L’Isola Proibita è arrivato come regalo di compleanno per me totalmente inaspettato…
L’Isola Proibita l’abbiamo conosciuto ad un evento organizzato da Gdt Roma Player, che ve lo dico a fare? Io e Paolo abbiamo in quell’occasione provato un gioco in fase di testing: ynaros fallin’ (nel frattempo è stato lanciato su kickstarter ed è possibile comprarlo) mentre i nostri figli erano intrattenuti con appunto L’isola proibita. Finita la nostra partita siamo andati a vedere quella in corso di Anto e Tommy, ed erano contentissimi e presissimi, così io mi sono segnata questo gioco come interessante per giocare in famiglia.

- Numero giocatori: 2-4
- Età: 8/10+ (sulla scatola sono riportate entrambe)
- Casa editrice recensita: Uplay edizioni
- Autori: Matt Leacock
- Altre versioni: Il deserto Proibito
- Ingombro sul tavolo: Medio*
(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante, tavolo da 6+ persone)

Appena arrivato i bambini lo hanno voluto rigiocare subito, io naturalmente avendo solo visto la partita ma non giocato, non ricordavo assolutamente nulla delle regole del gioco, ma fortunatamente il regolamento è uno dei più corti e semplici che ci sia in giro.
L’Isola Proibita è un collaborativo in cui andremo a cercare 4 manufatti e una volta trovati dovremo scappare dall’isola che nel frattempo sta sprofondando nelle acque. Come tutti i collaborativi è più facile dirsi che farsi!
Il gioco ha componenti molto belle: la scatola di latta è fantastica, ed i manufatti in plastica anche; tutto ha un suo posto nella scatola, le carte sono abbastanza spesse e le tessere sono belle resistenti. La scatola è contenuta e portabilissima. E’ divertente il fatto che sono indicate due età di gioco diverse (8 e 10), chissà, magari erano indecisi… o, più realisticamente, è un errore di stampa.
All’interno troviamo un regolamento molto contenuto, lineare e molto veloce da leggere, i 4 manufatti: La Pietra della Terra – La Statua del Vento – Il Cristallo del Fuoco – Il Calice dell’Oceano (io avrei detto “leone” “fontana”, “fuoco” e “terra”, chi ha pensato i nomi ha fatto un ottimo lavoro) realizzati in plastica dura. Poi 28 carte artefatto (con retro rosso), 24 carte inondazione (con retro blu), 6 carte avventuriero, 24 tessere isola a doppia faccia (il retro è terreno inabissato), 6 pedine in legno ed infine un misuratore del livello dell’acqua sul quale andremo a montare l’indicatore in plastica.
L’autore è anche autore di Pandemia (di cui trovate recensione qui) ed infatti si riconosce subito il meccanismo praticamente identico. Questo titolo però è caratterizzato dal fatto di essere velocissimo; la meccanica funziona molto bene, ma naturalmente è un gioco molto soggetto all’alea, data dalla pesca delle carte.

Ultimamente l’ho fatto giocare a Luisa e Francesco, mi hanno fatto notare che la grafica risulta un po’… come dire… polverosa, vecchia; in realtà io avevo apprezzato invece questa grafica un po’ datata.

