The Island è il rifacimento moderno di un gioco del 1982 chiamato Survive: Escape from Atlantis! Un gioco che nella versione “antica” non conoscevamo, ma che mi ha incuriosita al punto da parlarne con mia sorella, la quale me lo ha regalato per i miei “anta”!

Il gioco ha un effetto scenografico notevole: si compone di tessere esagonali di diverso spessore, rappresentanti diverse tipologie di terreno; ci sono poi le scialuppe di salvataggio, gli animali e gli omini … tutti tridimensionali, abbastanza grandi, colorati e corposi.

  • Numero giocatori: 2-4
  • Età: 8+
  • casa editrice recensita: Asmodee (2021)
  • Espansioni: the island, il ritorno
  • Autori: Julian Courtland-Smith, David Ausloos, Stephane Gantiez, Jean Brice Dugait e Andrew White
  • Ingombro sul tavolo: Medio*

(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante: tavolo da 6+ persone)

la scatola

The Island è bello ma cattivissimo. La plancia, piuttosto grande e ben spessa, raffigurante l’oceano e, agli angoli, le 4 spiagge dove cercheremo di giungere in salvo. Al centro, una linea disegnata ci guiderà nel modellare la nostra isola, posizionando casualmente le tessere esagonali. Posizioneremo le tessere coperte, con il lato “terreno” in alto, e l’altra faccia coperta, che nasconderà una serie di eventi a sorpresa. Una volta scoperte, queste tessere potrebbero far intervenire qualche creatura maligna (squali, balene, mostri marini), o magari regalarci qualche aiuto (barche aggiuntive, delfini cortesi, etc..). Sappiamo però che una delle tessere montagna, una volta scoperta, innescherà l’eruzione vulcanica che porrà immediatamente fine al gioco.

The Island riproduce il progressivo inabissamento dell’isola di Atlantide: i giocatori dovranno cercare di mettere in salvo il maggior numero possibile di uomini. Attenzione però, determinante per la vittoria sarà invece la quantità di tesori che i superstiti riusciranno a portare con sé, rappresentato da un numero impresso sulla base di ciascun pupazzetto.

Dettaglio di una partita in corso

La preparazione è semplice. Una volta modellata l’isola, ciascun giocatore sceglierà di posizionare su di una tessera qualsiasi uno dei suoi 12 omini, procedendo a turno, finché tutti avranno collocato tutti i loro pupazzetti. Nel far ciò bisognerà cercare di ricordarsi quali fra gli omini che abbiamo piazzato portano con sé i tesori più preziosi, per proteggerli con più attenzione.

Solo in questa fase preliminare potremo visionare il numero impresso sotto alla base dei pupazzetti…dopo, qualunque cosa succeda, non sarà più possibile. Quando avremo finito di posizionare i meeples, ciascun giocatore potrà posizionare poi una barca di salvataggio, all’interno di uno degli esagoni di acqua che lambiscono l’isola. Fatto ciò, bisognerà posizionare i 5 mostri marini (squali e balene interverranno in fase di gioco) nelle loro rispettive caselle. Ora il gioco può iniziare.

una partita in corso

La meccanica di The Island è semplicissima. Ad ogni turno, sceglieremo di affondare, rovesciandola, una delle tessere a contatto con l’acqua: ogni omino eventualmente presente su di essa finirà nella rispettiva zona di mare, e si innescherà l’evento rappresentato sulla faccia nascosta della tessera scoperta. Potremmo allora trovarci a dover effettuare una delle seguenti azioni estemporanee.

  1. far comparire nell’esagono di mare scoperto uno squalo od una balena, con tutte le conseguenze che ne deriveranno per gli omini che si trovino a nuotare o navigare all’interno di esso. E, naturalmente, secondo il tipo di bestia che apparirà, si pagherà un prezzo più o meno pesante: gli squali, infatti, divorano soltanto gli omini finiti in acqua senza barca, le balene distruggono le barche ma risparmiano gli uomini, i mostri marini distruggono ogni cosa.
  2. inserire una scialuppa di salvataggio nella casella di mare appena liberata
  3. innescare un vortice che inghiottirà ogni cosa (uomini, scialuppe, creature marine) presente nella casella stessa, nonché in tutte le tessere di mare ad essa immediatamente adiacenti.

