Il re dei Goblin è morto e la corona è in palio! Solo chi riuscirà a prenderla e tenerla diverrà il nuovo re! Scopri chi sta nascondendo la corona, intralcia gli avversari, ruba le carte e depistali per poter finalmente ottenere il titolo di Re dei Goblin.

  • Numero giocatori: 3-6
  • Età: 8+
  • Autori: Kedric Winks e Ken Boyter
  • versione recensita: Creativamente
  • Ingombro sul tavolo: Medio*

(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante, tavolo da 6+ persone)

La scatola de La Corona Contesa è bella robusta e contiene 78 carte, resistenti e dai disegni veramente molto divertenti; 6 pedine standee in cartoncino, anch’esse abbastanza resistenti; 1 tabellone di gioco di cartoncino spesso; 1 pedina corona in legno; un regolamento molto semplice e lineare.  L’inserto rimovibile nella sezione delle carte della scatola, che permette di inserire le bustine protettive, è un’ottima aggiunta, assolutamente apprezzata.

La Corona Contesa è un gioco di carte rapido e competitivo in cui astuzia, bluff e colpi bassi decidono chi diventerà il nuovo Re dei Goblin.. Il gioco si articola in 8 round che sono molto veloci.

Per prima cosa posizioniamo il tabellone sul tavolo mettendo i nostri goblin sulla tessera del pavimento numerata con il 5 e la corona sul gradino numero 1 della scala. Componiamo quindi il mazzo, 5 carte per ciascun giocatore, fra le quali dovremo inserire anche inserendoci la carta corona, lo mescoliamo e distribuire le carte. In questa maniera un giocatore avrà sicuramente in mano la corona.

Al proprio turno ogni giocatore può giocare una carta, o anche un certo numero di carte, purchè tutte uguali, e scegliere di applicarne gli effetti ad uno o più giocatori avversari.

Le carte torta gustosa faranno avanzare la nostra pedina sul pavimento numerato: il che può essere molto importante, perché il numero della casella che occupiamo definira anche il numero massimo di carte che potremo avere in mano (mai più di 7). Le carte imboscata faranno indietreggiare i goblin avversari, costringendoli a scartare carte dalla mano. Ancora, la carta ladro ci permetterà di rubare una carta (o più se abbiamo scartato più carte ladro) ai nostri avversari; la carta spia ci permetterà di guardare l’intera mano di un avversario; ci sono poi carte jolly che permettono di replicare le azioni delle carte già giocate.

Naturalmente alla fine di ogni nostro turno dovremo ripristinare la nostra mano, pescando le carte mancanti, e lo stesso dovremo fare ogni volta che vengano rubate delle carte.

Tutto questo allo scopo di capire chi possiede la carta corona, rubargliela, e riuscire a tenerla fino alla fine dell’ottavo round.

Creativamente con La Corona Contesa, ci regala un nuovo titolo che, grazie alla grafica goliardica, è accattivante e incuriosisce con facilità le persone: il gioco di per sé è semplicissimo, si spiega velocemente e le partite sono molto rapide.

Apprezzabile l’elemento del bluff che vivacizza il gioco: e devo dire che anche quando ho giocato con persone che non sapevano/riuscivano a bluffare le loro esternazioni di vittoria o delusione al momento della pesca erano comunque molto divertenti da vedere.

In La Corona Contesa capire chi ha la corona è relativamente facile alla fine, ma sottrargliela è un’altra storia. Il gioco ha una fortissima dipendenza dal fattore aleatorie della pesca, e può essere molto frustrante aver capito chi possiede la corona ma non riuscire a pescare una carta furto per potergliela rubare. È di qualche aiuto la possibilità di scartare più copie della stessa carta, anche senza eseguire le azioni corrispondenti, che ci permette di pulire la mano, ma onestamente la fortuna della pesca la fa da padrona. Questo aspetto lo “patiremo” più verso gli ultimi due round in cui la caccia alla corona sarà serrata.

Capita (sempre a me) anche di riuscire a tenere la corona per tutta la partita e poi l’ultimo giocatore di turno con una misera carta ladro riesce a togliertela! Insomma è un gioco che innesca rosicate, rovina amicizie, produce rivincite a cascata!

A questo proposito occorre forse riconoscere che il fattore della fortuna è piuttosto esorbitante e finisce per imporsi anche su tutti gli altri, ridimensionando anche di parecchio l’efficacia del bluff. Insomma si può fingere o millantare quanto si vuole, ma basta una carta spia e salta tutto all’aria.

Alla fine dei conti, si può pero dire che La Corona Contesa è un gioco sincero, non promette nulla di più di quel che ci regala: divertimento e mal di fegato! Un gioco leggero e accessibile per tutta la famiglia, consigliat soprattutto per chi non è un giocatore abituale.

L’intavolamento non richiede grandi spazi e anche poggiandolo su un divanetto siamo riusciti a giocarlo anche in palestra, facendolo anzi provare a diverse persone di passaggio.

L’età definita sulla scatola ci sta tutta: i bambini riescono a giocarlo bene. Certamente innescherà parecchia frustrazione, ma proprio per questo potrebbe essere l’occasione per lavorare con caratteri molto sensibili alla frustrazione o che vivono male la sconfitta.

Il commento di mio marito:”Si, dai, è tutto c….”