Versione recensita: Raven distribution-uplay (ita)
- Espansioni e nuove versioni : Dungeon Drop: Dropped to deep – Dungeon Walls- Tavern Tales:legends of Dungeon Drop (inglese) – Dungeon Drop Wizards e Spells (inglese)
- Autori: Scott R. Smith
- Ingombro sul tavolo: Medio* (ma dipende)
(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante: tavolo da 6+ persone)

Una domenica mattina decido di rilassarmi, restando a letto ancora un po’. Così mi metto a guardare su youtube la presentazione dei giochi in uscita quel mese. Nel frattempo arriva Tommy che, appena svegliato, ha voglia di coccole: così me lo tengo vicino e guardiamo insieme il video. Vengono mostrate delle immagini di Dungeon Drop: Tommaso mi chiede di vedere come si gioca, cosi io cerco un video dimostrativo, ne trovo uno mooolto lungo, che però spiega tutto nel dettaglio e mostra una partita in solitario. Dopo 10 minuti io avrei anche spento, in effetti sono andata a fare colazione, portandomi dietro Tommy che resta incollato al video fino alla fine (ripeto, un video lunghissimooooo).
Quando decide anche lui di fare colazione, così, sorseggiando il suo latte e cacao, mi dice di aver capito benissimo il gioco, e che deve assolutamente averlo per regalo di compleanno perché è in assoluto il gioco più bello che abbia mai visto! Io sono rimasta basita (“F4”, per gli intenditori).

Il gioco è effettivamente assolutamente nuovo, lontano da qualsiasi altra cosa noi avessimo mai provato. È un gioco di avventura, ma talmente astratto che i mostri, gli oggetti e, soprattutto, le stanze sono cubetti colorati. Il gioco sta in una scatola a forma di cubo (un gioco di cubetti in un cubo… la cosa ha fatto andare Tommy in brodo di giuggiole …soprassediamo, va’). Io lo trovo anche abbastanza spaventoso, non tanto per il tema, quanto per l’intavolamento iniziale che vuole un lancio di tutti questi cubetti sul tavolo in maniera casuale.
Ora devo fare una precisazione: in realtà esiste il Dungeon Walls, una struttura che può essere comprata a parte, consistente di 4 pareti che delimiteranno l’area di gioco, per impedire che i cubetti vadano per terra. In più esistono tavoli da gioco, dotati di bordi sufficientemente alti da scongiurare simili inconvenienti, ma noi siamo per il gioco ruspante, quello che “dove capita, va bene”. Così ogni volta che giochiamo a Dungeon Drop devo praticamente spalmarmi lungo tutta la superficie del tavolo con le braccia tese ad angolo, per creare un argine naturale con il mio corpo. A parte questo aspetto iniziale, che in realtà è molto divertente, il gioco è favoloso e, nella sua astrattezza, molto efficace.

Andiamo ai componenti di Dungeon Drop. Oltre alla scatola, compatta e bellissima, e che è parte del gioco avremo delle Carte veramente ben disegnate e colorate, divise in 3 categorie: Carte Razza, Carte Classe e Carte Missione. Oltre ad essere molto divertenti da vedere, risultano anche estremamente chiare e leggibili. Queste, pescate casualmente (Tommy, naturalmente, se le sceglie…), definiranno i caratteri e le abilità del vostro personaggio, che potrà essere ad esempio un golem meccanico-furfante oppure un elfo dei boschi-ranger e tante altre possibili associazioni improbabili, e stabiliranno il criterio per calcolare i punti (le Carte Missione).
Infine, i famigerati cubetti, di 12 tipologie differenti, caratterizzate per colore, materiale e dimensioni. Ad esempio, i cubetti verdi rappresentano mostri (di valore diverso a seconda della dimensione…in realtà quello più cattivo è il drago, ed è il cubo più grande in assoluto di colore rosso), quelli argentati i Pilastri del Dungeon, quelli di plastica trasparente tre tipi di gemme preziose, e così via.
Dungeon Drop prevede tre modalità di gioco : competitiva, cooperativa ed esplorazione solitaria. In ogni caso, la preparazione del dungeon sarà la stessa: si separano i cubetti grandi da quelli piccoli, riponendo quelli più grandi all’interno della scatola (ci serviranno più tardi). I cubi piccoli, come ho già detto, dovranno essere lanciati sul tavolo di gioco e questa distribuzione casuale creerà il nostro dungeon. Starà a noi individuare le stanze del Dungeon, che dovranno essere formate da tre Cubi Pilastro scelti a formare un triangolo ideale, al cui interno ci potranno essere diversi mostri ma anche molti tesori.

