Il Re dei Dadi è l’ultimo titolo entrato in casa, regalo degli zii per Tommy che è un grandissimo amante dei dadi!

Il Re dei Dadi è un classico titolo family dentro una scatola, come spesso accade con Haba, molto contenuta i cui materiali sono sempre il top!

la scatola
  • Numero giocatori: 2-5
  • Età: 8+
  • Casa editrice recensita: Haba
  • altre versioni: il re dei dadi gioco da tavolo
  • Autori: Nils Nilsson e Gus Batts
  • Ingombro sul tavolo: Minimo*

(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante, tavolo da 6+ persone).

Nel il Re dei Dadi avremo 3 mazzi di carte divise in: 15 carte luogo (3 carte per colore); 40 carte abitante (anch’essi divisi per colore) e 10 carte farabutto. Inoltre sono presenti 6 bellissimi dadi in legno in cui troveremo l’indicazione di numeri e colori  (su 3 disponibili).

i dadi

Il Re dei Dadi si intavola in un attimo: si posizionano i luoghi per colore sistemando in ogni mazzo la carta con il numero 4 in fondo, quella con il 3 in mezzo e quella con il 2 in cima e quindi si dispongono secondo un ordine ben preciso; si mescolano poi tutte le carte degli abitanti e si forma un mazzo di pesca coperto, si pescano le prime cinque carte degli abitanti e le sistemano in fila scoperte, da sinistra a destra, al di sotto delle carte luogo. Si mettono dadi e carte farabutto a disposizione di tutti i giocatori e si può iniziare a giocare.

partita in corso

L’idea è quella di reclutare più abitanti e luoghi possibili e diventare il re, per poterlo fare dovremo con 3 lanci di dado riuscire a soddisfare le condizioni presenti su una carta abitante posizionata sul tavolo, le richieste potrebbero essere di ottenere un certo numero di dadi dello stesso colore o numero. Naturalmente noi non saremo costretti a ritirare tutti i dadi per 3 volte ma potremo scegliere cosa ritirare di volta in volta, e se saremo soddisfatti del risultato potremo semplicemente raccogliere la carta associata ai nostri dadi, se invece nonostante i tre lanci non si riesca a soddisfare nessun requisito presente in tavola, saremo costretti a prendere una carta farabutto che ci darà un punteggio negativo.

Se si riesce a soddisfare la condizione di una carta degli abitanti posta sotto una carta luogo dello stesso colore, si può prendere la carta luogo in cima al mazzo in aggiunta a quella degli abitanti; le carte verranno a mano a mano impilate nel regno di ogni giocatore, alcune carte ci daranno dei poteri speciali che potremo utilizzare fintanto la carta sarà in cima alla pila (un turno).

Dopo aver preso una carta nella fila delle carte degli abitanti scoperte sarà rimasto uno spazio vuoto perciò si spostano di un posto verso destra tutte le carte che si trovano a sinistra dello spazio vuoto, in modo che lo spazio venga a trovarsi sotto il primo mazzo delle carte luogo e si pesca una nuova carta dal mazzo abitanti, similmente se si è presa una carta farabutto tutte le carte si spostano verso destra e si riempie il primo spazio libero. Il gioco termina appena uno dei giocatori pesca l‘ultima carta da uno qualsiasi dei mazzi di carte (luogo, farabutto, abitante) e il giocatore con il maggior punteggio sarà il vincitore.

Il Re dei Dadi è un gioco di fortuna, potremo fare considerazioni ma alla fin fine sarà la pancia ha decidere i ritiri dei dadi. Il Re dei Dadi lo ha scoperto Luisa, naturalmente lei e Francesco sono navigati in questo mondo ed infatti ha scelto molto bene utilizzando pochissime informazioni trovate sul gioco e conoscendo Tommaso hanno azzeccato il regalo, infatti Tommy lo sta proponendo spessissimo, lo abbiamo giocato con altri zii e cugini e piace molto perché è il gioco giusto se non si vuole qualcosa di cervellotico ma si desidera passare un po’ di tempo in leggerezza, non senza farsi delle belle cattiverie, o almeno provandoci infatti nel mazzo degli abitanti ci sono carte da regalare che naturalmente daranno punti negativi, e la tentazione è sempre altissima però non sono facilissime da accontentare. L’età della scatola la trovo appropriata, anche se Luisa lo gioca tranquillamente con Carlo che ha 6 anni, c’è da dire che Carlo è abituato ai giochi e riesce a gestire il fallimento del tiro dei dadi.

Certamente il Re dei Dadi insegna a valutare la situazione e capire che forse scegliere un risultato un po’ meno soddisfacente a volte è più performante che incaponirsi a voler una certa carta solo perché più allettante, inoltre si deve gestire appunto la frustrazione di aver quasi soddisfatto le condizioni richieste. Per me è un gioco portabilissimo in tutte le occasioni, un family game divertente con una grafica molto bella e iconografia semplicissima, assolutamente approvato!

Il commento di mio marito: ” tutti 6!!!”