Un sabato insieme ai parenti è stata l’occasione per giocare insieme a Carletto, un nipotino molto simpatico e vispo che ha la fortuna di avere due genitori giocatori, e che alla veneranda età di due anni possiede già una nutrita collezione di giochi da tavolo adatti a lui. Io e la mamma curiosavamo nella loro libreria di titoli, e appena Carlo ha sentito nominare Avanti, piccoli pesci! è corso a prenderlo. Così lo abbiamo intavolato: io, Tommy, Antonio e Carlo.

  • Numero giocatori: 2-6
  • Età: 3-7
  • Versione recensita: Ravensburger (multilingua)
  • Autori: Gunter Burkhardt
  • Ingombro sul tavolo: Minimo*

(*Minimo: tavolino da bar; Medio: tavolo da 4 persone; Importante: tavolo da 6+ persone)

La scatola

Avanti, piccoli pesci! é un gioco cooperativo dalla meccanica semplicissima: basti pensare che è stato Carlo stesso a spiegarlo e sistemarlo sul tavolo. E questo è già un punto a favore del gioco.

Il setup è velocissimo: si mette la barchetta tridimensionale con i due pescatori ad una estremità del percorso, che sarà costituito da 5 strisce di fiume davanti alla barca, la striscia contenente i disegni dei pesci, ed altre 5 strisce di fiume prima del mare. Poi, si posizionano i pesci sui rispettivi simboli colorati. A questo punto, tutto è pronto, e il primo giocatore può tirare il dado.

Setup iniziale

Il dado mostra sei facce di colore diverso, corrispondenti ai colori dei quattro pesci e a quelli dei due pescatori. Ogni volta che uscirà il colore di uno dei pescatori, si rimuoverà la striscia di cartone davanti alla barchetta. Quando invece uscirà il colore associato ad uno dei pesci, questo avanzerà sulla striscia di fiume davanti a lui. Attenzione, però, perché quando, uscito il colore dei pescatori, rimuoveremo una striscia di fiume, i pesci in essa presenti saranno considerati pescati, e dunque riposti nella barchetta. Trattandosi di un cooperativo, si danno due esiti possibili: se i pesci che raggiungeranno il mare saranno più dei pesci pescati, avremo vinto noi, altrimenti.

E’ assolutamente un gioco di fortuna, perciò il gap di età tra Antonio (8 anni), Tommy (6 ) e Carlo (2) non si è sentito per nulla. Tutti hanno giocato divertendosi molto e nessuno si è sentito frustrato o in difficoltà durante la partita, la quale, peraltro, è durata quanto basta per non annoiare né il piccolo Carlo, né i giocatori adulti.

Partita in corso

I materiali sono molto belli e vivaci, la barchetta stupenda e robusta; naturalmente, poi, i personaggi ed il dado sono in legno.

Sento di proporre questo gioco a chi vuole iniziare i bimbi più piccoli al gioco organizzato, e di società. Dal punto di vista cognitivo aiuta a sviluppare l’associazione colore-movimento e, naturalmente, può essere un modo divertente per imparare i colori. Certamente il target rimane limitato ai più piccolini, e inevitabilmente, tolto il gusto di qualche partita occasionale, non sarà di grande appeal per quelli più grandicelli. Stando però alla mia esperienza, e soprattutto all’entusiasmo che ho visto in Carletto, direi che se avete figli di quella fascia di età, vale assolutamente la pena giocarlo!

Il commento di mio marito: che dire, è un gioco di dadi…ai piccoli, però, piace; e questo è tutto