Harry Potter: “Serratura, 1” – Ermione Granger: “alhomoora! Ovvio!”, ecco questo è in sintesi come si gioca a Nome in Codice!
Nome in Codice – Back to Hogwarts è una bellissima versione di Nome in Codice ispirata al Mondo Magico di Harry Potter. Non è una semplice variante, bensi un’ottima rivisitazione delle regole del gioco base adattate al mondo creato dalla Rowling. Si gioca in squadra con la propria Casa preferita – Grifondoro, Corvonero, Tassorosso o Serpeverde – e sfruttando le loro abilità uniche si possono ottenere dei vantaggi strategici nella sfida di parole più magica di sempre.

- Numero giocatori: 4-8
- Età: 10+
- Autore: Vlaada Chvatìl
- versione recensita: Cranio Creations
- Ingombro sul tavolo: Medio*
(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante, tavolo da 6+ persone).
Nome in Codice – Back to Hogwarts si gioca a squadre e se non lo conosci trovi una recensione approfondita qui su ToyMagzine Nome in Codice. Noi lo abbiamo da anni e non può mai mancare alle feste a casa dei miei suoceri perché è uno dei pochi giochi che li riesce a coinvolgere sempre tutti. Questo nuova versione di Nome in Codice ha dalla sua il tema, che dovrò testare il prima possibile anche con loro.
Rispetto alla modalità classica del gioco abbiamo qui semplicemente scambiato le spie con le piccole matricole delle case, gli agenti che forniscono indizi con i prefetti delle case in gioco, i passanti sono diventati porte chiuse, mentre al posto dell’assassino troviamo il famigerato custode Gazza. Nella scatola troviamo veramente molto materiale in più rispetto al gioco classico, ma soprattutto pezzi bellissimi che contribuisono a restituire l’atmosfera di Hogwarts: la base delle clessidre sulla quale a fine partita potremo montare gli stendardi del vincitore e per un attimo sentirci nella sala grande di Hogwarts alla festa di fine anno.

Anche le fustelle del gioco presentano richiami al castello, tanto che sono stata tentata di conservarle, anche dopo aver staccato tutti i pezzi.
L’interno della scatola è un piccolo organizer in cui ogni cosa di Nome in Codice – Back to Hogwarts trova il suo posto, ma la cosa che ho apprezzato di più è l’alloggimaneto nel quale riporre il supporto delle tessere mappa, che richiama l’ingresso dell’ufficio del preside, dal quale sembra partire un groviglio di scale
Le carte sono double-face e consentono sia di giocare il gioco classico in una versione tematica, sia di utilizzare il lato opposto sperimentando una divertente versione visual. Nulla vieta poi di mescolare parole ed immagini e giocare con una versione “ibrida”.

Nome in Codice – Back to Hogwarts apporta poi alcune varianti al gioco base, in particolare la possiblità di giocare nella modalità abilità, che conferisce ad ogni prefetto capacità di azione diverse, secondo che giochi da primo o da secondo giocatore, aggiungendo anche dell’apposito materiale extra, così:
I Tassorosso, che hanno una predilezione per gli animali e le piante, avranno occasione di pescare durante il turno carte erbologia da sfruttare nei turni successivi.
I Grifondoro che son coraggiosi e non si lasciano fermare facilmente, potranno utilizzare il segnalino chiave per lanciare un incantesimo “alohomora” che gli permetterà di trasformare in punti anche eventuali porte chiuse.
I Serpeverde astuti ed ambiziosi, hanno a disposizione 2 segnalini serpeverde che le matricole possono utilizzare per segnalare al prefetto di aver individuato una carta del proprio colore, così da ottimizzare i suggerimenti.
I Corvonero i più intelligenti usano la logica, giocheranno con mappe nelle quali tutte le carte da indovinare sono collegate fra loro.
Altra novità è data dalla Possibilità di giocare in una modalità simil-campagna, nella versione coppa delle case. Se possediamo un gruppo fisso di gioco, potremo decidere di giocare diverse partite sempre la stessa formazione di due squadre, svolgendo una sorta di torneo annuale, nel corso del quale registreremo sulla base delle clessidre, le partite di volta in volta vinte dalle case in gioco, fino a determinare, alla fine dell’anno la casa vincitrice. Naturalmente starà a noi decidere quante partite debba durare il torneo annuale, che potrà risolversi in una sola serata o occupare anche più giornate successive

In generale a tutti e 4 è piaciuto molto giocare a Nome in Codice – Back to Hogwarts con le immagini a prescindere dalla conoscenza del tema. C’è molta varietà, ed è molto carino se giocato nella versione ibrida, con parole ed immagini, che ci porterà a tentare associazioni creative e spesso molto ardite.
Il gioco con abilità è interessante, funziona e non snatura l’essenza di Nome in Codice; riesce invece a dargli nuovo smalto .
Se siete amanti dell’universo Potteriano e delle sfide a squadre vi consiglio senz’altro questo titolo. Se usate la modalità con le immagini potrete proporlo a giocatori non preparati sul tema, e potrete persino provare ad abbassare l’età di gioco indicata nella scatola. Anche se con moderazione: se è vero infatti che non ci sarà bisogno di leggere, il gioco verte moltissimo sull’associazione concettuale perciò non mi sento di dire che un cinquenne possa effettivamente giocarlo da prefetto.
Il commento di mio marito: “ irritante-1″
io: “…spiritoso…”

