Oppure, potremmo ottenere dei poteri, che sceglieremo di attivare immediatamente, o in qualsiasi altro nostro turno di gioco:

  1. spostare una creatura marina già presente sul tabellone in qualsiasi altro spazio di mare ci piaccia.
  2. ottenere un passaggio occasionare da un delfino.
  3. ottenere una protezione speciale contro gli attacchi di squali o di balene.

Durante questa fase non è raro che ci si trovi a girare tessere che finiranno per danneggiare noi stessi (girando ad esempio una tessera vortice, vicino ad un esagono in cui sono presenti i nostri stessi meeples).

Si perdono inesorabilmente omini

Dopo aver girato la tessera, potremmo effettuare fino a 3 mosse, utilizzando uno o più dei nostri omini. Dovremo rispettare precise regole di movimento: sulla terra un omino può camminare fino a 3 spazi (corrispondenti a 3 mosse), in mare, invece, ciascun omino potrò nuotare muovendosi di un solo spazio (a nuotare ci si stanca). Le scialuppe possono muoversi fino a 3 esagoni di mare, ma possono essere guidate solo dal giocatore che possiede il maggior numero di marinai. Salire o scendere da una scialuppa conta come una mossa.

Ultima fase del turno: tireremo un orribile dado rosso, il quale ci permetterà o di spostare una delle creature presenti sul tabellone. In questo modo potremo fare una scorpacciata di omini avversari che si trovano in acqua.

L’omino rosso è spacciato a meno che …

The Island ha una forte alea: può capitare, ad esempio, che prima di veder comparire uno squalo o una balena ci vogliano diversi turni, o magari che tutti gli squali appaiono solo in prossimità degli omini di certi giocatori, senza mai dare veramente fastidio ad altri. Questo, naturalmente, cambia parecchio l’esperienza di gioco, perché l’azione delle creature marine è fondamentale per eliminare gli avversari.

Inoltre é facile che qualche giocatore finisca per arrabbiarsi: The Island, infatti, non è solo un gioco cattivo, ma rende cattivi, chiedendoci ogni volta di scegliere chi vogliamo far morire. In effetti eviterei di proporlo ai caratteri rosiconi, a meno che non vi stiano particolarmente antipatici!

I miei figli hanno trovato, nel coalizzarsi contro me o il padre, un punto di incontro: in effetti quando gioco con loro, i miei meeple muoiono nel giro di pochi turni. Dopotutto, se questo aiuta a non farli litigare fra loro, è nostro dovere immolarci per la causa. La sola consolazione è che anche quando tutti i nostri omini saranno morti, potremo continuare comunque a giocare, solo per dar fastidio agli altri, gettando in mare i loro omini e muovendo mostri con il dado.

la partita in corso

The Island è un gioco “vecchio stile”. Si sentono tutti gli anni 80, in un gioco nel quale la fortuna la fa da padrona, però risulta divertente e leggero. Inoltre bisogna considerare che, quando ci si è stufati, o si pensa di aver portato in salvo abbastanza tesori, si può sempre cercare di chiudere la partita andando a scoprire la tessera vulcano. I miei figli lo hanno capito molto presto, e a volte, quando rosicano, giocano soltanto per far saltare l’isola. Credo poi che l’espansione aiuti certamente il gioco, aggiungendo giocatori (fino a 6) e ulteriori minacce, come la piovra gigante. Effettivamente non la ho ancora provata, ma se capiterà l’occasione credo che la prenderò sicuramente.

Che altro dire? Dopotutto, la durata di gioco è contenuta, così che lo si può facilmente giocare in combinazione con altri giochi più impegnativi. Non amo particolarmente i giochi aleatori, preferisco quelli strategici; ma devo ammettere che una partita a The Island la faccio volentieri, quando voglio riposarmi o passare del tempo senza impegnarmi troppo . Insomma, direi che fra i giochi del genere, The island è certamente uno dei miei preferiti!

Il commento di mio marito: un’isola sperduta, Dei bambini malvagi…sembra un romanzo di William Golding

Trovi il gioco qui