Il gioco competitivo di Dungeon Drop si sviluppa in una durata di 3 turni, nei quali, in primo luogo aggiungeremo un tot di nuovi cubetti pescati alla cieca e, casualmente lanciati (di nuovo?!) sul tavolo. Poi sceglieremo quale stanza saccheggiare; ovvero l’area compresa tra tre Cubi Pilastro di nostra scelta. Naturalmente dovremo cercare di raccogliere più tesori e meno mostri possibile. In questa fase potremo inoltre usare le abilità specifiche del nostro personaggio. Se nella stanza ci saranno – e ce ne saranno! – dei Mostri riceveremo ferite pari al loro valore di offesa, che eventualmente potremo curare utilizzando i cubetti-pozione in nostro possesso.

Dungeon Drop prosegue in questo modo fino alla conclusione del terzo turno, al termine del quale si passerà a conteggiare il valore dei tesori raccolti, secondo le indicazioni delle rispettive Carte Missione. Il giocatore con il bottino più grande vince la partita.

La modalità collaborativa – un po’ più complessa, ma ugualmente avvincente – vede tutti i giocatori impegnati nel tentativo di raccogliere contemporaneamente quanti più tesori possibili. I giocatori dovranno agire in modo coordinato posizionando il proprio meeple all’interno di una stanza, così da ottenere il maggior numero di punti totali per la squadra. Naturalmente occorrerà agire di concerto con gli altri in modo da non creare inutili sovrapposizioni con gli altri giocatori. Per quanto mi riguarda, confesso però che trovo questa modalità piuttosto caotica, e un po’ ostica per i bambini, che avranno difficoltà a comprendere le intenzioni degli altri giocatori. In effetti, i miei sono piuttosto restii a giocare in questa modalità.
La modalità solitaria, invece, è piuttosto interessante. Il gioco prevede infatti livelli successivi di dungeon e noi potremo decidere in quale momento salire di livello, tenendo conto dei tesori guadagnati e dei danni subiti. In ogni fase di gioco potremo vincere o salire di livello soddisfacendo delle condizioni differenti: quando dico “salire di livello” sto dicendo che andremo a raccogliere tutti i cubi e li rilanceremo sul tavolo! (Sì, lo so, questo gioco mi rema contro). L’aspetto più particolare di questa modalità è dato dal fatto che ad ogni passaggio di livello, in effetti potremo decidere di fermare il gioco, annotando il punteggio raggiunto. Questo conferirà longevità al gioco… potremo infatti far passare intere settimane prima di intavolare il livello successivo, sempre che si ricordi dove abbiamo messo il foglio riepilogativo.

Dungeon Drop è un titolo adatto sia a giocatori casuali che a bambini, quest’ultimi idealmente dagli 8 anni in su: in realtà Tommy lo ha voluto per i suoi 6 anni (quando lo ha chiesto ne aveva cinque e poco più) e qui credo si capisca il mio essere basita (“F4”)! Ciononostante, ha potuto giocarlo fin da subito con una facilità estrema, probabilmente grazie alla spiegazione veramente chiara di Al4opiù su youtube.
Le diverse modalità di gioco aggiungono ulteriore varietà, permettendo così esperienze diverse e mai ripetitive.
Dungeon Drop può essere uno stimolo interessante per sviluppare la capacità di visualizzazione geometrica, e di immaginazione tridimensionale: per fare una stanza occorrerà visualizzare sul tavolo il triangolo più performante in quel momento (il dungeon è in evoluzione continua…ricordate il nuovo lancio ad ogni inizio turno?) e questo è un ottimo esercizio visivo. Al tempo stesso, trattandosi di un gioco così fortemente astratto, il bambino dovrà immaginarsi l’avventura, la stanza, il mostro, e così via…Insomma, la geometria diventa favola nel gioco.
Il commento di mio marito: dopo un paio di partite inizierete a dubitare che la geometria sia una scienza esatta
Trovi il gioco (in inglese) qui












