Continuiamo la rassegna dei giochi coreani con il quarto gioco arrivato, Pueblo, un gioco astratto. Ringrazio Playte per i titoli ricevuti.

All’inizio della partita di Pueblo, ciascun giocatore sceglierà un colore e posizionerà i propri pezzi davanti a sé, incastrandoli a formare tanti cubi di 2 pezzi: un pezzo del proprio colore e un pezzo neutrale; avanzerà sempre un pezzo colorato che sarà il primo disponibile.

  • Numero giocatori: 2-4
  • Età: 10+
  • Autori: Michael Kiesling, Wolfgang Kramer
  • Versione recensita: Playte
  • Ingombro sul tavolo: Minimo*

(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante, tavolo da 6+ persone).

Pueblo come tutti i titoli Playte ha una scatola super contenuta e tascabile. Il materiale è top! La scatola si srotola e scopriamo al suo interno: 

  • un regolamento Coreano (le regole in italiano si trovano su boardgamegeek).
  • 1 set colorato di pedine mattone per giocatore (27 mattoncini colorati 8 rossi e blu, 6 verdi e 5 viola)
  • 16 pedine mattone neutrale
  • 4 pedine segna punti
  • una pedina capo tribù
  • 4 tessere ordine di turno e 4 tessere Luogo Sacro in cartoncino per la versione espansa del gioco. Inoltre la scatola diventa il tabellone di gioco e segnapunti.

Quando si risolve un turno (a parte il primo nel quale utilizzeremo il pezzo colorato rimasto orfano), dobbiamo disfare uno di questi cubi, scegliendo di piazzare uno dei pezzi che lo compongono, sapendo che al turno successivo dovremo piazzare l’altro. Il pezzo scelto dovrà essere collocato sulla griglia centrale, eventualmente sovrapponendolo ad un pezzo già presente, senza farlo cadere.

Dopodiché dovremo muovere il capo tribu fino a un massimo di 4 passi in senso orario lungo il tracciato periferico che circonda l’area di costruzione. Temrinato il movimento si verifica quali facce colorate siano visibili al capo tribù dalla sua posizione e si assegneranno relativi punti penalità ai rispettivi proprietari di quei colori. Il punteggio negativo crescerà con l’aumentare dei piani su cui si trovano le facce colorate.

Si andrà avanti così posizionando tutti i pezzi e assegnando le penalità per i pezzi colorati visibili e alla fine il giocatore con il minor numero di punti sarà il vincitore.

Da un lato in Pueblo dovremo quindi cercare di posizionare i pezzi cercando di nascondere i nostri pezzi colorati più possibile, dall’altro anticipare i successivi movimenti del capo tribù per assegnare il maggior numero di punti agli altri giocatori, prima che riescano a nascondere i propri. L’ideale sarà naturalmente costringerli ad un posizionamento periferico negli ultimi turni, e soprattutto nei piani superiori. Sono punti negativi garantiti. In buona sostanza sostanza Pueblo è un gioco astratto con una significativa componente tattica, nel quale dovremo calcolare le due variabili in gioco, date dallo spazio di posizionamento rimasto, e il movimento del capo tribu.

I blocchi neutrali serviranno da schermi per nascondere quando possibile i nostri pezzi colorati. Ma dovremo fare attenzione a lasciare in vista i pezzi altrui, limitando le loro possibilità di posizionamento. Gli altri cercheranno infatti di insinuarsi negli spazi lasciati aperti, per nascondersi dietro ai pezzi che abbiamo già collocato.

Pueblo è molto intrigante se giocato in quattro giocatori, perché sarà meno controllabile, ma tenderà ad essere più cattivo, perché i 3 movimenti possibili del capo prima del nostro prossimo turno sono piuttosto difficili da anticipare (considerato poi che il capo si muove da 1 a 4, entriamo nell’ordine dell’imprevedibile). Con meno giocatori, le mosse diventano più prevedibili e si entrerà inevitabilmente in uno schema di anticipazioni piuttosto “scacchistiche”.

Un ulteriore esempio di gioco che diverte, intriga e soprattutto funziona con poche e semplici regole.

Il commento di mio marito: “ balla coi cubi!