Gioco di prese ed engine building in soli 5 round che diventano i capitoli della tua storia, un gioco dal gusto fumettistico con grafiche veramente bellissime!
- Numero giocatori: 1-5
- Età: 14+
- Casa editrice recensita: Ghenos Games
- Autori: Jamey Stegmaier e Pete Wissinger
- Ingombro sul tavolo: Minimo*
(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante, tavolo da 6+ persone).
Non sapevo bene cosa aspettarmi da un gioco che riprende un classico come la briscola, che per me è già un gioco assolutamente perfetto.

Iniziamo con spiegare il regolamento di Origin Story:
Prima di tutto si collocano i segnalini vigore in una riserva comune poi si mescolano le carte storia ed evento e si posizionano al centro del tavolo. Ogni giocatore avrà una plancia eroe, un segnapunti da un lato eroe e dall’altro cattivo, 1 segnalino vigore e 2 carte supereroe.
All’inizio del round, ogni giocatore seleziona una carta storia fra le 3 che ha in mano e che rappresentano delle abilità. Poi, può spendere segnalini Energia per caricare le carte Storia che piano piano andrà ad inserire di round in round, attivando così poteri particolari o effetti bonus che modificheranno ogni mano.

Ogni giocatore ottiene 8 carte da gioco, ma prima di giocarle dichiara se in questo capitolo interpreta un eroe e quindi deve vincere le prese, oppure un cattivo e quindi deve perdere le prese girando il proprio segnapunti sull’apposita faccia.
Adesso parte la briscola: il giocatore di turno gioca una carta dal proprio mazzo di carte e gli altri, se possibile, seguono a rilanciare carte con lo stesso seme, altrimenti ne giocano uno diverso. La carta più alta nel seme iniziale normalmente vince la presa, ma il seme Amore è sempre briscola e sovrasta gli altri valori.
Chi ha vinto la presa la mette davanti a sé ed inizierà il turno successivo, giocate tutte e 8 le carte, a fine round, si calcolano i punti fatti verificando come prima cosa se si era o meno eroe: 1 PV per ogni presa se si è buoni, 4PV se si è cattivi ed effettivamente non abbiamo fatto prese.
Nel terzo round di Origin Story prima di giocare pescheremo una carta dal mazzo eventi, questa potrà stravolgere le regole del round, aggiungendo anche bonus o malus.
All’inizio del quinto round, ogni giocatore sceglie una carta Supereroe tra le due che aveva tenuto ad inizio partita: questa carta rappresenta la tua identità finale, con effetti potenti e bonus di punteggio dedicati.
Quando tutti i round sono conclusi, il giocatore con il punteggio più alto vince.

Andiamo ora a considerare le meccaniche in gioco: da una parte abbiamo carte eroe, evento e storia che intervengono e modificano le condizioni del gioco, dall’altra abbiamo la classica briscola, le due meccaniche si fondono rimanendo però due momenti di gioco distinti.
Al momento di scegliere la carta da calare penseremo come nella briscola alla percentuale di possibilità di avere la carta più alta in mano da giocare, certamente in meno giocatori sarà più semplice “leggere la partita” mentre in più giocatori “l’azzardo” dato dal non ricordare le carte giocate sarà più facile. Le carte evento e la possibilità di, pagando, attivare i vari poteri che avremo messo in campo, rendono l’esito della briscola molto caotico e per nulla controllabile, ma se piace un pizzico di imprevedibilità, Origin Story lo apprezzerete comunque molto. Di contro se della briscola vi piace proprio il contare le carte, e avere il controllo della partita, ecco questo gioco sarà doloroso da affrontare. Gli eventi sono randomici e possono renderci fortissimi, come ai fini della nostra partita, diventare totalmente inutili. Potrebbe accadere che poteri posizionati nei primi turni, in maniera piuttosto strategica, vengano di fatto azzerati da nuove carte storia o carte evento innescate dagli avversari. Potrebbe accadere che nessuna delle due carte eroe tenute all’inizio partita ottimizzino realmente le prese ed il percorso fatto fin lì.

Trovo il lavoro di grafica di Origin Story veramente ben fatto, molto bello anche il fatto che le carte, salendo di valore, mostrino un effetto più potente utilizzando appunto i disegni delle carte.
Un piccolo neo l’ho trovato nel regolamento che ho trovato caotico, e solo dopo una prima partita di prova alcune dinamiche mi si son chiarite.
Il commento di mio marito:
preferisco la briscola
