Il setup del l’Isola Proibita consisterà nel costruire l’isola posizionando le tessere in una griglia 4×4 più 2 tessere collocate accanto ad ogni lato in corrispondenza delle due centrali. Collocheremo gli artefatti negli angoli e sistemeremo i due mazzi (artefatto e inondazione) in modo che siano raggiungibili a tutti; poi posizioneremo il misuratore del livello delle acque al centro del tavolo, impostando il livello di difficoltà prescelto. Distribuiremo casualmente le carte degli avventurieri, una a testa; quelle rimaste si ripongono nella scatola.
Infine collocheremo le pedine dei giocatori sulla tessera iniziale (caratterizzata dal disegno della pedina), e pescheremo le prime 6 carte allagamento, girando i 6 tasselli isola corrispettivi, sul lato “inabissato”.
Al nostro turno possiamo svolgere fino a 3 azioni tra:
Muovere: si sposta la pedina su una tessera adiacente ortogonalmente (ma non diagonalmente), anche su una tessera inabissata ma non in uno spazio dove manca una tessera.
puntellare: girare una tessera che si trova adiacente a quella in cui si trova la nostra pedina che si trova sul lato inabissato e riportandola su lato asciutto,
Giocare una carta artefatti: passare una carta nella nostra mano ad un altro giocatore che si trovi nella stessa tessera,
Recuperare un artefatto: conquistare un manufatto recandosi sulla tessera corrispondente (ce ne sono 2 per ogni manufatto) e scartando 4 carte manufatto che lo rappresentano.
Dopo aver compiuto le 3 azioni il giocatore di turno pescherà 2 carte dal mazzo manufatti: in questo mazzo oltre a esserci carte che rappresentano i diversi manufatti, troveremo anche carte speciali che ci permettono azioni extra e purtroppo anche carte innalzamento delle acque che, se pescate, innescano un meccanismo specifico all’interno del gioco.
Infine si pescano un certo numero di carte inondazione secondo il livello dell’acqua attuale; ogni carta inondazione ci costringerà a girare su lato inabissato una tessera, oppure, se la tessera è già su lato inabissato, dovremo eliminarla dal gioco.
Nel momento in cui viene pescata la carta “Innalzamento Acque” aumenta il livello dell’acqua. Questa carta rimette in gioco tutte le precedenti carte allagamento scartate, aumentando così la possibilità di farci eliminare tessere già inabissate.
Come già detto ne l’Isola Proibita si vince se, una volta presi i 4 artefatti, tutti i giocatori raggiungono la pista di atterraggio e almeno un giocatore (al suo turno) gioca la carta “decollo in elicottero”, ma è possibile perdere in tantissimi altri modi diversi: se la tessera pista si inabissa, se un qualsiasi giocatore si trova su una tessera che si inabissa e non vi è nessuna tessera adiacente raggiungibile a nuoto, se il livello dell’acqua raggiunge il Teschio, e poi se si eliminano entrambe le tessere di un manufatto ancora da prendere.

L’Isola Proibita è un bel cooperativo che, nonostante sia uscito dopo, introduce benissimo alle meccaniche di pandemia. Può essere proposto questo scopo ad un neofita dei cooperativi; dalla sua parte ha il tema molto accattivante “alla Indiana Jones” (a dispetto del tema dei virus di pandemia) ma soprattutto una velocità di partita e una chiarezza delle meccaniche veramente insuperabile.
L’ambientazione è sentita e ben resa. C’è una certa variabilità perché le tessere sono sistemate casualmente sulla griglia e gli avventurieri sono pescati alla cieca; inoltre il sistema della pesca produce partite sempre diverse.
La meccanica del L’Isola Proibita è semplice e lineare, perfetta anche per giocare con bambini più piccoli dell’età previste: in effetti mio figlio Tommy lo ha giocato a 7 anni senza problemi.
L’Isola Proibita è molto aleatorio (come lo è pandemia) nella pesca, che effettivamente è il punto focale del gioco: si pescano gli artefatti e si pescano le inondazioni, nel mentre cercheremo di costruire una strategia di gruppo, ma non senza sperare in un poco di fortuna!
Molti giocatori non amano questo tipo di cooperativi (e pandemia per lo stesso motivo), invece io trovo che sia molto piacevole ogni tanto scontrarsi con qualcosa di ineluttabile (vallo a spiegà a Pepper Potts…).
Un “neo” che caratterizza tutti i cooperativi è rappresentato dall’eventualità che al tavolo ci sia un Alpha player che cercherà di orientare tutte le decisioni dei giocatori secondo i suoi schemi; l’unico modo per evitare questa situazione, è non proporlo a caratteri troppo impositivi.

Ha senso averlo in libreria, quando si possiede già Pandemia e Star Wars the clone wars? Per noi si! La durata è assolutamente diversa, ed i temi così vari consentiranno di far avvicinare alla stessa meccanica, un maggior numero di persone restie ad uno dei temi sopracitati. Certamente, avendo giocato pandemia, troveremo l’isola proibita una versione molto più semplificata, ma il feeling di gioco rimane assolutamente valido e piacevole.
Esiste anche la versione Il deserto proibito, non avendolo provato non mi pronuncio, ma so che amplia le casistiche di gioco in una nuova location, il deserto appunto!
La meccanica de l’Isola Proibita è semplice lineare e perfetta anche per giocare con bambini più piccoli dell’età definite dalla scatola, effettivamente Tommy lo ha giocato a 7 anni senza problemi, è un ottimo introduttivo ai cooperativi e naturalmente a Pandemia!
Gioco super approvato in casa nostra, e sicuramente verrà portato in giro durante le feste Natalizie!
Il commento di mio marito: “Più veloce ma sempre pericoloso…”









