La Casa dei Sogni è stata agognata per tanto tempo, poi finalmente è arrivata, insieme al gioco!
Qualche anno dopo l’uscita, abbiamo avuto l’occasione di provare La Casa dei Sogni ad una giornata di giochi da tavolo (long day) organizzata da Gdt Roma Player, ed il buon AntoMatto ce lo ha spiegato.

- Numero giocatori: 2-4
- Età: 8+
- Casa Editrice recensita: Asmodee, La casa dei sogni, facile ristrutturare
- Autori: Klemens Kalicki e Bartłomiej Kordowski
- Altre versioni esistenti: La casa dei sogni- via dei girasoli
- Ingombro sul tavolo: Medio*
(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante: tavolo da 6+ persone)
Sin da quando è uscito, sono stata incuriosita da La Casa dei Sogni e lo avrei comprato senza indugi: ad indugiare era mio marito Paolo, perché forse il tema e la grafica possono far pensare erroneamente ad un gioco “femminile”.

Tommaso si è invanghito subito del gioco, e lo ha letteralmente preteso come regalo di compleanno. Noi abbiamo la versione di “Facile ristrutturare” perché al momento di comprarlo non c’era quella classica: ma vi assicuro che la sola differenza è rappresentata dalla menzione sulla scatola, e dal logo di “Facile ristrutturare” impresso sul segnalino primo giocatore. Per il resto il gioco è esattamente lo stesso.
Aperta la scatola de La Casa dei Sogni, troveremo un divisorio di plastica molto ben fatto in cui ogni cosa trova il suo posto: le quattro plance giocatore a forma di casa (con gli spazi vuoti dove alloggiare le carte-stanza che prenderemo); il segnalino primo giocatore a forma di casa; le carte e la plancia comune; alcuni segnalini di cartone e le schede riassuntive che illustrano i bonus di fine partita. Tutto di ottima qualità. La grafica in particolare è ben curata e richiama a quella del videogame The sims, somiglianza che i miei figli, non conoscendo il videogame, non hanno colto, ma che i giocator di The sims possono trovare accattivante, anche solo dal punto di vista estetico.


Una partita a La Casa dei Sogni dura esattamente dodici round, a prescindere dal numero di giocatori e naturalmente, vince il giocatore che avrà totalizzato il maggior numero di punti vittoria.

Sulla plancia centrale si piazzano cinque carte stanza, e sopra di esse quattro carte speciali. A partire dal primo giocatore, in senso orario, si sceglierà una carta stanza, assieme alla carta speciale associata sulla stessa colonna (se invece si sceglie la stanza collocata nel primo slot, si acquisterà il segnalino primo giocatore per il turno successivo).

Le carte stanza devono essere piazzate immediatamente nella propria casa, a condizione che tocchino un muro o che poggino sopra altre stanze già costruite. Se per qualsiasi motivo un giocatore non può piazzare una stanza, la collocherà lo stesso, girata, sulla plancia e conterà come stanza vuota.
Le carte stanza presentano nella parte inferiore i punti che la stanza conferirà a fine partita, e che varieranno secondo le dimensioni. Per esempio, una cucina composta da una sola carta vale un solo punto, ma se ne creo una più grande mettendo due carte cucina adiacenti ne collezionerò sei.

Le carte speciali hanno invece una variabilità molto alta: ci sono i tetti, che vengono conservati fino a fine partita coperti (pertanto dovremo cercare di il colore delle carte tetto che abbiamo già preso) e che potrebbero conferire bonus ulteriori a fine partita (se si collezionano almeno 4 tetti dello stesso colore o sono presenti finestre); aiutanti e attrezzi, che forniscono bonus o azioni speciali; pezzi d’arredamento, che danno punti ma solo se associati ad una stanza specifica e che, in mancanza di quella stanza, andranno persi.
Al termine del dodicesimo round si contano i punti delle stanze e degli arredamenti. Si otterranno inoltre punti bonus:
- se si è completato il tetto con almeno quattro carte,
- se si hanno almeno un bagno, una camera da letto e una cucina,
- se si ha un il bagno sia al primo che al secondo piano.
La Casa dei Sogni è un family game adatto praticamente a tutti. Le partite hanno un tempo molto contenuto ed è il classico gioco che si può affrontare sia in modalità agguerrita (cercando di togliere dalla plancia carte utili agli altri, cercando combo tra le proprie stanze) oppure “rilassata” guardando alla bellezza delle stanze e scegliendole a “sentimento”, più che per totalizzare il punteggio più alto. Con entrambi gli atteggiamenti, sicuramente risulterà un gioco piacevole.

Tommaso lo adora e gioca alternando questi due stili di gioco durante tutta la partita a seconda delle carte che escono.
Un punto a favore di La Casa dei Sogni è anche il fatto che si utilizzano sempre tutte le carte, perciò dopo qualche partita si gioca più speditamente e magari si riescono a immaginare meglio le combinazioni possibili fra le carte.
Avendo giocato oramai moltissimi titoli che adoperano questa meccanica, io lo trovo particolarmente semplice, ne colgo la piacevolezza ma lo reputo un filler; lo avessi giocato nel 2016 (anno di uscita), probabilmente avrei avuto un’esperienza totalmente diversa e probabilmente lo avrei definito in maniera più entusiastica.

Consiglio La Casa dei Sogni a chi cerca un gioco per avvicinare i propri figli al mondo dei giochi da tavolo; è inoltre perfetto per far giocare parenti come nonni, genitori, zii in occasione delle feste. Il target è a mio parere assolutamente ben ponderato.
Il commento di mio marito: io non lo amo, ma L’entusiasmo di Tommaso è contagioso












