GranBosco non ricordo assolutamente come sia arrivato in casa nostra, però ci ha regalato serate ugualmente spensierate!
GranBosco è un gioco di piazzamento tessere, o più precisamente in questo caso carte, a identità nascoste. In realtà, pensando alle identità nascoste verrebbe da credere che sia un gioco abbastanza cattivo, in cui bleffare sia fondamentale per “sopravvivere/vincere”, questo titolo invece lo trovo molto distante da questo perché sicuramente il bluff c’è ma se si viene scoperti non è così tragico come si possa pensare in quanto la meccanica del gioco può rendere possibile una vittoria o un buon risultato, sicuramente non è un gioco “chiudi amicizie”, si può giocare coi bambini senza troppo problema. Lo trovo un introduttivo ai giochi di bluff ottimo per i più piccoli proprio perché non è così cattivo.

- Numero giocatori: 2-4
- Età: 8+
- casa editrice recensita: Playagame
- Autori: Frederic Guerard, Camille Chaussy
- Ingombro sul tavolo: Medio*
(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante, tavolo da 6+ persone).

La scatola di GranBosco è contenuta e troviamo ben alloggiato tutto il materiale: 37 carte (di cui una radura iniziale) abbastanza robuste, enormi, e con disegni veramente belli, belli e non poteva essere altrimenti visto l’illustratrice del gioco (ha lavorato anche ad Ice Team e Jurassic Snack tra gli altri) e soprattutto piena di animali coccolosissimi; 5 plancette clan (che andremo a sorteggiare a caso); 4 torri ed un libretto segnapunti (quanto mi piace quando li trovo!!) Il regolamento è lineare, semplice e contenutissimo.

La tessera radura viene posta in centro ed ogni giocatore riceve una tessera clan, che terrà nascosta agli altri, e una torre. Si pescano 4 carte dal mazzo e si piazzano visibili sul tavolo in modo tale che ogni giocatore, a turno, possa sceglierne una e piazzarla, ogni tessera è divisa in 4 radure, ciascuna delle quali può essere vuota, contenere da 1 a 4 membri di un clan oppure un orso.
Ora le regole di piazzamento di GranBosco sono di coprire almeno una radura già sul tavolo, espandere il bosco almeno di una radura (si possono quindi andare a coprire solo fino a 3 radure), che una radura con orso o torre non può essere occupata e se si vuole coprire una radura che ha gli animaletti di un clan la radura che la sostituisce deve contenerne un numero maggiore (l’orso è considerato più forte di ogni clan e può essere posizionato ovunque).
Alla fine del proprio turno è possibile piazzare anche la propria torre di guardia in una radura vuota della tessera appena piazzata. Questa è una azione da valutare bene perché la torre non potrà più essere spostata ed inoltre darà punti a seconda di quante radure saranno occupate intorno ad essa e naturalmente se ci sarà il proprio clan i punti saranno molti di più, perciò si potrebbe essere scoperti con facilità. Il gioco termina con il piazzamento dell’ultima carta del mazzo.

Si andranno a contare i punti vittoria seguendo le indicazioni del libretto segna punti e si decreterà il vincitore.

GranBosco è tutt’altro che banale perché per giocarlo bene le cose di cui tenere conto sono molte e bisognerà dover fare molte scelte difficili durante la partita, a noi piace parecchio, soprattutto Tommy si è appassionato moltissimo e questa estate lo ha giocato tantissimo con le cuginette che vivono in Olanda, anche perché essendo completamente privo di testo non produce problemi di comprensione. Tommy poi vince abbastanza spesso perché piazza le tessere a sentimento ed è la sua strategia per ingarbugliare le carte, e niente…funziona il più delle volte!

GranBosco è veramente semplice, adatto a tutti, bello da vedere ma anche parecchio ingombrante rispetto a ciò che ci si aspetta, perché il bosco una volta piazzate tutte le carte prende una notevole superficie. Lo consiglierei a chi cerca titoli rilassanti, a chi vuole far giocare bambini e ragazzi insieme con un’esperienza che appaghi entrambi, va bene approcciato come filler strategico, se invece cercate giochi di bluff “chiudi amicizie” GranBosco non è il titolo giusto.

Il commento di mio marito:”cattivello!”












